Addio a Ercole Camurani, uno degli ultimi liberali
Storico e politico, salvò dal rogo la Nuova Penna del Solitario

8/1/2018 – Addio a Ercole Camurani, intellettuale, politico, studioso ed editore. Era uno degli ultimi liberali «storici»: era stato dirigente del Pli di livello nazionale, stretto collaboratore di Malagodi, saggista di politica ed economia. Con lui, scomparso a 78 anni dopo aver lottato con grande dignità contro una malattia, se ne va un pezzo di memoria storica della politica italiana del dopoguerra, ma anche un gentiluomo di altri tempi.
Reggiano a tutto tondo, da tempo viveva a Salsomaggiore dove sino all’ultimo ha continuato a lavorare intorno a nuove opere, compresa una monumentale bibliografia del liberalismo mondiale.
Ercole Camurani è spirato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. La camera ardente all’obitorio dell’Arcispedale è aperta da questa mattina alle 8 sino alle ore 17. I funerali martedì 9 gennaio alle 11,30 saranno celebrati sempre in ospedale, poi la salma accompagnata da parenti e amici raggiungerà il cimitero di Canali per la tumulazione.

Ercole Camurani

Ercole Camurani

Lascia la sorella Gisetta, il figlio Massimiliano (già dirigente provinciale e regionale di Forza Italia e Pdl) e il nipote Davide.
fra le numerose opere, ercole Camurani sarà ricordato per aver salvato dalla dispersione e dall’oblio un documento fondamentale per la storia della Resistenza e della guerra civile: la raccolta del giornale La Nuova Penna, fondato dai partigiani Eugenio Corezzola e Giorgio Morelli, e dove Morelli “Il Solitario” scrisse articoli di fuoco, che gli costarono la vita, denunciando i delitti dei partigiani comunisti. Camurani riuscì a rintracciare tutti i numeri di quel giornale e negli anni Settanta nè realizzò una ristampa anastatica, poi nuovamente riprodotta da Diabasis con un contributo della fondazione Manodori.
Nato a Reggio il 19 dicembre 1939, nel 1954 entrò nei giovani del Pli, sino a diventare nel 1962 vicesegretario nazionale della Gioventù liberale. Collaboratore del deputato Alberto Ferioli, sino alla metà degli anni settanta fu segretario della sezione Pli di Reggio e segretario regionale del partito. Scriveva su riviste prestigiose come Saggi, Alternativa, Scuola aperta, oltre che su Reggio Oggi e Reggio Liberale. Consigliere comunale tra il 1970 e il 1972, collaborò con la fondazione Einaudi e diventò sempre negli anni settanta capo della segreteria di Malagodi, allora ministro del Tesoro in un governo Andreotti. Fondò l’istituto per la Storia del movimento liberale sino a quando, in anni recenti, decise di cederne l’archivio alla camera dei deputati, presidente Luciano Violante. Di quel passaggiò si parla ancora oggi per uno dei tanti misteri della Repubblica: Camurani denunciò che nel trasferimento dell’archivio sparirono due buste di documenti con informazioni importanti sulla morte di Mussolini. Lasciò la politica attiva nel 1977 ma continuò con energia e la competenza dell’ intellettuale raffinato l’attività di editore, di scrittore e articolista di storia e di economia.

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