Sanzioni della Consob al gruppo Iren: “Ha taciuto sul debito del comune di Torino”

13/11/2017 – La CONSOB, che esercita la vigilanza sulle attività delle società quotate in Borsa,  ha deciso di notificare provvedimenti sanzionatori nei confronti della multiutility Iren Spa a seguito dell’esposto presentato più di un anno fa da alcuni piccoli azionisti di Reggio Emilia che avevano chiesto all’authority di far luce sui rapporti tra la stessa società e il Comune di Torino. Lo riferisce il sito valori.it  che ha anche chiesto un commento a Iren: la multiutility tuttavia ha fatto sapere di restare in attesa di notizie ufficiali.

Due, in particolare, gli elementi critici alla base delle sanzioni: la mancata comunicazione al mercato e l’esistenza di un conto condiviso tra il Comune di Torino e la società di servizi utilizzato per la gestione del debito accumulato dall’amministrazione cittadina.

iren-bolla

“Interpellata sul tema – scrive  Valori.it – la CONSOB ha confermato l’esistenza di provvedimenti “attualmente in corso di notifica” ma non ha aggiunto alcun particolare sull’entità di questi ultimi né sui singoli destinatari. I dettagli sulle decisioni dell’authority, in ogni caso, saranno pubblicati sull’apposito bollettino elettronico una volta che il processo di notifica sarà stato completato”

La questione ruota attorno alle operazioni che hanno coinvolto il capoluogo piemontese, azionista di Iren ma al tempo stesso debitore nei confronti della medesima per circa 190 milioni di euro: “Una pendenza, quest’ultima, cresciuta grazie a un finanziamento da 120 milioni di euro concesso al Comune dalla stessa multiutility e ulteriormente incrementata dall’acquisizione da parte della stessa Iren di AMIAT Spa, l’azienda di raccolta rifiuti già creditrice del Comune per decine di milioni”.

IL CONTO CONDIVISO. COSA NE SAPEVANO I SINDACI?
Il meccanismo del conto condiviso, attraverso il quale il comune di Torino ha potuto congelare con una sorta di rotazione permanente il proprio, enorme debito nei confronti della multiutility per la gestione rifiuti, è un meccanismo in atto da anni, a quanto pare architettato tra i vertici Iren e l’allora sindaco Piero Fassino (che è stato anche presidente dell’Anci) con un evidente vantaggio per il comune della Mole anche rispetto agli altri comuni del patto di sindacato, vale a dire Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Cosa ne sapessero i sindaci, che comunque dovevano essere sull’avviso a seguito delle notizie diffuse qua e là dai media, resta un capitolo tutto da approfondire.
Si attende ora di conoscere nel dettaglio le contestazioni di Consob, nonché l’importato delle sanzioni. Iren potrebbe vedersi costretta a chiudere ilo conto condiviso con Torino, dove si aprirebbe un buco colossale: una patata bollete alla Giunta 5 Stelle Appendino, cvhe di questa situazione non ha alcuna colpa. E’ possibile comunque che Iren proceda con ricorsi e controdeduzioni, sostenendo la correttezza del proprio operato.

Massimiliano Bianco. a.d. gruppo Iren

Massimiliano Bianco. a.d. gruppo Iren

“L’analisi puntuale delle relazioni di bilancio del gruppo Iren – si legge nell’esposto presentato lo scorso anno – evidenzia un indebitamento complessivo del Comune di Torino non soltanto eccessivamente elevato, ma perdurante nel tempo e recentemente rialimentato dall’ acquisizione del 50% di AMIAT Spa. Riteniamo che tale posizione debitoria non possa essere ricondotta nell’ambito di un ordinario rapporto tra cliente e fornitore che, trattandosi di parte correlata in quanto uno dei principali azionisti di Iren, non dovrebbe in alcun modo trarre indebiti vantaggi ricevendo da Iren spa non soltanto la fornitura di un servizio ma anche un sostegno duraturo di natura finanziaria”.

“I rapporti con le parti correlate delle società quotate, come è noto, vengono gestiti dal “Comitato parti correlate”, a garanzia di tutti gli azionisti e al fine di evitare conflitti di interesse e gli indebiti vantaggi economici e finanziari di cui sopra in capo alle medesime” si legge ancora nell’esposto. “Nel dettaglio, il credito verso il Comune di Torino viene gestito all’interno di un’operazione di “conto corrente condiviso” con lo stesso Comune (allegati 1-2), una sorta di plafond mai esplicitato a noi azionisti, trasformando di fatto quella parte di esposizione da credito commerciale a credito finanziario al fine di migliorare la Posizione finanziaria netta complessiva”.

E ancora: “Il credito della controllata AMIAT spa nei confronti del Comune passa da 67, 7 milioni di euro del 31/03/15 (allegato 3) a 80, 6 milioni di euro al 30 giugno 2015 (allegato 4) e a 83, 7 milioni di euro al 30 settembre 2015 (allegato 5): pertanto, non solo la parte di credito finanziario si incrementa, ma anche l’esposizione complessiva (Iren servizi e innovazione, AMIAT) resta sistematicamente assai elevata (circa 190 milioni sempre al 30 settembre 2015). Domandiamo pertanto il motivo per cui non si sia rispettato l’accordo del 14.11.12 (allegato 6), già eccessivamente accomodante, e si sia stabilito di concedere un finanziamento a lunga scadenza al Comune di Torino senza apparente e concreta prospettiva di rientro, a detrimento della gestione dei flussi finanziari del gruppo e foriero di probabili svalutazioni future, e senza che il Comitato parti correlate si esprimesse in tal senso. Pur regolato da tasso di interesse (la cui esigibilità è peraltro dubbia), il credito finanziario aperto al Comune di Torino non è evidentemente in linea con la missione di Iren”.

La notizia è stata diffusa alla vigilia della presentazione al mercato finanziario del nuovo Piano Industriale del gruppo Iren, domani mattina in una conference a Palazzo Mezzanotte a Milano. 

per quianto riguarfda i conti del terzo trimestre, la multiutility va a registrare ricavi per 753,5 milioni di euro, in progresso dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2016. Gli analisti si aspettano un Ebitda di 160,7 milioni, in aumento del 13,3% rispetto al 3° trimestre del 2016 grazie al maggior contributo della divisione ambiente e del settore dell’acqua.

Nel trimestre in esame, l’Ebit (Reddito operativo lordo) di Iren è poi previsto a 74,3 milioni, con un balzo del 70,9% su base annua, grazie soprattutto alla flessione del 12,1% su base annua della voce ammortamenti e accantonamenti. 

L’utile netto  è stimato a  23,4 milioni rispetto ai 3,5 milioni di risultato netto positivo dello stesso trimestre del 2016.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *