“La coca è pura”, ma spedisce il messaggio a un carabiniere. Manette al titolare di Aqua el Paraiso di Gualtieri

17/11/2017 – Può capitare di mandare un messaggino d’amore alla fidanzata sbagliata (ed è capitato) con conseguenze disastrose sul menage.

Più difficile, caso più unico che raro, è inviare un sms sul livello di purezza di una partita di cocaina non al pusher, ma a un carabiniere. La galera è assicurata.

E’ quanto è accaduto a un ristoratore troppo distratto della bassa reggiana, che ha inviato un messaggio esplicito su  whatsapp: “La coca è pura”. Ma forse a causa di un fatidico errore al momento della registrazione del numero, il messaggio anzichè al cliente è arrivato a un militare in forza nella stazione carabinieri di Gualtieri.

I carabinieri di Gualtieri la droga e il materiale sequestrati al ristoratore

I carabinieri di Gualtieri con la droga e il materiale sequestrati al ristoratore

L’arrestato è Manuel Bonazzi, 50 anni, titolare con la famiglia di un storico  locale di Pieve Saliceto di Gualtieri, l’Aqua el Paraiso: questa notte è  finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri di Gualtieri gli  hanno sequestrato cocaina, hascisc e marijuana, per un totale di oltre 250 grammi, insieme  a 2 bilancini di precisione, a  1.645 euro in contanti e al materiale per il confezionamento, nonché una bomboletta di profumo spray ed una lattina di bevanda modificate che servivano a nascondere  le dosi di cocaina.

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Manuel Bonazzi

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Intorno alle 2.30 una pattuglia dei carabinieri notava  il ristoratore in compagnia di un giovane in un area di sosta posta lungo la provinciale 63R a Gualtieri. Proprio alla luce dei sospetti nati a seguito della ricezione del whatsApp, carabinieri hanno ispzionato l’auto dell’esercente  trrìovando banconote di vario taglio per  1.645 euro. Nella tasca di uno zaino riposto in macchina i militari c’era una bomboletta spray di profumo svuotata e modificata con all’interno  risultava contenere 6 dosi di cocaina (circa 5 grammi),  mentre 5 grammi di hascisc erano nell’altra tasca dello zaino. Il giovane in sua compagnia, che come poi accertato si era incontrato con il ristoratore per acquistare una dose di cocaina, era invece “pulito”.

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Da lì la perquisizione domiciliare: nella camera da letto il ristoratore aveva altre 3 grammi di cocaina e 217 di hascisc mentre all’interno di una scatola c’era un barattolo di vetro con 35 grammi di marjuana.

Sequestrati con la droga e i materiali per il confezionamento, anche un’agenda con trascritti nomi associati a numeri e anche una lattina di bevanda modificata per nascondervi dello stupefacente  e riempita con del gesso per non alterarne il peso.

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Una risposta a 1

  1. ferfinando Rispondi

    18/11/2017 alle 05:18

    Povera Reggio ridotta a spacciare droga per vivere…

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