“Communists”, ovvero la guerra sporca della Goff Chain
Il libro di Tadolini riporta alla luce il patto segreto tra Pci e servizi Usa

fertilio

Dario Fertilio

di Dario Fertilio*

La storia segreta di una “dirty war” combattuta dagli americani in Italia – simile per certi aspetti a quella jugoslava, per via degli aiuti alleati ai partigiani comunisti di Tito – riappare da archivi dimenticati. Ma che cosa si intende con il termine “sporca guerra”? Non certo gli slogan pacifisti della propaganda hippy, che negli anni sessanta bollarono d’infamia la difesa americana di Saigon. Piuttosto, l’utilizzazione di mezzi e compagni di lotta non convenzionali, in linea di principio addirittura nemici, allo scopo di raggiungere un obiettivo finale, considerato priorità assoluta. E questi nemici-alleati erano addirittura comunisti.

Ecco il senso del libro che lo storico reggiano Luca Tadolini – specialista della storia repubblicana di Salò e noto soprattutto per la sua scoperta dei verbali originali sugli interrogatori fascisti dei fratelli Cervi – ha dedicato al “patto col diavolo” stipulato dai servizi segreti Usa con i partigiani comunisti, nel periodo compreso fra il 1943 e il ’45. Il suo “Communists” (Edizioni del Veltro, pp. 256, euro 26). illustra con abbondante documentazione una alleanza strategica in cui da un lato si offrivano combattenti motivati e organizzati (i partigiani stalinisti fedeli a Togliatti) e dall’altro reti di comunicazioni, supporto logistico, lanci di viveri e armi, e addirittura bombardamenti mirati (il versante americano).

Copie di Communists, pubblicato dalle edizioni del Veltro di Mutti a Parma

Copie di Communists, pubblicato dalle edizioni del Veltro di Mutti a Parma

Nulla di sconvolgente, si potrebbe pensare, visto che la scelta di appoggiare il diavolo sovietico, capace di battersi valorosamente contro l’altro demone nazista, era stata soppesata e approvata sia da Roosevelt che da Churchill. L’aspetto inquietante della “covert action” di cui stiamo parlando, però, è che essa venne realizzata attraverso una rete segreta – la Goff Chain – praticamente sfuggita al controllo delle centrali operative negli Stati Uniti; totalmente egemonizzata da membri del partito comunista americano, per lo più reduci dalla guerra di Spagna; mirata, anche attraverso cospicui finanziamenti, a sbilanciare il rapporto di forza ai danni delle formazioni partigiane di orientamento democratico; in grado di far rimuovere i dirigenti americani contrari a quell’intesa con i filosovietici.

Il tema è dunque etico, oltre che militare: è giusto usare un nemico contro l’altro, senza riguardo alla liceità dei mezzi?

Il pregio del libro di Tadolini sta nell’evitare giudizi definitivi; piuttosto, indaga e porta alla luce tutti i risvolti della “covert action”. A cominciare dalla personalità del suo capo, il tenente Irving Goff (da lui prese il nome la catena degli agenti segreti). Organizzatore del Partito comunista a New York, poi combattente in Spagna nelle Brigate Lincoln (formate prevalentemente da ebrei, come lui stesso), istruito dai sovietici in azioni di sabotaggio. Un personaggio alla Hemingway, non solo metaforicamente, dal momento che fu lui a ispirare personaggi e situazioni di “Per chi suona la campana”, compresa la mitica distruzione del ponte Albarracin.

Il suo passaggio in Italia, nel corso della narrazione, assume così il carattere di un’avventura dai tratti insieme ideologici e picareschi, da inquadrare in una strategia militare alleata, cinicamente pragmatica, in cui i partigiani comunisti al nord e la mafia al sud vengono considerati “alleati oggettivi”. Qui entrano in campo gli uomini di Goff, formalmente dipendenti dall’Oss (la Organization of Strategic Services nata nel ’42 e progenitrice della Cia) ma in realtà dotati di grande libertà operativa e che presto, nel solo Nord Italia, potranno contare su 18 squadre, una settantina di agenti, una dozzina di postazioni radio.

Luca Tadolini

Luca Tadolini

Gli americani, dunque, offriranno un prezioso supporto alle formazioni comuniste, inclusa la possibilità per Togliatti e Luigi Longo (in favore del quale fu tentata senza successo anche la liberazione da un campo di concentramento francese) di comunicare le proprie direttive ai compagni oltre le linee. E poi contattando alcuni gappisti che parteciperanno all’attentato romano di via Rasella; moltiplicando i rifornimenti di viveri e armi, subito dopo lo sbarco di Togliatti a Salerno; lanciando la missione militare congiunta “Appomattox” nell’Appennino emiliano. Non mancheranno gli episodi tenebrosi, come l’assassinio del maggiore americano Holohan, contrario ai privilegi riservati ai soli partigiani comunisti, e sparito in Italia insieme all’oro e alle valute che aveva portato con sè. Il momento di massimo splendore della Goff Chain scoccherà sul finire della guerra, quando la rete delle sue radio trasmetterà per prima il messaggio di resa sul fronte italiano del comandante tedesco Kesselring.

Il capitolo conclusivo è degno di una spy-story alla Le Carré. Nel febbraio 1945, una sottocommissione del Congresso americano sottopone a un’audizione Will Bill Donovan, capo dell’Oss, regista dell’intera operazione. Ma di fronte ai suoi dinieghi (e al discreto supporto di Roosevelt) tutto si insabbia, evaporando nel nulla, Quando poi in Italia, dopo il 25 aprile, cominciano i regolamenti di conti dei partigiani comunisti, la Goff Chain si precipita a cancellare le tracce del suo passaggio: riscrive i rapporti, regge l’urto delle indagini istituzionali, difende i capi, salva gli agenti segreti sul campo.

Questa storia sarebbe rimasta nell’ombra se il libro di Tadolini non avesse acceso una luce indiscreta sull’accaduto. E, come di solito accade in questi casi, una rivelazione apre interrogativi ancora più grandi: come considerare questi “patti col diavolo”? E che dire del più grande, quell’accordo di Yalta che finì col consegnare metà dell’Europa al potere sovietico?

*Giornalista e scrittore 

 

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Claudio Rispondi

    17/12/2017 alle 21:59

    Interessantissimo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *