Ecco come si fa a ridurre un gigante verde a Spelacchio
Cedro devastato dalla potatura a Vezzano

di Ugo Pellini 

Anche Vezzano ha il suo Spelacchio. Non è passata inosservata ed ha suscitato grosse polemiche la drastica “potatura” (si fa per dire) subita da un grosso Cedro che vegeta in centro a Vezzano, ben visibile per chi percorre la Statale 63. Le immagini che lo ritraggono prima e dopo la “cura”, inserite da chi scrive, sulle pagine di facebook hanno provocato numerosissimi interventi critici soprattutto da parte di esperti del settore e la notizia è stata addirittura ripresa nel sito nazionale dei manutentori del verde.cedro vezzano

Tutti gli addetti specializzati hanno convenuto che si tratta di un intervento non corretto: “l’asportazione di una quantità di chioma così forte porta ad un dispendio energetico notevole da parte dell’albero per tentare di ricostruire la vegetazione asportata- queste le dichiarazioni di un esperto che abbiamo consultato. L’eliminazione delle branche laterali e degli apici porta ad una contrazione dell’apparato radicale, quindi ad una condizione di potenziale instabilità. L’operazione che è stata fatta, forse con l’intenzione di ridurre la possibilità di ribaltamento dell’albero, ha portato in realtà a creare una situazione di maggiore instabilità. I tagli di quelle dimensioni– ha concluso- hanno un’elevata possibilità di diventare veicolo per un’ aggressione da parte di funghi agenti di carie”. Il noto agronomo Giovanni Morelli di Ferrara, che spesso si occupa anche degli alberi reggiani, ha aggiunto: “peraltro, guardando l’architettura della chioma si capisce che avevano già giocato con la motosega in passato”. E’ intervenuta anche una Guardia ecologica di Legambiente che ha ribadito che questa condizione gli era stata già segnalata dal Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia ma che “purtroppo a Vezzano non esiste il Regolamento del verde”. Amaro il commento di Sara Paderni: “le piante sono vittime non solo di chi si presta a sfigurare un albero e il paesaggio, ma credo di poter dire della paura. Lì davanti c’è una scuola, se non sbaglio. Viviamo vittime della paura che il vento faccia cadere un ramo, che qualcuno si faccia male, che altri chiedano un risarcimento. Gli alberi sono tra le vittime della nostra volontà di controllare tutto. Vezzano ha perso una delle sue cose più belle”. Da considerare, aggiungiamo noi in conclusione, anche l’aspetto estetico e il danno ambientale per avere messo a rischio un grande albero in grado di produrre ossigeno, ridurre rumore anidride carbonica e inquinanti in una strada molto frequentata.

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