“E’ in gioco la nostra civiltà”: Orlando drammatizza il voto del 4 marzo
Il ministro capolista Pd a Reggio: “Che errore l’esclusione di Gandolfi”

5/2/2018 – “Con queste elezioni non ci giochiamo solo il governo del Paese. Questa è una partita di civiltà, qui ci giochiamo il futuro dell’Italia”. Il ministro Guardasigilli Andrea Orlando, capolista del Pd nel listino proporzionale del collegio Reggio-Parma-Piacenza, intervenuto oggi alla presentazione dei candidati in un luogo simbolico come l’ex-Polveriera di Reggio Emilia, oggi sede di laboratori e start up delle cooperative sociali, ha schiacciato a fondo l’acceleratore della campagna elettorale per chiamare a raccolta supporter, militanti e attivisti di fronte al rischio effettivo di un tonfo senza precedenti del partito erede di Margherita e Pci, nel voto del 4 marzo.

andrea Orlando alla Polveriera per la presentazione della sua candidatura

andrea Orlando alla Polveriera per la presentazione della sua candidatura

 

Ai lati di Orlando il segretario provinciale Andrea Costa e gli altri candidati: Antonella Incerti, la sottosegretaria Paola De Micheli di Piacenza, l’assessora di Sant’Ilario Licia Ferrari, Morettin consigliere economico del governo Renzi.

In prima fila la consigliera regionale Roberta Mori, rimasta fuori dalla competizione nella guerra dei renziani contro l’area orlandiana. Tra il pubblico anche il parlamentare uscente Maino Marchi, fortemente critico verso Renzi per la macelleria che ha contrassegnato la selezione delle candidature.

Per Orlando, dicevamo, è necessario andare molto indietro nel tempo per trovare una campagna elettorale crociale come questa, così gravida di rischi e di scelte fondamentali per la democrazia italiana. C’ è in discussione addirittura il “costruito storico” del Paese. Il ministro della Giustizia ha citato tre punti: il riemergere di parole d’ordine fasciste anche in forze che non hanno radici nel fascismo; la messa in discussione della democrazia rappresentativa; la messa in discussione dei valori europei e dell’adesione all’Unione europea, a proposito della quale “noi non vediamo tutto quello che abbiamo ricevuto dalla Ue”, ricordando la crisi del 1992 che mise in ginocchio una lira fragile e  costò al Paese lacrime e sangue.

Gli intervenuti alla ex Polveriera

Gli intervenuti alla ex Polveriera

Ha stroncato la flax tax perchè “chi ha diecimila euro l’ anno non può pagare come chi ne guadagna centomila” e ha bollato i 5 Stelle come incapaci di governare: “Non hanno saputo fare nemmeno un albero di Natale, e non hanno saputo creare una classe dirigente”.

Andrea Orlando, Andrea Costa e Licia Ferrari e Antonella Incerti

Andrea Orlando, Andrea Costa e Licia Ferrari e Antonella Incerti

Insomma, sono in discussione “il nostro stile di vita e il nostro tipo di civiltà”, e anche per questo ha assicurato che non farà il “turista elettorale” ma si impegnerà sul territorio per spiegare l’esperienza di governo del Pd con i suoi contenuti positivi, a cominciare dalla capacità di dialogo.

Nondimeno, il ministro si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, prima accennando a “cose che non ci sono piaciute”, poi esplicitando il proprio dissenso verso l’esclusione dalla candidatura del deputato reggiano uscente Paolo Gandolfi:  “Penso che sia stato un errore – ha dichiarato Orlaindo –  Era un’indicazione della nostra area politica, aveva alle spalle una legislatura svolta in modo molto positivo e abbiamo preso atto la mattina del giorno delle liste che Paolo Gandolfi non era dei candidati”.

ORLANDO 1

(Pierluigi Ghiggini) 

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Una risposta a 1

  1. Dino Angelini Rispondi

    06/02/2018 alle 11:31

    qui è in gioco la nostra civiltà giuridica e in special modo le intercettazioni che lei, sig. Ministro, ha reso impossibili con gran sollievo dei delinquenti, e soprattutto dei corrotti e dei collusi!

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