“Ora basta debiti, compagno Carini”
Affitti non pagati per 700 mila euro: immobiliare di Par.co sfratta la cooperativa Inacqua

30/11/2017 – La onlus Inacqua, principale cooperativa sociale di Piacenza, specializzata nei percorsi formativi e terapeutici  con trattamenti in acqua, è sotto sfratto. A chiedere davanti al giudice lo sfratto esecutivo della cooperativa, presieduta dall’ex consigliere regionale del Pd Marco Carini (che guida anche Inlab, incubatrice di start-up) è la società Immobiliare Copernicana, controllata da Par.co di Reggio Emilia e proprietaria dell’edificio con annesse piscine terapeutiche dove la cooperativa esercita l’attività.

Carini è un politico del Pd  molto noto a Piacenza, prima bersaniano di ferro, e oggi renziano di ferro: a metà novembre Matteo Renzi aveva fatto visita proprio al Tecnopolo e all’Inlab, sorbendosi anche una mini lectio di Carini, nella tappa piacentina del giro d’Italia in treno.

Marco Carini

Dunque, la Copernicana aveva acquisito l’immobile nel 2013, accollandosi il mutuo con le banche che la cooperativa non riusciva a pagare. Tuttavia negli anni Inacqua, pur continuando la propria attività che a fine 2016 valeva ricavi per 2 milioni 383 mila euro, non è riuscita a far fronte neppure al pagamento degli affitti, accumulando così un debito-monstre di 700 mila euro verso l’immobiliare  andata in soccorso del compagno in palese difficoltà.

Matteo Renzi il 17 novembre al tecnopolo di Piacenza, mentre ascolta la conferenza di Marco Carini

Matteo Renzi il 17 novembre al tecnopolo di Piacenza, mentre ascolta la conferenza di Marco Carini

Dopo una quantità di solleciti andati a vuoto si è così è arrivati all’ingiunzione di sfratto, approdata in questi giorni per la seconda udienza davanti al Tribunale  di Piacenza.

Da non trascurare  il fatto che la lite avviene all’interno della cooperazione emiliana, in particolare di Legacoop:  Par.co, che controlla Immobiliare Copernicana creditrice di Inacqua, è la finanziaria di partecipazioni di Legacoop Emilia Ovest, centrale a cui fa capo anche Inacqua, che comunque ora ha aderito anche ad altre associazioni.

Da parte sua Carini, impegnato anche a lanciare l’incubatore Inlab che fra l’altro si occupa di formazione sui modelli organizzativi alle nuove imprese, può contare su amici ed estimatori importanti  in politica.

Da sinistra: Luca Bosi, Marco Marco Carini, Maurizio Molinelli e Andrea Volta nel 2015 in occasione di una visita del presidente nazionale Legacoop Lusetti alla Inacqua di Piacenza

Da sinistra: Luca Bosi, Marco Carini, Maurizio Molinelli e Andrea Volta nel 2015 in occasione di una visita del presidente nazionale Legacoop Lusetti alla Inacqua di Piacenza

Ora però anche i compagni che quattro anni fa lo tirarono fuori dai guai, sono alle prese con i conti che devono tornare, e non possono permettersi l’accumulo di altri debiti.

E d’altra parte è proprio il modello organizzativo, al quale Carini dedica stage, corsi e seminari formativi,  a essere in discussione. Il bilancio 2016 della cooperativa  Inacqua si è chiuso con debiti per 6 milioni 129 mila 124 euro a fronte di  un patrimonio netto ridotto a 28 mila 770 euro e una perdita d’esercizio di 346 mila 717 euro, contenuta essenzialmente attraverso una  rivalutazione contabile dei marchi per  555 mila euro.

Nella relazione allegata al bilancio 2016, il Collegio sindacale ha rilevato che la posizione finanziaria appare eccessiva rispetto al fatturato, al reddito operativo e al patrimonio netto. E “l’entità dell’indebitamento finanziario pone elementi di rischiosità sia nell’orizzonte temporale preso in considerazione dagli Amministratori per valutare il presupposto della continuità aziendale (i 12 mesi successivi alla chiusura dell’esercizio) sia, e con maggiore gravità, per i successivi esercizi”.

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Una risposta a 1

  1. Mario Guidetti Rispondi

    30/11/2017 alle 18:08

    …dove è finita la cooperasione mutualistica? Vergogna

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