Un Primo Tricolore sotto tono e di propaganda Pd
Melloni-choc: “Spacchiamo il ritratto di Mussolini”
Gentiloni e Delrio, carrello dei bolliti al Canossa

di Pierluigi Ghiggini

7/1/2018 – “Spacchiamo il vetro del ritratto di Mussolini a palazzo Chigi”. L’affermazione non è di un ragazzo dei centri sociali, bensì del professor Alberto Melloni, cattedratico, editorialista, eminenza grigia del cattolicesimo dossettiano, onusto di riconoscimenti tra cui, il più recente, la nomina all’Accademia dei Lincei. Melloni ha lanciato il suo appello questa mattina al teatro Ariosto di Reggio emilia, davanti al presidente del consiglio Gentiloni, durante la lectio magistralis per il Primo Tricolore, in una celebrazione in tono dimesso, con una platea con molti posti vuoti e riempita da autorità, sindaci con fascia tricolore, parlamentari, consiglieri, politici e  oltre ad alcuni imprenditori. Nelle prime file il ministro Delrio e l’ex premier romano Romano Prodi, salutato da un lungo applauso. Poca gente anche all’alzabandieera con i reparti schierati in piazza del Tricolore.

Dopo la cerimonia, Gentiloni e il ministro Del Rio sono andati a pranzo al ristorante Canossa con le mogli. Obbligatorio il carrello dei bolliti. In un tavolo a parte alcuni dirigenti del Pd: il deputato Gandolfi, l’assessore Daniele Marchi, il capogruppo del Pd Andrea Capelli, la notaia e consigliera Maura Manghi col marito Alberto Lasagni.

Vecchi, Gentiloni e Delrio in piazza durante l'Inno di Mameli

Bonaccini, Vecchi, Gentiloni e Delrio in piazza durante l’Inno di Mameli

Delrio e Gentiloni al ristorante Canossa di via Roma

Delrio e Gentiloni al ristorante Canossa di via Roma

“Non dico che il ritratto vada tolto, ma almeno qualcuno dovrebbe infrangere il vetro, che dovrebbe essere lasciato così”, ha detto Melloni dal palco dell’Ariosto, a testimonianza del disprezzo degli italiani verso il duce e verso il  fascismo. E’ stato l’acuto di un discorso torrenziale e affastellato, ma nel quale si è riconosciuto un fil rouge: il popolo italiano è di fronte a una scelta sola, secondo l’oratore, “O fascismo o contro il fascismo”. Che non sarebbe più tanto quello di Mussolini, ma la cui sostanza va riconosciuta nella destra che dilaga in Europa, ovviamente nel razzismo e nell’antisemitismo, ma anche nel rifiuto degli immigrati e nel nazionalismo. E la bandiera europea “è l’ultimo sottile velo che ci separa dall’abisso”. Attenzione: la bandiera europea, non quella italiana. Eppure Melloni ha parlato alla festa del Tricolore, e dopo il discorso è stato giulivamente insignito dal sindaco Vecchi del Primo Tricolore.

001 (1)Ma allora, la bandiera tenuta alta per decenni dalla destra e solo con Antonella Spaggiari a Reggio e Ciampi a livello nazionale è tornata ed essere patrimonio di tutti, anche della sinistra che la bruciava nel ’68,  è “buona” oppure è fascista? E come la mettiamo col comunismo, e il suo carico di decine di milioni di morti (secondo gli storici russi il terrore di massa staliniano è stato peggio del nazismo) negazione della libertà e di oppressione?

Posti vuoti al teatro Ariosto (foto di Nicola Fornaciari)

Posti vuoti al teatro Ariosto (foto di Nicola Fornaciari)

Ora, che il nazionalismo in quanto tale sia assimilabile al fascismo è un evidente strappo alla logica, alla teoria politica e anche al buon senso, ma è la conferma che la sinistra settaria incarnata da Melloni  si arroga il diritto di determinare a proprio piacimento cosa sia fascismo e cosa non lo sia. E se noi sei di sinistra, sei tout court fascista: in questo modo, l’antifascismo viene trasformato strumentalmente nell’ultimo collante capace di tenere insieme   una sinistra politicamente e ideologicamente sfasciata. Non lo hanno detto esplicitamente, ma la sostanza è questa.

Il sindaco Vecchi consegna il Primo Tricolore ad Alberto Melloni

Il sindaco Vecchi consegna il Primo Tricolore ad Alberto Melloni

E’ stato il premier Gentiloni a riportare il ragionamento sui binari di una concezione unitaria e non settaria: ha esaltato il “patriottismo repubblicano”, ha incitato a essere “italiani non riluttanti”, ha parlato del tricolore  come vessillo di identità, di coesione sociale, non certo di odio bensì di inclusione sociale, simbolo di libertà e società aperta. Una risposta indiretta ma molto chiara all’estremismo settario di  Melloni, tanto più sorprendente per un intellettuale di rango fresco di nomina all’Accademia dei Lincei.

Gentiloni al teatro Ariosto

Gentiloni al teatro Ariosto

Per il resto, il copione scritto in anticipo è stato rispettato: il Primo Tricolore ha segnato l’avvio della della campagna elettorale. Vecchi e il governatore Bonaccini hanno ecceduto in propagandismo dipingendo Reggio e l’Emilia come fari della società e dell’economia italiana, senza un minimo cenno autocritico che pure non guasterebbe.  E da Vecchi, che ha parlato per metà del suo tempo di antifascismo, neppure un cenno neanche al bisogno di verità e di rispetto anche per le centinaia di morti innocenti del dopoguerra, fatti fuori dagli stalinisti reggiani.

Il premier Gentiloni, pur in un discorso non privo di spessore, si è proiettato più di ogni altro verso le elezioni delle idi di marzo affermando più volte con forza che l’Italia non può e non deve buttare a mare, in queste settimane e nella prossima legislatura, quanto buono fatto in questi anni sul fronte della ripresa, dei diritti sociali, dell’export dell’accoglienza ma anche del contenimento dell’immigrazione irregolare. Se non è questo un invito a votare Pd…

Non ultimo, e inquietante, il silenzio sulla legalità, la sicurezza e le mafie: silenzio assordante nella città del processo Aemilia alla ndrangheta reggiana. Neanche un cenno nè dal sindaco Vecchi, nè da Manghi nè da Bonaccini. Solo due fuggevoli parole dal professore Melloni: “Lotta alle mafie”. Punto. Un capitolo già chiuso per la politica e i poteri reggiani?

IL DISCORSO DI GENTILONI: NON DISPERDERE I RISULTATI OTTENUTI

“Non è la stagione delle cicale quella che abbiamo davanti – ha detto Gentiloni al teatro Ariosto – non può esserci una chiusura impaurita nel piccolo mondo antico delle paure quotidiane: è il tempo di non disperdere i risultati ottenuti”. Questo, per il premier Paolo Gentiloni, deve essere l’obiettivo “di tutta la politica in vista prossime elezioni”.

“E’ il momento di lavorare con convinzione” – ha detto Gentiloni – perché “la congiuntura economica finalmente favorevole possa tradursi in conseguenze positive dal punto di vista sociale e non solo in constatazione di numeri incoraggianti”.

“Oltre al testo della Costituzione rendiamo omaggio ai costituenti: a una generazione politica che, uscendo dalla Resistenza e dalla Guerra, discutendo apertamente e liberamente, arrivò a sintesi unitarie che mantengono una straordinaria utilità e attualità, e lo fecero per servire Paese. E’ una lezione per tutti noi”.

Punti di sintesi nella Carta di cui ricorre il 70/o anniversario, ha detto il premier, furono trovati da persone “che avevano contrapposizioni enormi fra di loro sul piano ideologico, molto più grandi di quelle che vediamo nella politica di oggi”. Questo, cioè la capacità dei costituenti di elaborare il testo, fu “il miracolo democratico”, da cui il premier auspica si possa prendere spunto anche nell’Italia di oggi.

 

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4 risposte a Un Primo Tricolore sotto tono e di propaganda Pd
Melloni-choc: “Spacchiamo il ritratto di Mussolini”
Gentiloni e Delrio, carrello dei bolliti al Canossa

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    07/01/2018 alle 19:34

    Molto interessante la prima foto: la postura del ministro Graziano Delrio mi pare un chiaro segnale massonico: la mano distesa sul petto è una affermazione di fedeltà alla fratellanza, il pollice verso l’alto , la sottomissione a poteri superiori. Chiedo all’esperto direttore Ghiggini se è così. Spiegherebbe molte cose, tra le quali la fraterna amicizia con gli imprenditori calabresi, e l’incarico come AD di STU Reggiane al signor Luca Torri, fratello del noto massone (GOI) Denis Alborino Torri, (indagato per truffa). A buon intenditor, poche parole. Ovviamente la mia è solo un’ipotesi da verificare.
    Un saluto,
    Alessandro Raniero Davoli

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    08/01/2018 alle 03:09

    Ops… mi sono sbagliato? Secondo Pierluigi Cadtagnetti, “poteri occulti”, “manovre” di massoni reggiani contro (l’allora) sindaco Delrio. Forse gli attacchi sono terminati perché è ora diventato un fratello? Mah.
    Attendo il parere di qualche saggio, addentro alle segrete cose di quella “lobby” (ci sarebbero altri aggettivi più pesanti …) che è diventata parte della massoneria italiana …

  3. Ivaldo Casali Rispondi

    08/01/2018 alle 11:24

    “Spacchiamo il vetro del ritratto di Mussolini a palazzo Chigi”: Il “coraggio” demagogico e sinistroide dell’eminenza grigia della sinistra dossettiana (ora cattocomunista!) che si è “meritato” l’omaggio del Primo Tricolore.

  4. giorgio Rispondi

    08/01/2018 alle 12:23

    A Torri, indicherei anche la nomina di Soncini ( ex CCPL) alla presidenza di FFSS Logistica !!

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