Gucci, sospetta evasione da 1,3 mld
Nel mirino l’a.d. Bizzarri, di Rubiera

2/12/2017 – Il top manager Marco Bizzarri, 54 anni, reggiano di Rubiera, amministratore delegato di Gucci, è nel mirino della Guardia di Finanza insieme agli altri vertici del colosso della moda per il sospetto di un’elusione fiscale continuata da 1,3 miliardi di euro.

Da tre giorni il personale del Nucleo Tributario sta passando al pettine fitto computer, uffici e documenti nell’avveniristico Hub Gucci di via Melchiorre Gioia a Milano, 35 mila metri quadrati negli ex stabilimenti Caproni, dove sono accorpati uffici, show room e studi grafici.

Marco Bizzarri con Julia Roberts

Marco Bizzarri con Julia Roberts

Secondo il pm di Milano Marco Civardi che conduce l’inchiesta, il marchio – di proprietà della holding francese Kering del mitico Henri Francois Pinault- avrebbe evaso le tasse con una estero-vestizione in Svizzera: la stessa accusa rivolta a Prada come ai giganti del web. Lo schema sarebbe lo stesso, e non certamente nuovo: Lavoro, vendite e trading in Italia, ma con sede formalmente all’estero, per pagare meno tasse. L’inchiesta prenderebbe le mosse dalle dichiarazioni messe a verbale da un manager licenziato, che avrebbe spiegato i meccanismi in base ai quali sarebbe avenuta l’elusione fiscale.

Il marchio Gucci ha avuto un balzo delle vendite tra luglio e settembre del 49% rispetto allo stesso periodo del 2016, dopo il rialzo del 39,3% del secondo trimestre e del 48,3% dei primi tre mesi dell’anno.

Il fatturato, che pesa nel periodo per il 39,6 % sul risultato complessivo di Kering, uno dei primi due gruppi della moda francese, si è attestato a 1 miliardo e 553 milioni solo nel terzo trimestre 2017, portando i ricavi dei nove mesi a 4 miliardi e 386 milioni, pari a tutto il fatturato del 2016.

Marco Bizzari è  diventato Ceo di Gucci, con l’ingresso nel comitato esecutivo Kering, nel 2013. Ma era nel gruppo francese dal 2005. A consacrarlo come manager capace di ogni magia la scalata a Bottega Veneta nel 2009, con risultati strepitosi.

«Sono figlio unico, nato da una una famiglia umile di Rubiera, che mi ha sempre coccolato – ha raccontato anni fa al resto del Carlino –. Ero però molto bravo a scuola, studiavo tanto. Credo di essere la dimostrazione vivente che con la costanza e qualche dote si può fare davvero quel che si vuole». E ha aggiunto: «Ogni settimana mi muovo, spesso cambio anche continente. Dormo in albergo e ho il mio ufficio personale in diverse città. Ma se devo pensare a ‘casa’, penso a Rubiera, certamente».

Condividi

Una risposta a 1

  1. Antonio Rispondi

    03/12/2017 alle 02:24

    In un paese dominato da calunnia e sospetto, lode a chi riesca ancora a fare impresa con i piedi per terra, la testa in giro per il mondo. Il tutto a vantaggio di un Intero sistema, che non è un nome collettivo bensì l’insieme di tante persone volenterose e competenti che grazie a fiducia e rispetto ci stanno regalando un paese migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *