Smog, a Reggio è sempre peggio
In un anno 83 sforamenti di polveri sottili

24/1/2018 – Nel 2017 Reggio Emilia ha registrato 83 giornate di sforamento dei limiti di polveri sottili nell’aria (Pm 10)  rispetto alle 35 consentite dalla normativa europea. E’ uno dei dati peggiori a livello nazionale, quasi un record negativo che Reggio condivide con tutta la regione, in particolare con Piacenza e Modena lo smog si conferma flagello ambientale per la regione. Ed è bene rilevare che dal conteggio mancano numerosi giorni in cui la centralina di viale Timavo (quella col maggior numero di sforamenti) è rimasta fuori uso.

Nel complesso, per tutta l’Emilia-Romagna il 2017 è stato un annus horribilis per lo smog, peggiore del 2016 certamente uno dei peggiori della serie storica.

Lo certifica l’Arpae, agenzia ambientale dell’Emilia-Romagna: “Nel 2017 le condizioni meteorologiche sono state particolarmente sfavorevoli alla qualita’ dell’aria, si sono verificati lunghi periodi con condizioni di alta pressione, assenza di precipitazioni e scarsa ventilazione”. Questo ha determinato “un numero particolarmente elevato di giornate con condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti, con valori simili a quello registrati nel 2015 e tra i piu’ alti della serie storica”. E con l’estate calda e poco piovosa, “il numero di giorni favorevoli alla formazione di ozono e’ stato tra i piu’ alti dal 2003 e in linea con quello registrato nel 2012”.

Presidio ANTISMOG SOTTO IL COMUNE

Presidio ANTISMOG SOTTO IL COMUNE

Il valore obiettivo per la protezione della salute da ozono (120 microgrammi per metro cubo di media massima giornaliera) e’ stato infranto in gran parte delle stazioni di monitoraggio. L’Agenzia ambientale evidenzia anche che “le concentrazioni di polveri in Emilia-Romagna sono state superiori a quelle osservate nel 2016 e in linea con quelle misurate nel 2015 con valori tuttavia inferiori rispetto agli anni fino al 2010”.
La sintesi del report Qualita’ dell’aria nel 2017, pubblicata  sul sito dell’Arpae, scende anche nel dettaglio dei territori dicendo che l’anno scorso il valore limite giornaliero di pm10 (50 microgrammi per metro cubo) e’ stato superato per più di 35 giorni (numero massimo definito dalla norma) in 27 delle 43 stazioni della rete di monitoraggio regionale che tengono sott’occhio questo inquinante.

Il maggior numero di superamenti di pm10 sono stati registrati nelle stazioni di Piacenza-Giordani Farnese, ReggioEmilia-Timavo e Modena-Giardini (83), seguite da Parma-Montebello (74) e Colorno-Saragat (Parma) e Parma-Cittadella (69).

A livello provinciale, la soglia dei 35 superamenti e’ stata raggiunta a Piacenza in due stazioni su quattro, Parma (tre su quattro), Reggio Emilia (quattro su cinque), Modena (sei su sei), Bologna (tre su sette), Ferrara (quattro su quattro), Ravenna (due su quattro), Forli’-Cesena (uno su cinque), Rimini (due su quattro). “Bene invece i dati riguardanti la media annua di pm10: in tutte le stazioni e’ stata inferiore alla soglia di 40 µmicrogrammi per metro cubo stabilita dalla norma”, evidenzia Arpae.
Anche le polveri ultra-fini (pm2,5) sono volate troppo in alto: il valore limite per la media annuale (25 microgrammi per metro cubo) e’ stato superato in due delle 24 stazioni attive: a Besenzone (Piacenza, 27) e Guastalla (Reggio, 26). “In generale nel 2017 i valori piu’ elevati di pm2,5 sono stati registrati dalle stazioni al centro della Pianura Padana, e le differenze tra citta’ e campagna risultano trascurabili”.

Quattro poi i superamenti (su 47 stazioni) del valore limite per la media annuale del biossido d’azoto (40 microgrammi per metro cubo): a Reggio Emilia-Timavo (42 microgrammi), Modena-Giardini (42), Modena-Fiorano (45) e Bologna-Porta San Felice (46). Nel 2016 sforarono quattro stazioni su 47, nel 2015 cinque, nel 2014 quattro.

Sempre entro i limiti biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio: tutti entro i limiti.

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