Il Pd fa quadrato su Vecchi e Maria Sergio
“Dal pentito Valerio sospetti senza prove”

11/10/2017 – Il Partito Democratico di Reggio Emilia si schiera in difesa del sindaco Luca Vecchi e della moglie Maria Sergio, chiamati in causa nell’udienza di martedì del processo Aemilia,  dal pentito di ndrangheta  Antonio Valerio.

In particolare Sergio, oggi dirigente all’Urbanistica del Comune di Modena   e’ stata accusata di  “favoritismi” nei confronti degli impresari cutresi quando ricopriva lo stesso incarico nell’amministrazione reggiana. Valerio ha poi confermato che la lettera inviata a Vecchi dal carcere di Bologna, a firma di Pasquale Brescia, aveva lo scopo di indurlo a prendere le difese della comunità  cutrese della città. Inoltre a seguito delle dichiarazioni di valerio sulla mafiosità di un ramo della famgilia Sergio a Cutro, la procura antimafia ha ordinato un’indagine anagrafica in Calabria, dalla quale risulta fra l’altro che Paolo Sergio detto u Feroce era il fratello del nonno della Sergio, ed esso stesso nonno dell’imputato di Aemilia Eugenio Sergio. 

Maria Sergio

Maria Sergio

Vicende sulle quali ieri il segretario provinciale del Pd Andrea Costa oggi ha fatto quadrato intorno al sindaco Luca Vecchio, peraltro apparso comprensibilmente innervosito negli incontri pubblici della giornata.

“È agli atti della magistratura che c’e’ una strategia della ‘ndrangheta per fare pressione sul sindaco Luca Vecchi. Pressione cui non si e’ piegato” scrive Costa, che  aggiunge: “Noi dei sospetti non sappiamo cosa farcene perchè  nella battaglia alla criminalità  organizzata servono nomi, luoghi, date, fatti oggettivi”.

 Andrea Costa con Matteo Renzi

Andrea Costa con Matteo Renzi

Continua Costa: “Siamo i primi a lavorare contro le mafie di qualsiasi genere- e il lavoro fatto nei nostri Comuni per togliere loro spazio non ha eguali in Italia-, ma senza riscontri oggettivi le accuse pronunciate in tribunale ricadono nell’ambito della strategia di cui sopra”. Del resto, ricorda il segretario, “due anni fa qualcuno gridava alle dimissioni del sindaco dando credito alla lettera di un carcerato che si e’ poi rivelata una bufala, anzi peggio: si e’ rivelata la mossa della criminalità organizzata per creare confusione e distoglierci dalla vera battaglia contro la ‘ndrangheta. Non ha insegnato nulla quell’episodio?”.

Il prefetto Maria Forte col sindaco di Reggio Luca Vecchi

Il prefetto Maria Forte col sindaco di Reggio Luca Vecchi

Vale la pena ricordare, tuttavia, che per quella lettera Pasquale Brescia – imputato di Aemilia in carcere in attesa di giudizio dal gennaio 2015 – e l’avvocato Comberiati che la recapitò al Resto del Carlino, sono stati assolti con formula piena dall’accusa di minacce con l’aggravante del metodo mafioso. In sostanza non era una minaccia chiedere al sindaco Vecchi quali mani avesse stretto al circolo Insieme , in campagna elettorale, e neppure ricordare chi fosse presente ai funerali del suocero.

Sulla stessa linea di Costa l’intervento del presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. “Maria Sergio- dice- svolge con onestà e dedizione il proprio lavoro nell’ente pubblico e in tutto questo tempo mai è stata raggiunta da accuse o indagini delle autorità “. Pertanto “non puo’ essere che generici riferimenti non circostanziati da alcunchè, considerazioni allusive che ignorano qualsiasi attinenza con le più elementari regole del procedimento amministrativo, consentano di mettere alla gogna qualcuno”. Insomma, “accettare che bastino alcune frasi buttate qua e là per affermare il contrario costituirebbe un gravissimo vulnus al buon funzionamento stesso della pubblica amministrazione, il trionfo della cultura del sospetto non suffragata da atti che- in ultima istanza- porterebbe alla paralisi delle articolazioni dello Stato” e “non farebbe assolutamente il bene della legalità, ma semmai aprirebbe varchi di azione enormi e gravi all’attivismo di clan criminali”.

Il Prefetto Maria Forte col presidente della Provincia Manghi

Il Prefetto Maria Forte col presidente della Provincia Manghi

Una vera enormità quella pronunciata da Manghi nella foga di difendere Maria Sergio: perché le  affermazioni che secondo il presidente  aprirebbero “varchi enormi alla criminalità”  in realtà sono state pronunciate nel più importante processo in corso al nord contro la ndrangheta. Come tutte le affermazioni dei pentiti, anche queste vanno accuratamente vagliate: un compito che spetta alla magistratura inquirente.

 

 

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2 risposte a Il Pd fa quadrato su Vecchi e Maria Sergio
“Dal pentito Valerio sospetti senza prove”

  1. Marco Rispondi

    11/10/2017 alle 23:27

    Mandateliva cada quel mafioso del sindaco del rio e del suo sostituto vecchi!!!

  2. Carlo Menozzi Rispondi

    12/10/2017 alle 11:23

    Amici, parenti, cognati, cugini, mogli, figli, fratelli… ma esiste un posto dirigenziale che sia occupato da una persona che non rientri tra le categorie sopra elencate?

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