Processo per le doppie firme elettorali: chi pagherà il conto di una legge ingiusta?

di Francesco Fantuzzi 
13/2/2018 – Abbiamo appreso dall’informazione locale che ieri si è tenuta la prima udienza del processo a circa settanta dei 381 condannati per la vicenda delle doppie firme alle elezioni comunali 2014.

Come vado affermando da tempo, in un imbarazzato e imbarazzante silenzio di pressoché tutti i partiti (esclusi 5 stelle e Alleanza civica), queste 381 persone oneste sono state vittime di una legge ingiusta, e metà di loro anche e soprattutto di un’evidente falsificazione della loro firma.

Una vicenda dove, alle evidenti responsabilità di chi ha commesso reato di falsificazione, si sono aggiunti i comportamenti opachi della Commissione elettorale valutatrice, che non ha spiegato perchè soltanto stavolta gli atti siano stati inviati alla Procura  e, lo affermo con rispetto ma altrettanta convinzione, una certa disinvoltura della Procura medesima nel procedere, per di più utilizzando uno strumento oggettivamente pesante come il decreto penale di condanna.

In definitiva, chi pagherà il conto, oltre alle 381 persone condannate?
Le liste che vorranno presentarsi alle prossime elezioni amministrative.
Un ulteriore colpo a una democrazia sempre più traballante.

Dunque, chi firmerà ancora?

Qualche temerario forse perchè nessuno, al di là di un fugace interessamento, ha proposto qualcosa di concreto per evitare che si ripetano in futuro centinaia di ingiuste condanne per doppia sottoscrizione.
Infatti, il Parlamento non ha depenalizzato quell’odioso reato ed è ragionevole prevedere che, con le nuove elezioni a breve, nulla accadrà per diverso tempo.

Nemmeno il nostro Comune, già protagonista della cancellazione dei dati contenuti sul programma di controllo, si è attivato per affrontare la delicata situazione.
Allora, che fare?

Si potrebbe invitare ogni firmatario ad autocertificare la propria sottoscrizione di una sola lista: ma ciò non può essere comunque utilizzato in sede di presentazione delle firme, in quanto la modulistica è tassativa e l’autenticazione della firma occorre proprio (o meglio dovrebbe, e lo osservo con amara impotenza), evitare problemi di questo genere.

Il documento potrebbe, almeno, essere fondamentale per evitare, se non altro, il Decreto penale di condanna, convocando preventivamente i sottoscrittori interessati.

Ma ciò ovviamente non basta, e non possiamo accettare il rischio che le nostre firme possano essere comunque falsificate un’altra volta da qualcuno senza scrupoli e che nessuno pertanto sia più disponibile a firmare, favorendo proprio chi ha utilizzato maggiormente questa inaccettabile prassi.

L’unica soluzione possibile è, in ultima analisi, quella di esigere, prima delle prossime amministrative, che il Comune si impegni con il proprio programma informatico a non cancellare più i dati e a rilasciare UN SOLO CERTIFICATO ELETTORALE per ogni firmatario e che pertanto, in caso di richieste successive, la persona interessata sia immediatamente convocata presso l’Ufficio per evitare le disastrose conseguenze della precedente tornata.

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