Tumori: a Reggio tasso di sopravvivenza del 60,2%
Un rapporto sull’Area Vasta

24/1/2018 – E’ un quadro a luci e ombre, quello che esce dal rapporto, presentato  a Reggio Emilia, che per la prima volta mette a confronto i dati dei registri tumori dell’area vasta Emilia nord, composta dalle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena.

I numeri illustrati, riferiti al biennio 2013-2014, i piu’ recenti disponibile a livello nazionale, segnalano il calo di alcune patologie tumorali a fronte, pero’, dell’aumento di altre. Il documento integra inoltre le informazioni del sistema di sorveglianza Passi sulle condizioni di salute e sugli stili di vita delle persone con 18-69 anni, avviato nell’anno 2007 su richiesta di Regioni e ministero della Salute e sviluppato attraverso interviste telefoniche. In dettaglio, nonostante le 16.000 nuove diagnosi fatte in un anno, l’incidenza dei tumori nelle quattro province emiliane appare in calo sia negli uomini che nelle donne ed e’ in linea con i dati nazionali.

Considerato solo il 2014 nell’area vasta si sono verificati 6.024 decessi per tumore (3.342 uomini e 2.682 donne): 2.053 a Modena, 1.470 a Reggio Emilia, 1.439 a Parma e 1.062 a Piacenza.

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La sopravvivenza a cinque anni per tutte le sedi tumorali e’ risultata pari a 63,9% a Modena, 62,1% a Reggio Emilia, 60,6% a Piacenza e 59,7% a Parma. I dati sono in linea con quelli registrati in Emilia Romagna (62,4%) e piu’ alti rispetto alla media nazionale (60%). In riferimento agli stili di vita che possono favorire l’insorgere della malattia, Piacenza fa registrare i valori piu’ alti riguardo all’abitudine al fumo, (29,1%).

Per il consumo di alcol e’ la provincia di Reggio Emilia a mostrare valori piu’ alti (24,1%) mentre per l’attivita’ fisica e’ Parma che presenta la migliore performance (61,4%). L’eccesso ponderale (sovrappeso e obesita’) mostra valori peggiori a Modena (45,9%), che si riscatta pero’ con il consumo giornaliero di frutta e verdura a livelli raccomandati (cinque porzioni), praticato dal 9,5% dei cittadini.

Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, pone l’accento sui dati per la prima volta riuniti e aggiornati: “Avere stime aggiornate ci permette di ipotizzare l’incidenza dei tumori negli anni a venire e quindi programmare meglio interventi sanitari, potendo valutare la qualita’ dell’assistenza erogata e i suoi esiti. Da qui l’importanza del confronto tra le quattro provincie e, quando possibile, tra aree regionali e resto d’Italia”.

LO STUDIO SUI REGISTRI TUMORI PIACENZA-PARMA-REGGIO-MODENA

La pubblicazione che mette a confronto, per la prima volta, i dati dei Registri Tumori (RT) di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, le provincie che compongono l’Area Vasta Emilia Nord.

 I Registri tumori sono strutture dedicate alla raccolta di informazioni su nuovi casi di tumore e sulla mortalità relativa in un determinato territorio, perciò rispecchiano le caratteristiche dell’assistenza sanitaria dell’area alla quale fanno riferimento

 Il confronto tra le province, con popolazione complessiva di circa 2 milioni di persone, offre un’importante novità nel panorama oncologico regionale e nazionale e anticipa, secondo l’indirizzo di programmazione voluto dall’Assessorato regionale alle Politiche per la Salute, la realizzazione del registro tumori di Area Vasta Emilia Nord, che segue altre due aree vaste regionali, quella centrale e quella romagnola.

 Nonostante le 16mila nuove diagnosi fatte in un anno, l’incidenza dei tumori in AVEN appare in calo sia negli uomini che nelle donne ed è in linea con i dati nazionali. Negli anni passati, invece, il trend appariva stabile negli uomini e in aumento nelle donne. I dati evidenziano, in particolare, come negli uomini siano in calo i tumori di colon, stomaco, fegato, polmone, prostata e leucemie; nelle donne calano, invece, i tumori di stomaco, colon, fegato, colecisti, cervice e mieloma multiplo. Continuano ad aumentare i tumori del pancreas e i melanomi in entrambi i sessi, come anche il tumore al polmone nelle donne; negli uomini aumenta il tumore del testicolo e della tiroide.

 L’altra novità è che i dati presentati sono i più recenti a livello nazionale, trattandosi del biennio 2013-2014. “Avere stime aggiornate ci permette di ipotizzare l’incidenza dei tumori negli anni a venire” ha spiegato Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Reggio Emilia – IRCCS “e quindi programmare meglio interventi sanitari, potendo valutare la qualità dell’assistenza erogata e i suoi esiti. Da qui l’importanza del confronto tra le quattro provincie e, quando possibile, tra aree regionali e resto d’Italia”.

 La monografia riporta per la prima volta, inoltre, alcune informazioni utili su stili di vita tratti dalla sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia) 2013-2016, sistema di monitoraggio delle condizioni di salute e degli stili di vita della popolazione avviato sin dal 2007 dal Ministero della Salute.

 I dati

In generale i dati presentano un’elevata percentuale di conferme ottenute con esami istologici, a testimonianza della buona qualità dei dati ma anche dell’attenzione dei clinici nell’approfondire con cura il sospetto di tumore, anche in persone molto anziane.

“Qualità, completezza e accuratezza sono elementi fondamentali nella registrazione della casistica” ha spiegato Lucia Mangone, presidente dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) e responsabile per l’Ausl di Reggio Emilia – IRCCS in questo ambito. “La loro elaborazione richiede, non a caso, un lungo percorso di formazione e standardizzazione delle procedure”.

La monografia riporta anche i confronti altimetrici evidenziando caratteristiche comuni e differenze tra le popolazioni che vivono in pianura, collina e montagna nelle quattro provincie. Da segnalare più casi di tumori a stomaco, pancreas e cervice nelle aree di montagna mentre sia in montagna che in collina si registrano meno i tumori di colon, polmone, melanoma, mammella, prostata, rene, vescica e linfomi.

Sono quattro gli indicatori presi a riferimento per il confronto tra dati provinciali.

 Incidenza

In riferimento all’anno più recente (2014) in AVEN sono stati registrati 12.575 nuovi casi di tumore (6523 negli uomini e 6052 nelle donne) escluso i tumori della cute non melanomi, con un TSD (Tasso Standardizzato Diretto: permette di confrontare i dati, con la stessa popolazione di riferimento) pari a 583 per 100.000 residenti.

I TSD, sempre su 100.000 residenti, rispettivamente per uomini e donne, sono stati pari a: 681 e 527 a Piacenza; 753 e 552 a Parma; 683 e 507 a Reggio Emilia; 644 e 484 a Modena.

La provincia parmense mostra un maggior numero di tumori complessivamente per fegato, pancreas, prostata e linfomi. Anche Piacenza mostra un lieve eccesso di tumori del fegato e stomaco, mentre Reggio Emilia presenta un lieve eccesso per il tumore del polmone e per il melanoma. Modena presenta tassi di incidenza per tutte le sedi che sono più bassi rispetto ad AVEN mentre Reggio Emilia presenta tassi più bassi per il tumore di colon, cervice e prostata.

 Mortalità

Nel 2014 in AVEN sono stati registrati 6024 decessi per tumore (3342 uomini e 2682 donne) con un TSD pari a 263 per 100.000 abitanti. A Piacenza sono deceduti per tumore 1062 residenti (583 uomini e 479 donne), 1439 a Parma (782 uomini e 657 donne), 1470 a Reggio Emilia (828 uomini e 642 donne) e 2053 a Modena (1149 uomini e 904 donne).

 Sopravvivenza

La sopravvivenza a 5 anni per tutte le sedi tumorali è risultata pari a 63,9% a Modena, 62,1% a Reggio Emilia, 60,6% a Piacenza e 59,7% a Parma. I dati sono in linea con quelli registrati in Emilia Romagna (62,4%) ma più alti rispetto alla media nazionale (60%).

 Prevalenza

Complessivamente sono oltre 83.000 le persone stimate in AVEN vive con pregressa diagnosi di tumore (circa 40.000 uomini e 43.000 donne). Ci sono naturalmente evidenti differenze tra le 4 province: le persone vive sono circa 30.000 a Modena, 22.000 a Reggio, 20.000 a Parma, e 10.000 a Piacenza.

 I Registri tumori (RT)

I dati presentati sono raccolti dai Registri Tumori, strutture dedicate alla raccolta di informazioni sui malati di cancro residenti in un determinato territorio. L’obiettivo è sorvegliare l’andamento della patologia oncologica compiendo il processo di raccolta attiva dei dati nelle strutture ospedaliere, di loro codifica, elaborazione e archiviazione. Le informazioni raccolte includono dati sulla sede del tumore, la morfologia, l’età e il sesso del paziente, le condizioni cliniche in cui si trova, i trattamenti che ha ricevuto e l’evoluzione della malattia. Questi dati sono essenziali per la ricerca sulle cause del cancro, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, per la progettazione di interventi di prevenzione e per la programmazione delle spese sanitarie.

In Emilia Romagna ci sono tre RT: quello di Area Vasta Romagna, istituito oltre 20 anni fa, quello di AVEC per le provincie di Bologna e Ferrara, e quello di AVEN che interessa le provincie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena.

In Italia sono presenti 49 RT generali di popolazione accreditati in AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), per lo più a copertura provinciale con l’eccezione della Valle d’Aosta, del Friuli-Venezia Giulia, dell’Umbria e della Basilicata che, invece, hanno una copertura regionale.

La maggior parte dei RT italiani sono registri di popolazione generali, ovvero raccolgono i dati relativi alle malattie tumorali di tutti i residenti di un determinato territorio. I registri specializzati, invece, raccolgono informazioni su un singolo tipo di tumore o su specifiche fasce di età. Maggiori informazioni sono presenti sul sito http://www.registri-tumori.it/cms/

Tre registri specializzati sono presenti in AVEN: lo storico RT del colon-retto a Modena che raccoglie elettivamente informazioni sulla storia familiare dei pazienti con questo tumore; il Registro mesoteliomi dell’Emilia-Romagna che raccoglie anche informazioni sull’esposizione ad amianto con sede all’Ausl di Reggio Emilia dove è presente anche il più recente RT specializzato del pancreas che raccoglie informazioni dettagliate su stadio e trattamento.

 Le novità dalla sorveglianza PASSI

PASSI è un sistema di sorveglianza sulle condizioni di salute e sugli stili di vita delle persone con 18-69 anni avviato nell’anno 2007 su richiesta di Regioni e Ministero della Salute e sviluppato attraverso interviste telefoniche.

Con riguardo all’abitudine al fumo, Piacenza fa registrare i valori più alti (29,1%) rispetto ad AVEN (27,3%). Per il consumo di alcool è la provincia di Reggio Emilia a mostrare valori più alti (24,1%) rispetto ad AVEN (22,5%) mentre per l’attività fisica è Parma che presenta la migliore performance (61,4%) rispetto ad AVEN (55,4%). L’eccesso ponderale (sovrappeso e obesità) mostra valori peggiori a Modena (45,9%) rispetto ad AVEN (43,3%), mentre il consumo giornaliero di frutta e verdura a livelli raccomandati (5 porzioni) mostra valori migliori a Modena (9,5%) rispetto ad AVEN (9,0%).

Per quanto riguarda la copertura dei test di screening, per la cervice i valori migliori si osservano a Modena (92,9%) rispetto ad AVEN (91,5%); per la mammella, i valori migliori si osservano a Parma (88,1%) rispetto ad AVEN (82,7%) mentre per il colon retto, i valori migliori si osservano a Reggio Emilia (73,9%) non solo rispetto ad AVEN (68,5%) ma anche alla media nazionale (44,5%).

In questa monografia sono riportati i dati aggiornati di due neoplasie poco frequenti ma gravate da elevata letalità. I mesoteliomi, tumori rari ma di grande interesse per la ben documentata esposizione professionale e ambientale ad amianto. In Emilia Romagna il tasso di incidenza è pari a 4,4 casi per 100.000 negli uomini e 1,6 per 100.000 nelle donne. Il tasso più alto è registrato a Reggio Emilia negli uomini (7,0) e a Piacenza nelle donne (2,7).

Nel periodo 2008-2014 il registro pancreas ha registrato 963 casi di cui l’88,8% residenti in provincia di Reggio Emilia. Il 52% dei pazienti presenta un tumore avanzato alla diagnosi (stadio IV). Questo rende ragione della bassa percentuale dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico (14,7%), mentre il 14,1% è stato sottoposto a chirurgia palliativa, il 39% dei pazienti ha eseguito una chemioterapia e il 20,8% radioterapia.

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