Processo Aemilia, nuove rivelazioni del pentito Muto: “Il costruttore Pino Ruggieri era assoggettato alla cosca”
“Andò col fratello a lavorare in Kazakistan per sfuggire alle minacce”

di Pierluigi Ghiggini 

14/12/2017 Dopo il fallimento della sua Italcantieri, il costruttore Pino Ruggieri – reggiano nativo di Cutro, è stato uno degli imprenditori edili più importanti dell’Emilia e della Liguria, dove è stato anche anche presidente della Sanremese e dello Spezia Calcio – spostò i suoi affari i Kazakistan, per non subire le pressioni e le minacce della consorteria: «Alfonso Paolini continuava a pretendere dei soldi da lui». Lo ha dichiarato ieri al processo Aemilia, in videoconferenza da una località segreta, il pentito Salvatore Muto, che insieme a Valerio ha aperto il capitolo dei rapporti e dell’interesse del clan Grande Aracri elezioni, candidati e politici reggiani.
Secondo Muto, Pino Ruggieri non era della ndrangheta, tuttavia era un “assoggettato”, succube della consorteria: prendeva ordini da Paolini, ha detto il collaboratore di giustizia, col quale avrebbe avuto un giro di fatturazioni false.
Ha detto Muto ( nel resoconto della pagina fb processo Aemilia): «Paolini dirigeva il personaggio, da anni Paolini indirizzava, lui aveva la Italcantieri e facevano fatturazione falsa oltre che i lavori, Pino Ruggieri di lavori ne prendeva tanti. Paolini lo ha sempre attenzionato. Lamanna mi disse che quando fu indagato Paolini per la vecchia Drago, era Paolini che gli diceva a Pino Ruggieri di mandare i soldi a Dragone (vecchio boss della cosca cutrese, poi ucciso, ndr.).
Presidente Caruso: perché mandavano i soldi a Dragone?
Muto: perché Dragone chiedeva il pizzo… Quando Dragone era reggente usava sempre il fatto che faceva pagare il pizzo anche ai cutresi e siccome questo Ruggieri era un benestante doveva pagare il pizzo. Quando è uscito Dragone (dal carcere , ndr.) si rivolse tramite il cognato di Paolini, Salvatore Ciampà, per farsi pagare il pizzo, come ai vecchi tempi, solo che cominciava insomma… i tempi erano un po’ cambiati e anche gli equilibri, Paolini non volle più che pagava Dragone».
Caruso: che Ruggieri pagasse Dragone…
Muto: non so bene, sono cose che ho appreso perché ne parlava Lamanna, che era a conoscenza dei problemi che aveva Paolini, come ne era Sarcone, questa persona era succube e minacciata dalla consorteria, Ruggieri Pino.
Caruso: perché Paolini è della ndrangheta e Ruggieri no?
Muto: Paolini era quello che comandava su questo personaggio.
Caruso: Pino Ruggieri è sostanzialmente un assoggettato?
Muto: Sì… dava tutta carta bianca a Paolini, per anni… Tutti i lavori, tutto quello che dirigeva la Italcantieri di questo Pino Ruggieri era Paolini.
Caruso: ci rimetteva soltanto?
Muto : inizialmente andavano bene, quando è cominciata la crisi sono iniziati i problemi.i
Caruso: aveva interesse a lavorare con Paolini e altri?
Muto: sì, tramite le fatturazioni, se c’erano appalti pubblici si facevano sempre quelle assunzioni, tutto un…
Caruso: ricordo quello che ha detto, volevo capire in che senso è una assoggettato se è anche uno che tutto sommato aveva un interesse…
Muto : inizialmente era tutto cordiale, il lavoro che facevano, se andava bene a Paolini andava bene a Ruggieri. Ruggieri conosceva chi era Paolini e se ne serviva, finchè non sono arrivati i problemi economici. Questo Pino aveva anche un fratello che ha dovuto aprire una impresa con un prestanome per non far risalire che era sua, perché se guadagnava qualche soldo doveva corrisponderli a Paolini, si sono spostati apposta dall’Emilia per evitare problemi con la consorteria.
Sia Pino Ruggieri che suo fratello, sapevo che erano in Kazakistan. Si sono allontanati per non subire pressioni e minacce.
Perché «anche dopo il fallimento, il fratello veniva sempre assoggettato per questi crediti vantati da Paolini». Il quale, in genere «era con Sarcone e con Villirillo e anche con Gualtieri Antonio se non vado errato. Era a conoscenza di questi fatti Lamanna. Paolini si rivolgeva spesso a Lamanna».
PM: erano soldi che dovevano essere dati al gruppo?
Muto: soldi del gruppo, se no che interesse aveva di mettersi il Sarcone?

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