Il Castellazzo di Taneto esisteva prima dell’anno Mille
La scoperta dalle analisi al radiocarbonio di un palo di legno

  • 16/2/2018 – E’ stato edificato prima dell’anno mille il “Castellazzo” di Corte Rainusso a Taneto. La scoperta, clamorosa, arriva dalle analisi per la radiodatazione al carbonio 14 di un reperto ligneO scavato quest’estate durante la seconda campagna archeologica allestita a Taneto dallo studioso reggiano Paolo Storchi e realizzata dalle università Sapienza di Roma e di Odense in Danimarca, con la collaborazione del gruppo storico-archeologico della Val D’Enza, del comuni di sant’Ilario d’Enza e di Gattatico, e il contributo di diversi sponsor.

    Per la precisione, il palo di legno è stato datato all’anno 857, con un margine di errore di 25 anni.

    La notizia è contenuta nel primo report ufficiale sugli scavi di Tannetum dell’estate 2017, pubblicato in questi giorni nell’autorevole sito Fasti on line  generato dall’Aiac, associazione internazionale di Archeologica classica.

    Lo scavo del Castellazzo di Taneto

    Lo scavo del Castellazzo di Taneto

    Il report sintetico porta la firma del coordinatore degli scavi Paolo Storchi.

    Gli scavi di Tannetum hanno riguardati un’area di 1,7 ettari di dispersione di materiali edili di cultura celtica della media e tarda età del ferro (IV/III secolo avanti Cristo).

    Le ricognizioni del 2017, condotte anche in collaborazione col Gruppo Storico-Archeologico val d’Enza – si legge nel report –  hanno confermato tale cronologia tramite il ritrovamento di ulteriori elementi di ceramica decorata ed anche di una fibula bronzea. Si è quindi proceduto ad un sondaggio archeologico che ha evidenziato come, ad una anomalia da fotografia aerea individuata nello stesso campo, faccia effettivamente riscontro una presenza strutturale, purtroppo conservata a livello solo di fondazioni: si tratta di una struttura quadrata in mattoni crudi di 3.10 m di lato, si affida comunque alla prosecuzione delle indagini una proposta interpretativa di tali anomalie”.

    Inoltre sono state ampliate le ricerche nel campo della Bertana, da cui erano cominciati gli scavi a seguito dell’individuazione in una vecchia aerofotogrammetria, da parte di Paolo Storchi, di un’ombra che sembra riprodurre la pianta di un anfiteatro romano come quello scavato a Roselle.

    Taneto 2

    Scoperte del genere sembrano ormai un’abitudine per Storchi ( che ha per primo individuato il luogo dell’anfiteatro romano di Reggio Emilia e altre strutture similari a Palermo).

    Il sito Bertana “si è confermato particolarmente interessante, restituendo una ulteriore US (unità stratigrafica) similare a quelle dello scorso anno e rivelando la presenza di due sepolture tardoantiche”. Non solo: una indagine geomagnetica condotta da P. Blockley (Ra. Ga Ricerca Archeologica geofisica applicata) ha peraltro portato al riconoscimento di altre strutture sepolte da indagare nelle prossime campagne”.

    E nei pressi “si è anche individuata, in un piccolo sondaggio, una sistemazione di ciottoli che potrebbe far pensare alla presenza di una strada romana o di una sorta di piazzale”.

    E veniamo al sondaggio in località Castellazzo dove non si scavava dagli anni 50, quando furono rinvenute strutture  ma senza riuscire a fornire una precisa datazione né una interpretazione.

    Paolo Storchi negli scavi di Taneto

    Paolo Storchi negli scavi di Taneto

    I nuovi scavi hanno individuato i resti di una torre di circa 8 metri per 123 metri, che faceva parte di un grande fortilizio. “Si è anche individuato uno degli accessi alla rocca, caratterizzato, in maniera peculiare, da una triplice tipologia di pavimentazione dell’ingresso: una porzione di esso era in semplice terra battuta, una ciottolata, una inghiaiata”.

    Un sondaggio profondo condotto immediatamente all’esterno della struttura ha permesso di individuare un palo a sezione quadrata profondamente infisso nel terreno, posto poco al di sotto del livello delle fondazioni della torre. “Una probabile interpretazione del rinvenimento è che esso facesse parte di una palificata preliminare, atta a consolidare il terreno preliminarmente alla costruzione del fortilizio”, si legge nel report.  Un campione del legno è stato inviato al laboratorio della Georgia University per datazione radiocarbonica – analisi finanziate dal Gruppo Storico-Archeologico val d’Enza – e il legno è stato datato all’857 d.C. (+-25 anni): il primo dato cronologico sicuro relativo a questa struttura, dopo secoli di dibattiti.

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5 risposte a Il Castellazzo di Taneto esisteva prima dell’anno Mille
La scoperta dalle analisi al radiocarbonio di un palo di legno

  1. GIOVANNI MARIA Rispondi

    17/02/2018 alle 09:29

    TANTI COMPLIMENTI A QUESTO SUPER CAMPIONE DELL’ARCHEOLOGIA
    PAOLO STORCHI

    • Paolo Storchi Rispondi

      18/02/2018 alle 17:31

      Grazie mille, Giovanni!

  2. carlo Rispondi

    19/02/2018 alle 13:49

    Finalmente un valido ricercatore che fa onore ( anche se dal potere ignorato) alla nostra città.
    Carlo Baldi

    • Paolo Storchi Rispondi

      21/02/2018 alle 09:17

      Caro Carlo, grazie di cuore delle belle parole e di tutto il tuo sostegno e quello di FAR Studium Regiense alle mie ricerche! Meno male che ci sono persone come te!

  3. LUCA BENASSI Rispondi

    21/02/2018 alle 11:28

    Grazie di cuore Paolo. Ci vediamo a pranzo l’11/03!

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