Camionisti sul piede di guerra
Fita-Cna chiede la revoca immediata degli aumenti delle tariffe autostradali

8/1/2018 – “Chiediamo al Governo di revocare immediatamente gli aumenti delle tariffe autostradali riconosciuti ai concessionari  come ogni inizio d’anno”. Lo dichiara il presidente della CNA Fita reggiana, Sante Zambelli.

Il mondo dell’autotrasporto sembra avere una sola certezza – prosegue il presidente Zambelli – il primo gennaio, inesorabilmente, arrivano gli incrementi dei pedaggi a fronte di miglioramenti della qualità del servizio solo presunti. Non sono riscontrati dagli utenti, infatti, e in particolare dalle associazioni degli autotrasportatori professionali, cui non è riconosciuta voce in capitolo. Eppure, nei costi di un’azienda di autotrasporto di merci per conto terzi, i pedaggi autostradali, con un impatto di circa il 10%, rappresentano la terza voce di costo dopo personale e carburante. Un vettore che esegue trasporti di linea nazionali effettua oltre il 70% della sua percorrenza annua su autostrade a pedaggio”.

Sante Zambelli

Sante Zambelli

E’ venuto il momento – sottolinea Sante Zambelli – di aggiornare le modalità di adeguamento annuale delle tariffe, un meccanismo sostanzialmente automatico in vigore dal 2007,  per tenere conto in maniera più appropriata della qualità del servizio reso dai concessionari. Continuiamo a registrare, infatti, l’inadeguatezza della rete autostradale italiana. La dimostrano la velocità media, tra le più basse d’Europa, i disagi che si ripercuotono sugli utenti a ogni precipitazione nevosa, la mancanza di aree di sosta e di servizi di assistenza appropriati, la cattiva manutenzione delle strutture e del manto autostradale”.

A questo proposito, CNA Fita è stata capofila della richiesta, ripresa dai parlamentari reggiani e frutto di un’interrogazione in Parlamento, di reinvestire in servizi per l’autotrasporto lungo le strade d’Italia, parte dei 3,8 miliardi di euro della sanzione dell’Antitrust contro il cartello dei costruttori di camion (Scania, MAN, DAF, Daimler, Iveco e Volvo/Renault), che si sono accordati per ben 14 anni (dal 1997 al 2011) sui prezzi degli autocarri e sulla tempistica per l’introduzione di tecnologie anti-inquinamento.

Il Governo sia coerente: non può riconoscere che l’autotrasporto professionale italiano ha i costi più cari d’Europa e poi – conclude il presidente CNA Fita – continuare a penalizzarlo”.

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