L’intelligenza artificiale ora legge nel pensiero

11/1/2018 – Le tecnologie di intelligenza artificiale diventano sempre più sofisticate e ormai cominciano anche a leggere nel pensiero dell’uomo. Un team di scienziati giapponesi ha sviluppato un sistema che a partire dalle onde cerebrali umane è in grado di ricreare immagini di ciò che una persona sta guardando o ricordando, siano queste di un oggetto, un animale, ma anche simboli astratti o lettere dell’alfabeto.

Il risultato è il frutto del lavoro di una equipe guidata dall’Università di Kyoto ed è stato pubblicato sulla piattaforma scientifica BioRxiv. Per ora le immagini ricreate sono sbiadite ma già abbastanza aderenti a quelle “originali”. I possibili impieghi e risvolti di una simile tecnologia sono tanti, dalle nuove possibilità di comunicazione per persone disabili ai rischi di azzeramento totale della privacy come negli scenari più cupi descritti da una delle serie tv del momento, Black Mirror.

epa06053951 A 'Bartifical Intelligence Carlsdroid' is seen on display during the Artifical Intelligence Exhibition and Conference (AI Expo) in Tokyo, Japan, 28 June 2017. The AI Expo is Japan's first trade show related to artificial intelligence (AI) with 110 exhibiting companies showcasing technologies and services related to AI. The show runs from 28 to 30 June.  EPA/CHRISTOPHER JUE

All’inizio la rete neurale è stata addestrata a riconoscere e ad associare alcune immagini naturali, come un gufo o un aeroplano, ai relativi segnali prodotti dai cervelli dei volontari che le guardavano o le ricordavano.

Poi il sistema è stato in grado di ricreare simboli astratti, di forme e colori diversi, mostrati ai volontari. Il traguardo maggiore della tecnologia, spiegano gli scienziati, è stato quello di ricreare dal pensiero delle persone le lettere dell’alfabeto. Il modello, sottolineano, è stato infatti addestrato solo su immagini naturali, mentre poi è riuscito a ricostruire anche forme artificiali, dimostrando di essere realmente in grado di generare immagini dall’attività cerebrale e non semplicemente di “indovinarle” per corrispondenza a esempi noti.

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