Processo Aemilia: il poliziotto condannato querela l’ex assessore
Si torna a parlare delle manovre anti-Corradini alle primarie Pd

di Pierluigi Ghiggini

12/1/2017 – Domenico Mesiano, condannato nel rito abbreviato del processo Aemilia a 8 anni e mezzo di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa (condanna confermata in appello), annuncia querela nei confronti dell’ex assessore comunale alla sicurezza Franco Corradini, che ha testimoniato nel filone processuale principale di Aemilia, durante l’udienza di giovedì nell’aula bunker di Reggio.

Corradini ha confermato che mentre era a una riunione dell’associazione Aquila aveva telefonato un tale Domenico dalla questura sconsigliando agli albanesi di Reggio di sostenere la sua candidatura alle primarie Pd per il sindaco. Corradini si era presentato contro Luca Vecchi, poi eletto primo cittadino, e contro l’ex assessore (buttato fuori dalla giunta dal prosindaco Ugo Ferrari) si era mobilitata una parte consistente del Pd. D’altra parte Domenico Mesiano, che era l’autista del questore Gallo, risultava – secondo la famosa lettera anonima diffusa prima delle elezioni – anche imparentato alla lontana della famiglia di Maria Sergio, moglie del sindaco.

 

Franco Corradini

Franco Corradini

Nella deposizione al processo Aemilia, Corradini ha parlato di uno «scontro politico» nel partito, che riguardava la sottovalutazione delle infiltrazioni mafiose. Accenno al quale ha risposto indirettamente ieri il sindaco Vecchi quando in conferenza stampa ha parlato di «un impegno e una consapevolezza antimafia maturati prima dell’indagine Aemilia».
A proposito di quella telefonata di «Domenico» dalla Questura di via Dante, lo stesso Corradini ha detto che il fascicolo è stato archiviato dalla Procura. E ha aggiunto: «Se dovessi fare una battuta, direi che quel signore ha scelto bene. Perchè se era un amico degli ndranghetisti, se doveva colpire uno, ha colpito me, non c’è molto da commentare»
Mesiano, che ora è un sorvegliato speciale, in una lettera ai giornali lamenta di doversi difendere «per l’ennesima volta», «dalle calunnie o diffamazioni verso la mia persona da parte del signor Franco Corradini».
E afferma: «Come ho già ribadito in altre occasioni, io non sono mai stato indagato da nessuna Procura per la vicenda delle primarie, ma sono stato interrogato dalla Digos di Reggio Emilia su delega della magistratura come persona informata dei fatti, dove il sottoscritto ha dato tutte le spiegazioni sulla vicenda, anche documentali.

Domenico Mesiano

Domenico Mesiano

Ribadisco che nell’ottobre del 2014 ho querelato il Sig. Klodian Cami “l’albanese che asseriva di aver ricevuto la mia telefonata”, il 23» e nel Settembre 2017 «ho querelato un’altra persona per diffamazione a mezzo stampa inerente la stessa vicenda, quindi il sottoscritto ha dimostrato ulteriormente di voler chiarire la vicenda davanti ai giudici, e non rilasciando interviste qua e là diffamando le persone».
Aggiunge Mesiano: «In riferimento alla così detta “battuta” fatta dal signor Corradini ieri nell’aula del processo Aemilia, rammento al signor Corradini, in primis che il sottoscritto non è amico di nessun ‘ndranghetista, che c’è un processo in corso e gli imprenditori da me conosciuti devono ancora essere giudicati in primo grado, in secondo luogo come già detto, a me la ndrangheta fa schifo, i mafiosi mi fanno schifo, rammento inoltre, che da 25 anni faccio il poliziotto di cui 7 trascorsi in servizio in Calabria a contrastare la ‘ndrangheta con i fatti, in mezzo alla strada».
Per quanto riguarda le dichiarazioni del Questore «enfatizzate da Corradini», Mesiano chiarisce: «Il mio trasferimento è stato deciso per motivi di opportunità conseguente all’accaduto e non per una mia colpevolezza, tanto è vero che al Tar di Parma è ancora pendente il ricorso fatto avverso il trasferimento,
Infine, unitamente al mio avvocato, tra l’altro, presente in aula del processo Aemilia durante le dichiarazioni fatte dal Sig. Franco Corradini nell’udienza dell’11 gennaio stiamo vagliando il verbale per sporgere querela nei suoi confronti, cosi avremmo modo di chiarire definitivamente questa vicenda».

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