Fiere, sequestrati centinaia di uccelli all’Ornitologica
Dieci persone denunciate

30/11/2017 – Bilancio dei controlli condotti dai  Carabinieri Forestali alla Fiera Ornitologica Internazionale di Reggio Emilia, una delle più importanti nel suo genere a livello mondiale, che si è svolta lo scorso fine settimana dal 24 al 26 novembre nei padiglioni fieristici di via Filangieri, con la partecipazione di migliaia di allevatori.  Denunciate alla Procura della Repubblica  10 persone per contraffazione ed uso abusivo di pubblici sigilli, illecita detenzione e commercio di avifauna protetta, acquisto di cose di sospetta provenienza: non sono pochi, considerato che le persone controllate sono sono state 72 su migliaia di operatori presenti.

Sottoposti a sequestro penale 335 uccelli di cui 6 di specie esotica; elevate 6 sanzioni amministrative di importo di 1700 euro; controllati 14 stand, 72 persone e 42 automezzi.

I CARABINIERI FORESTALI CON ALCUNI UCCELLI SEQUESTRATI ALL'ORNITOLOGICA

I CARABINIERI FORESTALI CON ALCUNI UCCELLI SEQUESTRATI ALL’ORNITOLOGICA

I denunciati, di cui alcuni stranieri, risiedono in Comuni delle provincie di Reggio Calabria, Napoli,
Venezia, Milano, Reggio Emilia, Salerno, Latina e Cosenza.
I militari delle Regioni Emilia Romagna e Veneto, coordinati dal Nucleo Investigativo del Gruppo di Reggio Emilia, con la collaborazione delle Associazioni Lipu e Legambiente, hanno condotto numerose attività di controllo per la tutela della fauna autoctona ed
esotica nell’ambito della 78° edizione dell’Esposizione Internazionale Ornitologica.

IMG_4484La campagna di controlli è stata pianificata d’intesa con i responsabili dell’ente organizzatore “nell’ottica di garantire il corretto svolgimento delle attività promosse in
fiera, finalizzate allo scambio ed al commercio legale di esemplari oggetto di allevamento e, come tali,
tracciabili e singolarmente identificabili, attraverso i prescritti sistemi di marcatura mediante anelli
inamovibili”.

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Quest’ultima operazione consiste nel mettere al metatarso dei piccoli nati in cattività un anello
fornito dalla F.O.I. (Federazione Ornicoltori Italiana) o altre associazioni riconosciute alle quali l’allevatore
deve essere iscritto. Per ogni singola specie è previsto un anello con un determinato diametro interno,
affinché lo stesso possa essere apposto al metatarso esclusivamente entro i primi dieci giorni di vita,
dopodiché risulterà impossibile inserirlo a seguito della crescita della zampetta.
“L’attenzione dei Carabinieri Forestali si è dunque incentrata, in particolar modo, sulla rintracciabilità degli
esemplari sottoposti a controllo e, quindi, sulla verifica degli anelli identificativi oltreché sulla
documentazione attestante la provenienza degli stessi.

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E’ stato così accertato “che gli esemplari in possesso degli indagati presentavano degli anelli visibilmente modificati e/o amovibili.
Questa operazione, nota agli investigatori, consiste nell’allargare gli anelli in alluminio (F.O.I.), apporli al
metatarso di soggetti adulti illegalmente catturati in natura per restringerli in seguito. Tali operazioni
vengono eseguite mediante l’utilizzo di un punzone di forma conica del diametro leggermente superiore a
quello dell’anello, che serve ad allargarlo, di un barattolo di vasellina che serve da lubrificante della
zampetta, e di una apposita pinza che serve per restringere l’anello appena inserito.

Tra le caratteristiche
costruttive di detti anelli vi sono quelle che rendono possibile la constatazione di segni di manomissione,
come quelli effettivamente riscontrati negli anelli applicati all’avifauna sequestrata. La dimensione del
diametro degli anelli da utilizzare per l’inanellamento degli uccelli risulta essenziale ai fini di garantirne
l’effettiva inamovibilità; aumenti di pochi decimi di millimetro possono essere sufficienti per permettere il
passaggio della zampa attraverso l’anello anche a crescita terminata.
Le attività di controllo si sono estese anche alla verifica delle condizioni di trasporto dell’avifauna e relativa
documentazione, effettuati da pattuglie di carabinieri forestali, unitamente alla Polizia stradale, intervenute
nei pressi del casello autostradale di ingresso alla città di Reggio Emilia.
Negli spazi esterni alla fiera si è avuta la collaborazione della Polizia Municipale di Reggio Emilia al fine di
prevenire e reprimere eventuali attività di scambio e/o vendita di uccelli da parte di soggetti non accreditati.
Attività di prevenzione dei reati è stata effettuata anche dai militari dell’articolazione territoriale dell’Arma
nonché dall’Associazione Nazionale dei Carabinieri in congedo.
I controlli all’interno dei padiglioni della fiera faunistica si sono svolti, a cura dei carabinieri forestali,
nell’arco delle tre giornate di apertura al pubblico”.

In particolare “sono stati controllati 14 stand, 72 persone e 42 automezzi. All’esito dei controlli sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 10 soggetti e sottoposti a sequestro penale 335 uccelli di cui 6 di specie esotica. Sono stati altresì elevate 6 sanzioni amministrative
per violazioni in materia di trasporto e benessere degli animali, per un valore stimato che si aggira sui 50
mila euro.
I reati contestati sono la contraffazione e l’uso abusivo di pubblici sigilli, l’illecita detenzione ed il
commercio di avifauna protetta nonché l’acquisto di cose di sospetta provenienza.
Tra le specie di uccelli sequestrati v’è il Cardellino (Carduelis carduelis), il Verzellino europeo (Serinus
serinus), il Frosone (Coccothraustes coccothraustes), il Pettirosso (Erithacus rubecula), la Peppola
(Fringilla montifringilla), il Fringuello (Fringilla coelebs), la Capinera (Sylvia atricapilla), il Pettazzurro
(Luscinia svecica), l’Inseparabile testarossa (Agapornis pullaria).
Gran parte degli esemplari sequestrati, come innanzi descritto, risultavano muniti di anelli identificativi
palesemente contraffatti per quanto riguarda le dimensioni, lo spessore, l’altezza ed il diametro esterno.
Si trattava pertanto “di animali illecitamente catturati in violazione della normativa posta a tutela degli
stessi. Gli esemplari di pappagalli Inseparabili testarossa, specie inclusa nella normativa di attuazione della
Cites (Convenzione internazionale sul commercio delle specie minacciate di estinzione), sono stati
sequestrati in quanto venivano posti in commercio in assenza di documentazione attestante la legittima
provenienza”.
Gli esemplari di fauna autoctona sono stati affidati in custodia giudiziaria al centro di recupero “Il pettirosso”
di Modena, mentre quelli esotici al Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone in Sasso
Marconi (BO).
A seguito delle valutazioni dei veterinari, si procederà, previa autorizzazione del Pubblico Ministero dr.ssa
Valentina Salvi titolare delle indagini, alla liberazione degli esemplari di fauna autoctona reintroducendoli in
ambiente naturale idoneo alla loro sopravvivenza.

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