Le parentele di Maria Sergio
Quali conseguenze politiche per Vecchi e Delrio?

 
di Pierluigi Ghiggini 
12/10/2017 – Le dichiarazioni del pentito di ndrangheta Antonio Valerio sui presunti “favoritistimi” dell’ex dirigente all’urbanistica Maria Sergio, nei confronti negli imprenditori cutresi di Reggio Emilia – affermazioni peraltro tutte da dimostrare – hanno di nuovo arroventato la graticola politica sotto la poltrona del sindaco Luca Vecchi, marito di Maria Sergio. Anche perché, sempre dalle dichiarazioni del pentito, arrivano conferme con ulteriori aggiunte alla ricostruzione di un ramo della famiglia Sergio a Cutro, di cui si parla non certo da oggi. Cosicchè risulta che il nonno di Maria Sergio fu il fratello di un ndranghetista di spicco del Novecento  cutrese, Paolo Sergio detto il Feroce,  nonno a sua volta di Eugenio Sergio imputato in Aemilia, e quindi con una lontana parentela con la stessa Maria Sergio.
Maria Sergio accanto all'allora sindaco Delrio, oggi ministro del governo Renzi

Maria Sergio accanto all’allora sindaco Delrio, oggi ministro del governo Renzi

Risulta anche che l’ex dirigente dell’urbanistica, ora a Modena col medesimo incarico, sia imparentata con lo stesso pentito Antonio Valerio attraverso un fratello della madre Caterina Turrà.
A ciò si aggiungono le notizie spifferate sotto elezioni del 2014 nella famosa lettera del “corvo”. Secondo tale lettera vi sarebbe anche una lontana parentela  col poliziotto Mesiano, già autista di un questore di Reggio, condannato in Aemilia per le sue relazioni col cosgftruttore  Pasquale Brescia e altri grossi imputati della “consorteria” capeggiata da Nicolino Grande Aracri dominante negli affari dell’edilizia e della finanza sporca nel reggiano.
La lettera del corvo (mai smentita da nessuno, e anzi trasmessa dalla Procura di Reggio alla Dda) aggiungeva che la madre di Maria Sergio  “risulta imparentata con Salvatore, Roberto e Giuseppe Turrà. I primi due sono finiti nell’indagine Edilpiovra, Roberto è recentemente stato ferito in una sparatoria dai contorni decisamente incerti. Giuseppe invece è ritenuto l’autista del boss Grande Aracri”. 
La ricostruzione di alcune parentele di Maria Sergio

La ricostruzione di alcune parentele di Maria Sergio (cliccare sull’immagine per ingrandire) 

Tutto questo, considerato il ruolo della famiglia allargata storicamente consolidato nella società calabrese,  e che si riproduce pari pari nelle comunità emigrate al Nord e all’estero, mette il sindaco Luca Vecchi, marito di Maria Sergio,  in una posizione oggettivamente difficile, ancora più complicata rispetto all’inverno 2016 quando venne a galla la vicenda della casa di Masone.
Non solo: la saga famigliare cutrese si riverbera anche sul ministro Graziano Delrio il quale  volle Maria Sergio – all’epoca dipendente della Provincia – al suo fianco quando fu eletto nel 2004. Un inciampo proprio nel momento in cui Delrio è lanciatissimo a livello nazionale come  futuro premier, in alternativa a un declinante Matteo Renzi.
Il sindaco Luca Vecchi col ministro Graziano Delrio

Il sindaco Luca Vecchi col ministro Graziano Delrio

Non ha caso, avvertendo il pericolo, il Pd reggiano fa quadro intorno a Maria Sergio, al sindaco di Reggio e di riflesso al ministro. Il Pd mette in guardia giustamente dalla cultura del sospetto, senza mai dimenticare  che nessuno può essere messo in croce a causa dei parenti poco raccomandabili, e sottolinea sempre giustamente come le dichiarazioni vadano suffragate da prove, fatti e testimonianze.
Ma se ciò è  vero per le affermazioni sui presunti “favoritismi”, resta il fatto che sul reticolo di parentele non vi è nulla da provare: esistono, ci sono e basta. Al massimo vanno cercate all’anagrafe e nei registri parrocchiali. Dovrà essere valutata semmai l’intensità del legame fra le persone,  al di là dei gradi stessi di un albero genealogico e delle distanze generazionali.   Ma il problema esiste, non restare nascosto sotto il tappeto e anche il Pd dovrebbe valutarlo a fondo. Non ha insegnato proprio niente la vicenda del comune di Brescello sciolto per inquinamento mafioso?
La questione non si pone nemmeno sul piano penale, su cui il segretario del Partito Democratico ha ragioni da vendere. E’  propriamente politica, perché la politica ha il dovere di alzare l’asticella rispetto a un malaugurato scenario penale.
Del resto per le interdittive antimafia che hanno colpito numerose aziende è bastata anche la sola contiguità famigliare o con persone legate in qualche modo al milieu mafioso o presunto tale, a decretare l’ingresso nella black list. Chiediamoci allora, senza secondi fini nè pregiudizi, quali sarebbero le conseguenze se i criteri delle interdittive antimafia venissero applicati alla situazione di Maria Sergio, di suo marito Luca Vecchi e anche al ministro Delrio.  Riflettiamoci su.
Per approfondimenti sulle origini della ndrangheta e e il ruolo dei clan famigliari, è consigliabile la lettura di un importante saggio , in particolare l’ultima parte, pubblicato dieci anni fa nei Quaderni di Semantica. Si intitola Origini pastorali e italiche della mafia, della camorra e della ndrangheta”L’autore è Mario Alinei, ora novantenne, uno dei più grandi linguisti viventi. 
(p.l.g.)
 
 
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