Quel maestro così giovane in camicia nera
Ricordo non retorico di Corrado Corghi con una poesia di Marcello Colitti

di Luigi Bottazzi

11/10/2017 Al di là del cordoglio “ ufficiale ”che abbiamo visto sulla stampa e nelle tv locali , da parte di autorità e di qualche esponente politico, già democristiano, mi piace ricordare l’ amico Corrado Corghi, per un incontro che ho avuto nella sua casa in città nell’ autunno scorso, purtroppo l’ultimo per me. Lo trovai, nonostante le condizioni di salute , sempre molto lucido e affabile, direi anche curioso, tranquillo però perché amorevolmente assistito dal figlio e dalla nuora.

Era con me Paola Brianti, amica e nota giornalista romana, entrambi ex- consiglieri regionali del PPI ( lei a Roma io a Bologna), che aveva colto l’occasione per regalare al “ professore “ un libro fuori commercio di una raccolta di poesie postume del marito, scomparso l’ anno prima, Marcello Colitti (Reggio E. 1932- Roma 2015).

Un titolo intrigante “ Addio all’ Emilia “ sottotitolo “ Poesie del dopo “, che lei stessa aveva messo insieme e dove “ riportava l’ immagine di una terra ormai sommersa da una realtà che non trova più radici “( cito dalla prefazione di Paola ,che qualifica il suo come “ il manager poeta “ ma sintetizza bene il mutamento antropologico e sociale della gente emiliana).

Corrado Corghi

Corrado Corghi

Durante l’incontro la Signora Brianti raccontò, fra l’altro, a Corghi, che il marito nutriva una profonda ammirazione per lui, che era stato suo maestro delle Elementari, dove appena diciottenne sapeva già farsi ascoltare da una scolaresca, altrimenti turbolenta, con il suo eloquio già affascinante per dei ragazzini.

Nel 1956 Colitti, subito dopo la laurea lascia Reggio per andare a lavorare a Milano, vincendo un bando pubblico di assunzioni all’ ENI di Mattei, di cui poi diventerà il braccio destro : tanto che i collaboratori dicevano che per Marcello “ Mattei non era solo il suo capo azienda ma quasi un secondo padre “. Questo ad altro si può trovare nel volume di Marcello “ Energia e sviluppo in Italia “ ( 1979).

Mi piace ricordare la figura di Corrado Corghi con questi versi liberi del poeta Colitti , che ben la delineano :

IL MAESTRO

Alto sottile,il torace incavato

l’espressione ironica e sorpresa

sul volto pallido,

il sabato veniva con gli stivali,

la sahariana nera del GUF,

invidia di noi bambini in camicia.

Il maestro così giovane sembrava quasi uno di noi,

insegnava come giocasse,

parlando di storia s’entusiasmava

con voce diseguale stridula e fonda

a celebrare i patrioti d’ Italia

libera e una.

……………………………………………….”

Più che con usuali parole di circostanza, cosi mi piace ricordare l’ amico, ma sempre professore, Corrado Corghi.

Luigi Bottazzi

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