Documenti falsificati: funzionario del Comune sotto inchiesta con due pakistani, perquisita l’anagrafe di Reggio

18/11/2017 – Un funzionario dell’anagrafe di Reggio Emilia  è sotto inchiesta per alcuni documenti d’identità falsificati trovasti in possesso di due pakistani, in un appartamento della zona stazione adibito a pensione clandestina. I carabinieri, al fine di recuperare le matrici dei documenti alterati, hanno perquisito  l’Ufficio Anagrafe del capoluogo, in via Toschi, su ordine del sostituto procuratore di Reggio Giacomo Forte: nel palazzo sormontato dalla grande antenna Telecom è stata sequestrata documentazione “utile per l’accertamento dei fatti e la prosecuzione delle indagini”.

L'ingresso dell'anagrafe di Reggio Emilia in via toschi, nel palazzo ex Sip-Telecom

L’ingresso dell’anagrafe di Reggio Emilia in via toschi, nel palazzo ex Sip-Telecom

Il funzionario, che ha 47 anni, e i due pakistani che vivono in città e hanno 30 e 33 anni, sono indagati a vario titolo per i reati dei reati di  falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull ’identità personale, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e favoreggiamento dell’immigrazione clandestinaomessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale e concorso in falsità materiale commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici.

L’inchiesta, sotto la direzione della Procura, è condotta dai militari del Nucleo Informativo del comando provinciale dei Carabinieri (braccio locale dei Ros), con l’ausilio del nucleo investigativo e della Compagnia di Reggio Emilia.

Nell’ambito dei controlli in atto da tempo tempo per il  contrasto dell’eversione e del terrorismo, i militari del Nucleo Informativo hanno individuato un appartamento di zona stazione dove era stato segnalato un via vai continuo di cittadini stranieri.

Da qui la perquisizione, disposta dal magistrato, che  ha escluso il contesto terroristico, ma ha permesso di scoprire e sequestrare alcune carte d’identità contraffatte. Sequestrati anche un computer portatile, ora sotto analisi, e la documentazione contabile dalla quale risulta che l’abitazione funzionava anche   come pensione clandestina per immigrati, con tanto di tariffe per l’affitto di un singolo posto letto che arrivavano sino a 150 euro.

Nell’abitazione i carabinieri hanno rintracciato oltre ai due titolari pakistani (indagati dalla Procura insieme al funzionario dell’anagrafe) anche altri sei pakistani, tutti con permesso di soggiorno regolare, ospiti di quella che è risultata essere una pensione abusiva.

Le prime risultanze investigative “hanno portato ad accertare a vantaggio dei due proprietari emolumenti in  nero quantificati in circa 20.000 euro”. Se ne occuperà l’ Agenzia delle Entrate per  il recupero dei tributi evasi correlati agli affitti in nero.

Dal ritrovamento dei documenti contraffatti ha preso le mosse, a sjua volta,  la perquisizione nella sede dell’anagrafe di via Toschi, dove, appunto, è indagato un funzionario che deve rispondere di varie ipotesi di reato, tra cui l’omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e il concorso in falsità materiale commessa a pubblico ufficiale in atti pubblici.

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Una risposta a 1

  1. replique bague bulgari homme Rispondi

    14/12/2017 alle 09:42

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