Mediopadana, il progetto We Arena scopre le carte e ingaggia l’archistar David Manica
Missione a Cannes per raccogliere 50 milioni

9/2/2018 – Un pool di progettisti e consulenti di calibro internazionale – tra cui lo studio di Kansas City dell’archistar David Manica e il suo collaboratore Aaron Fletcher da Londra  – è al lavoro per dare consistenza al progetto We Arena,  “smart district” centrato su una struttura polifunzionale  coperta di entertainment da 10 mila 500 posti, per ospitare tutto l’anno spettacoli ed eventi sportivi in un’area di 44 mila metri quadrati a ridosso della Stazione Mediopadana e ad essa collegata direttamente con un sottopasso pedonale.

Il sogno coltivato da Federico Zanni, imprenditore e tifoso sfegatato del basket, e da altri importanti investitori, sta prendendo forma e sarà presentato tra poco più di un mese, il 15 marzo al Mipim di Cannes, appuntamento mondiale del Real Estate e del riuso delle aree urbane. Proprio lì Zanni e i suoi partner contano di prendere contatto con gli investitori in grado di realizzare un progetto il cui costo (non meno di 50 milioni di euro) non appare in questo momento alla portata del tessuto economico locale.

Federico Zanni

Federico Zanni

Lo stato del progetto e i vari passaggi sono stati svelati per la prima volta questa mattina all’Astoria Mercure dallo stesso Zanni e dall’avvocato Sabrina Roccatagliati. A fine dicembre gli investitori rappresentati dall’avvocato Antonino Milazzo di Genova erano andati con Zanni e Roccatagliati davanti al notaio Giorgia Manzini per concludere la cessione con la Società Cattolica proprietaria dell’area. Avevano in tasca un assegno da sei milioni, il prezzo pattuito, ma la vendita è stata rinviata al 30 settembre perché l’area è tuttora vincolata a una concessione a costruire relativa a dei capannoni.

L'area della cattolica a ridosso della Mediopadana

L’area della cattolica a ridosso della Mediopadana

Nel frattempo, va avanti la progettazione di quella che nelle intenzioni sarebbe la prima struttura polifunzionale (non solo per lo sport) di questo genere realizzata in Italia secondo criteri innovativi. Lo smart district naturalmente sarà anche altr: parcheggio multipiano, autonoleggi, alberghi , ristoranti (“E ci sarà anche il bancomat”, afferma ironicamente, ma non troppo, Federico Zanni, riferendosi alla mancanza dello sportello elettronico all’interno della mega stazione firmata Calatrava).

L'avvocato Sabrina Roccatagliati

L’avvocato Sabrina Roccatagliati

Oltre a Manica e i suoi referenti europei, oltre agli investitori rappresentati dall’avvocato Milazzo, sono della partita Havas sport & entertainment (quinta struttura di comunicazione a livello planetario), Nielsen per le ricerche di mercato e Cbre, multinazionale dei centri commerciali, che fra l’altro a Reggio ha in capo  la gestione dei Petali.  Tra i promotori locali anche Stefano Campani, nome noto delle concessionarie d’auto. Zanni prevede contatti anche con Terminal One , la cordata di imprenditori reggiani guidata da Aleotti di Ruote da Sogno (e presieduta dl commercialista Guido Prati) che ha assunto la gestione delle Fiere e, a quanto si sa, sarebbe interessata anche a concorrere all’acquisizione del complesso di via Filangeri.

Dopo il Minim il progetto sarà sottoposto all’amministrazione comunale, con cui sdekl resto i contatti erano iniziati nel  maggio 2017, ma senza seguito, probabilmente per il fatto che il sindaco Vecchi e l’assessore Pratissoli prediligono l’investimento generato dal Pd e oggi guidato da Coopervice sull’arena grandi eventi del Campovolo.

Zanni vuole chiedere l’applicazione della  cosiddetta “legge sugli stadi” (decreto legge 147 del 2013) con il riconoscimento della pubblica  utilità dell’opera e l’attivazione della corsia privilegiata della conferenza di servizi, che in teoria potrebbe portare alla concessione in capo a sei mesi.

Il ragionamento dei promotori di We Arena è semplice: la stazione Mediopadana, che oggi intorno a sè ha il deserto, è un magnete potentissimo, e si trova al centro di una megalopoli del Nord di 7 milioni e mezzo di abitanti, raggiungibile in un’ora da due milioni di persone. Il suo successo è indiscutibile, ma oggi per reggio è essenzialmente un punto di transito. L’obiettivo è trasformarla in un nodo di comunicazione integrato e in un punto di arrivo (appunto attraverso l’investimento della We Arena) capace di portare visitatori, affari e ricchezza nella città del Tricolore, nuovo baricentro dell’area Padana (in linea del resto con gli studi sulle linee di sviluppo storiche dal Cinquecento a oggi, e recenti dal dopoguerra alla fine del ’90o0).

Il sopralluogo nella rea della We Arena

Il sopralluogo nella rea della We Arena

Per realizzare lo smart district, naturalmente, non basteranno neppure i 44 mila metri quadrati della Cattolica, e per questo Zanni intende coinvolgere i proprietari delle aree confinanti, in particolare l’azienda agricola Lombardini Maramotti e la proprietà Braglia.

Le incognite nondimeno sono numerose, a cominciare dall’atteggiamento del Comune – main sponsor dell’arena Campovolo – che ha subito fatto sapere di essere all’oscuro dell’iniziativa imprenditoriale, del resto a grande linee già pubblicata nel 2017 dai  media locali. “Comunque non e’ vero – ribadisce Zanni – Ci siamo incontrati il 22 maggio dell’anno scorso: c’erano il sindaco Vecchi, il suo portavoce Vignali e l’assessore Pratissoli . Ci ripresenteremo dopo il 15 marzo con il nostro progetto, di cui abbiamo parlato anche a Camera di Commercio e Unindustria. Fra l’altro, Stefano Landi ha notato che al We Arena sarebbe complementare all’arena Campovolo. E’ quello che diciamo anche noi: la nostra proposta non e’ in concorrenza, bensì complementare al Campovolo. Se si vuole fare qui la Music Valley, non può essere per soli due mesi all’anno”. All’amministrazione Zanni manda infine a dire: “Parliamo di un progetto aperto a tutti, alla citta’ e agli investitori.  Non vediamo perche’ il Comune non debba aprire un tavolo per discuterne”.

L'architetto Aaron Flechter con Federico Zanni

L’architetto Aaron Flechter con Federico Zanni

Non è passato sotto silenzio che proprio oggi il presidente di Unindustria Severi abbia inviato ai media una propria riflessione su quattro anni di Mediopadana:  “Il fiorire di progetti testimonia che il futuro della zona esercita un grande interesse – scrive l’architetto Severi – Tuttavia, e’ ora indispensabile che il master plan in formazione ponga una precisa linea di demarcazione per separare le fake news e le suggestioni senza risorse da quei pochi progetti che, se sviluppati adeguatamente e poi realizzati, possono contribuire a innescare un meccanismo virtuoso capace di collocare sul serio l’area Nord al centro della Pianura Padana”.

Quel fake news sembra una improvvida presa di distanza dal progetto We Arena prima ancora di vederne le carte. “Non avevamo – dubbi ha commentato Zanni – che sarebbe cominciato il fuoco di sbarramento. Ma noi andiamo avanti”.

Ma le che vada, c’è sempre un piano B: trasformare l’area della Cattolica in un parcheggio attrezzato a raso per 1.200 automobili. Investimento subito possibile in base agli strumenti urbanistici e, vista la situazione, di sicura redditività.

Condividi

Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    12/02/2018 alle 10:39

    Mi sembra una proposta estremamente interessante, che coinvolge risorse e cervelli a livello internazionale e può fare da acceleratore allo sviluppo della nostra città, dandole una visibilità più ampia e togliendola dal “pantano” provinciale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *