La guerra, il 25 Luglio e il “tradimento” italiano
Un articolo di Paolo Pisanò

 

di Paolo Pisano*

Gentili Signori,

ho notato che, annunciando il prossimo libro di Luca Tadolini, Communists – L’accordo fra il PCI e lo spionaggio USA (1943-1945), vi chiedete perché secondo l’autore: «Gli Alleati liberatori diventano “invasori”: ma allora cos’erano per Mutti e Tadolini i nazisti che avevano occupato il Paese?».

Trovo singolare la vostra domanda che presumo essere frutto di clamorosa disinformazione.

Provo ad aiutarvi a capire: i tedeschi del Terzo Reich erano gli alleati del Regno d’Italia nella seconda guerra mondiale dal 10 giugno 1940 e gli angloamericani erano gli invasori conquistatori dell’Italia dal 10 luglio 1943 quando erano sbarcati in Sicilia con una forza d’invasione imponente e avevano cominciato a massacrare il nostro Paese sotto un diluvio di bombe per impadronirsene (80/100.000 civili italiani uccisi dalla RAF e dall’USAF nel corso della campagna d’Italia con i soli bombardamenti terroristici sulle nostre città, contro le 20.000 vittime civili provocate dalle rappresaglie tedesche causate da attentati terroristici o attacchi di guerriglia quasi esclusivamente comunista).

Faccio notare che se la criminalità di guerra tedesca aveva una ragione dichiarata e non necessariamente innescabile (niente attentato terroristico, niente rappresaglia), la criminalità di guerra angloamericana non ne aveva alcuno: si trucidarono diecine di migliaia di italiani innocenti al solo scopo di fiaccare il morale di un popolo e favorirne il collasso. E dopo il 29 settembre 1943 si massacrarono innocenti appartenenti (per gli angloamericani, almeno) a un Regno d’Italia che si era arreso. A riprova del fatto che la resa di Malta fu un abominio nemmeno in grado garantire l’elemento fondante di ogni resa: la cessazione delle ostilità contro i soccombenti firmatari.

Lo storico Paolo Pisanò

Lo storico Paolo Pisanò

Forse non vi risulta nemmeno che dopo il colpo di Stato del 25 luglio 1943 con la destituzione di Mussolini e la sua sostituzione con Badoglio a capo del governo, il suddetto primo governo “antifascista” aveva dichiarato solennemente (con Mussolini detenuto e a Partito Nazionale Fascista già sciolto) che l’Italia continuava la guerra a fianco dell’alleato tedesco e aveva richiesto al Terzo Reich di trasferire in Italia le sue truppe per darci una mano a difendere la nostra terra dall’invasione angloamericana (da nessun italiano richiesta perché gli italiani volevano vincere la seconda guerra mondiale, non perderla).

Quando aveva fatto questo il primo governo “antifascista” era ancora pienamente sovrano sull’Italia e nessun tedesco poteva comandare sul nostro territorio (meno che mai recarsi al ghetto di Roma per rastrellarvi gli ebrei residenti e deportarli in Germania). Forse non vi risulta nemmeno che nei 45 giorni successivi il suddetto governo Badoglio aveva però trattato segretamente con gli invasori la resa senza condizioni dell’Italia, atto ignobile che aveva costituito di fatto e di diritto il suicidio del Regno d’Italia iniziato con la firma dell’armistizio a Cassibile il 3 settembre e completato con la firma della resa a Malta il 29 settembre successivo.

Forse non avete mai letto i due documenti e invece dovreste a farlo per poter avere, come si suol dire, cognizione di causa: l’atto firmato da Badoglio a Malta (tradotto nel titolo dai perecottari italiani in “Condizioni aggiuntive di armistizio” ma intitolato ben chiaramente in lingua inglese (quella “legale” per l’atto stesso) Instrument of surrender of Italy, consta di 44 articoli sottoscrivendo i quali il Regno d’Italia cessò di esistere in fatto e in diritto e ogni forma di sovranità sui territori italiani invasi passò all’AMGOT (Governo Militare Alleato dei Territori Occupati): da quel momenti i cittadini italiani conquistati furono sottoposti al potere di vita o di morte dell’AMGOT e non furono più padroni nemmeno dei loro beni.

Il cosiddetto Regno del Sud fu solo un ectoplasma statuale in mano ai conquistatori che se ne servirono come di uno strumento di facciata “docile e servizievole” (definizione scritta da Winston Churchill) ma che non possedeva alcuna delle prerogative di uno Stato sovrano: niente popolo (tutta la sovranità sul terzo dell’Italia invasa all’AMGOT), niente territorio (concesse solo quattro provincie pugliesi pro forma: Brindisi, sede del “governo”, Bari, Lecce e Taranto), niente toga (giurisdizione unica marziale in mano all’AMGOT), niente spada (nessun esercito di leva), niente moneta (subito in circolazione le AM-lire, moneta d’occupazione alleata).

L’Italia continuò comunque onorevolmente la guerra a fianco della Germania con la Repubblica Sociale Italiana che perse definitivamente il conflitto il 29 aprile 1945 con la resa delle sue Forze Armate firmata a Caserta da un plenipotenziario tedesco delegato dal Maresciallo Graziani.

Il Regno d’Italia, suicidatosi contestualmente al tradimento ignominioso dell’alleato con la resa senza condizioni, scappò subito da Roma nelle auguste persone del Re e del Capo del Governo Badoglio lasciando allo sbando e all’ira tedesca il nostro popolo, il nostro esercito e la nostra comunità israelitica (si ripete: mai toccata dai tedeschi fino a che aveva sventolato sovrana la bandiera del Regno d’Italia a dispetto delle leggi di discriminazione razziale introdotte nel 1938).

La Repubblica Sociale Italiana, che dovette ovviamente gestire con il Terzo Reich un prosieguo di alleanza decisamente sbilanciata militarmente e politicamente dopo l’ignominia monarchico-badogliana, ebbe invece tutti i requisiti dello Stato sovrano: popolo (sovranità piena sui cittadini italiani residenti nei territori sotto la sua bandiera e pieno esercizio della funzione legislativa anche in contrasto con l’alleato tedesco: ad esempio la legge per la socializzazione delle imprese); territorio (tutto il territorio nazionale non conquistato dagli invasori); toga (pieno esercizio della giurisdizione civile e penale: all’inizio del 1945 Farinacci perse una causa civile a Brescia mentre ad Alessandria il dottor Oscar Luigi Scalfaro, futuro vice presidente di “tribunale del popolo” e poi Presidente della Repubblica, esercitava del sue funzioni di Pubblico Ministero presso la locale Procura); spada (la RSI ebbe regolari Forze Armate di leva: Esercito, Marina e Aeronautica); moneta (fu subito fatto ritirare il marco d’occupazione messo in circolazione dai tedeschi dopo l’8 settembre e venne ripristinato il corso legale della Lira italiana. Ovviamente fino all’arrivo dei conquistatori alleati con la loro carta straccia da rapina legalizzata: le citate AM-lire).

Gentili Signori, a dispetto delle menzogne che vi hanno evidentemente raccontato, l’Italia odierna (sedicente “nata dalla resistenza”) è nata invece solo ed esclusivamente dalla catastrofica disfatta subita allora e non è assolutamente un Paese di “liberati” ma di conquistati dalla volontà e dalle armi angloamericane che hanno interrotto manu militari la dialettica politica in Italia come era venuta evolvendosi autonomamente dall’Unità in poi.

Ciò anche se, a livello istituzionale, ancora oggi finge grottescamente di aver vinto la seconda guerra mondiale “cobelligerando” a fianco dei veri vincitori stranieri. A dispetto di questa menzogna di Stato che ci disonora, a noi è toccata sostanzialmente una sorte identica a quella toccata alle altre due potenze dell’Asse sconfitte al pari dell’Italia: Germania e Giappone.

Con una sola differenza: nei loro atti di resa nessun tedesco o giapponese accettò di accollarsi la “denazificazione” o la “demilitarizzazione” del proprio Paese: il lavoro sporco se lo dovettero fare i conquistatori con le loro mani. Da noi, invece, nei 44 articoli della resa di Malta ci viene imposta la “defascistizzazione volontaria” che l’ectoplasma statuale detto “Regno del Sud” eseguì poi varando le infami leggi retroattive del 1944 e “legittimando” così (uccisioni e stragi indiscriminate, tribunali del popolo, corti d’assise straordinarie, commissioni d’epurazione e via massacrando) la persecuzione di migliaia di Italiani degnissimi rimasti fedeli alla Patria fino all’estremo.

Non un tedesco o un giapponese perseguitarono o misero mai a morte un connazionale per aver perso la seconda guerra mondiale. Gli italiani sì. Controllare per credere. Cordialmente

*Storico e scrittore

__________________________________

Bene, il dibattito è aperto. Ringraziamo lo storico Paolo Pisanò per il suo autorevole contributo.  Qui a noi preme solo rilevare che se il Regno del Sud fu uno Stato fantoccio (e su ciò vi sono pochi dubbi, del resto Pisanò lo dimostra da par suo), va detto che molti italiani combatterono lealmente per il Regno al fianco degli Alleati e con grandi atti di eroismo fedeli alle decisioni dell’unico governo legittimo, pur costretti a restare sempre un passo indietro. L’ affondamento della corazzata Roma  fu solo il primo sacrificio.  I bombardamenti avevano (anche) la finalità del terrore (con le installazioni e le fabbriche militari venivano colpiti a tappeto anche i quartieri civili) , ma la pianificazione delle stragi nell’appennino non fu rappresaglia, bensì puro terrorismo al quale le SS erano addestrate, col moltiplicatore di un conclamato disprezzo verso gli italiani,  e ciò in una gara infame col terrorismo dei gappisti che del resto ha avuto il suo culmine nel dopoguerra con le stragi degli innocenti.   

E se la fuga del Re fu ignobile  (il Papa restò a Roma) e il Regno del Sud fu un governo fantoccio, non da meno fu lo stato di Salò  quale copertura all’occupazione tedesca, in cui gli italiani non contavano nulla. Lo attestano i fonogrammi del governo e di Pavolini rintracciabili negli archivi di Stato. O, se vogliamo immergerci nelle microstorie, l’emblematica vicenda del “raggio della morte”. Ma forse, con tutto il rispetto, Paolo Pisanò quei documenti non li ha voluti cercare.

(Pierluigi Ghiggini) 

 

Be Sociable, Share!

6 risposte a La guerra, il 25 Luglio e il “tradimento” italiano
Un articolo di Paolo Pisanò

  1. gian luigi lombardi-cerri Rispondi

    01/11/2017 alle 11:19

    Premessa: il Re e Badoglio sono stati , a tutti gli effetti, sottospecie di individui. Cialtroni incapaci.
    Ora però cominciamo.
    1.-L’Italia aveva delle forze armate attrezzate al livello del ridicolo. E questo lo sapeva anche chi non voleva saperlo.
    2.-La guerra l’ha dichiarata il Fascismo a dispetto dei tedeschi che ben conoscevano le fanfaronate ducesche.
    3.-Per l’Italia meglio sarebbe stata una neutralità benevola verso la Germania.
    4.-L’Italia, tecnicamente e strategicamente ne ha fatte più di Bertoldo, ben oltre il ridicolo. Fiore all’occhiello : un Mussolini che voleva fare il grande agli occhi di Hitler invadendo la Grecia.
    5.-La guerra, almeno quella dell’Italia, non poteva che essere persa . Ha vinto solo quella d’Etiopia contro soldati scalzi armati prevalentemente di lance e dovendo usare i gas.
    6.-Tedeschi e alleati hanno fatto strame dell’Italia che se le è andate a cercare tutte.
    7.-Per quanto attiene i cosiddetti bombardamenti terroristici ricordo che la guerra a base di cioccolatini non è ancora stata inventata.

    • Fabrizio Rispondi

      01/11/2017 alle 13:22

      Concordo in pieno

    • zeno Rispondi

      16/09/2021 alle 17:15

      Voi siete un “fenomeno”… a bocce ferme siamo tutti Dio. Il fatto è che 40.000.000 circa milioni di italiani erano fascisti oppure lo dichiaravano apertamente… e non mettete in mezzo la rappresaglia del Regime, sapete quante esecuzioni capitali sono state messe in atto dal Tribunale Speciale Fascista? 65 esecuzioni capitali dal 1924 al 1943. Il “Buon Comunista ” Compagno Stalin sguazzava nelle budella dei suoi oppositori; mentre il “cattivo” MUSSOLINI, mandava gli oppositori al “confino”… e pensate, gli dava anche un minimo di paga per le spese primarie… CHE DITTATORE DI CARTAPESTA. La verità che è stato demonizzato, mentre, si è osannando e ingigantito la “Resistenza”, per dare una verginità a questa repubblica delle banane chiamata italia che DOVEVA nascere… al soldo del nuovo padrone USA. A conferma di quanto elencato, chiedetevi il PERCHE’ la tanto declamata e osannata resistenza, non si è mai palesata prima dell’implosione del fascismo 25 luglio 1943… poi cauta… cauta è uscita dalla tana dopo l’8 settembre 1943 ( il giorno di CAINO ).

  2. Marco Orlandi Rispondi

    02/11/2017 alle 19:03

    Sono completamente d’accordo con quello che ha scritto il sig. Pisano.
    L’Italia il tradimento lo ha sempre avuto nel sangue, (i precedenti lo dimostrano). Sono d’accordo su tante cose che ha scritto il sig. Lombardi-Cerri pero’: Non sono d’accordo sul punto 3 e mi spiego meglio: Io credo (questo e’ un mio pensiero)Che Mussolini si sia trovato tra l’incudine ed il martello e cioe, Lui non sarebbe stato d’accordo per iniziare una guerra con Francia ed Inghilterra ma aveva paura che Hitler non avrebbe rispettato la ns. neutralita’ bensi’, ci avrebbe trattati alla stregua della Polonia. Questo era il suo timore quindi tra i 2 mali ha scerlto quello che secondo lui era quello minore. Poi, visto come si stava muovendo la Germania si e’ autoconvinto che la guerra sarebbe terminata in poco tempo. La realta’ e’ stato diversa e, ci ha portato ad un disastro di enormi proporzioni. Sul punto uno hai tutte le ragioni del mondo reagione, avevamo un esercito armato in maniera scandalosa buono per andare a fare le sassate, automezzi mandati in Africa con le gomme lisce ma, tanto per andare sulla sabbia vanno bene, cosi’ dicevano, la maggior parte dei soldati era armato con i moschetti della 1° guerra. Hanno mandato in Russia i soldati con le scarpe che sembravano di cartone. Qui mi fermo ma potrei scrivere per ore sull’argomento. Ho avuto la fortuna di leggere il libro con le ”Memorie di Benito Mussolini” Quello scritto da padre Elpidio, il padre amico/confessore di Musssolini e pubblicato dopo 50 anni dalla fine della guerra (come da suo volere) dal quale si evincono i sentimenti e l’amore che il Duce aveva verso l’Italia, amore che i suoi successori certamente non hanno.

  3. Antonio Iozzi Rispondi

    04/11/2017 alle 20:42

    Pagliaccio Badoglio (che è stato uno dei maggiori responsabili di Caporetto ma non ha pagato), pagliaccio il re, ma Mussolini è stato comunque il peggiore dei tre. La guerra agli Stati Uniti l’ha dichiarata lui, per cui di cosa ci lamentiamo per i bombardamenti? In Etiopia per vincere contro dei pastori abbiamo usato gas a gogò,poi ci si lamenta quando lo fanno a noi. Giusto un dato: l’Italia non è stata capace di finire una portaerei che fosse una. Gli USA dal 1942 alla fine della guerra quante ne ha costruite? Fate una ricerca…… loro avevano i mezzi, noi, come al solito, solo le chiacchiere e dei politici da barzelletta.Nonostante tutto non cambia niente: si continua ad eleggere i quaqquaracquà. Bivo all’estero e la fama di popolo inaffidabile regna sovrana.quanto alla levatura morale del fascismo…. sono state distribuite più medaglie nella campagna d’Etiopia che nella grande guerra. Facciamoci due risate …. poi abbiamo idolatrato la resistenza per rifarci una verginità. La guerra l’hanno vinta gli angliamericani, noi l’abbiamo persa insieme alla faccia già nei primi mesi del conflutto.

  4. VFT Rispondi

    25/09/2021 alle 15:24

    Concordo in pieno con l’articolo, l’Italia è un paese vergognosamente traditore che vorrebbe riscrivere una falsa Storia.

Rispondi a zeno Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *