Il busillis del “varco attivo”, trionfo dell’ottusità burocratica
Cambiare cartelli? L’astruso no dell’assessore Tutino

30/10/2017 – L’assessore Mirko Tutino è intervenuto questo pomeriggio in Consiglio comunale a Reggio Emilia sulla segnaletica della Zona a traffico limitato, in risposta alla mozione del consigliere Bassi sulle diciture ‘Varco attivo’ e ‘Varco non attivo’ presenti nei punti di accesso, definite ambigue ed equivoche poiché riferite alla strumentazione di controllo e rilevamento, e non al varco stesso.varco-attivo-passare-oppure-no

“La regola fondamentale della Ztl – ha spiegato l’assessore Tutino – prevede il divieto di transito per tutti gli autoveicoli e motoveicoli non autorizzati, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, indipendentemente dal fatto che vi  siano sistemi di controllo elettronico del transito o no.

Il divieto di transito è comunque specificato nella segnaletica verticale installata all’ingresso della Ztl, che riporta con precisione anche l’orario. A Reggio Emilia, infatti, esistono due corridoi di solo transito, percorribili dalle ore 20 alle ore 6. Il primo parte da via Allegri, passando per corso Cairoli, via Mazzini e corso Garibaldi e via Ariosto; il secondo parte da via Nobili, proseguendo per via Filippo Re e via Roma, e consente di dirigersi o verso porta Santa Croce o di risalire in via Emilia San Pietro, verso porta San Pietro.

Oltre alla segnaletica, esistono inoltre anche i sistemi di controllo elettronico dei transiti – telecamere e sistemi accessori – che però non sono strumento di divieto ma hanno lo scopo di rilevare il transito di autoveicoli e motoveicoli non autorizzati, non inseriti in “lista bianca”.

Queste precisazioni sono doverose per ribadire che, indipendentemente dalla presenza delle telecamere e del cartello indicante se il sistema sia ‘Attivo’ o ‘non Attivo’, chi non è autorizzato non può entrare nella Ztl.

I sistemi di controllo elettronico non sono obbligatori e non è previsto che, qualora vengano installati, agli stessi debba essere obbligatoriamente abbinato il pannello che indica se il sistema è ‘Attivo’ o ‘Non attivo’: in tutti i casi, il sistema è sempre segnalato da un cartello che indica la dicitura “Controllo elettronico degli accessi”. In diversi varchi di accesso alla Ztl esiste del resto solo la segnaletica verticale e non la telecamera.

A tale proposito, il servizio Mobilità del Comune ha interpellato anche l’azienda Project Automation – che detiene il maggior numero di installazioni in Italia e che ha fornito l’impianto di Reggio Emilia – che ha ribadito come l’attuale normativa non preveda l’obbligo di abbinare l’indicatore luminoso “Varco attivo” – “Varco non attivo” al sistema di telecamere.

Entrando nel merito della terminologia scelta, le espressioni ‘Varco Attivo’ e ‘Varco non attivo’ sono state adottate anche qui a Reggio Emilia perché sono quelle maggiormente utilizzate sul territorio nazionale e riconosciute come standard dalla maggioranza dei cittadini italiani.

Per comprendere se le osservazioni contenute nella mozione rispetto alla chiarezza e ala comprensibilità della terminologia fossero parte di un pensiero diffuso, il Direttore di Til ha organizzato un piccolo sondaggio tra persone ‘non addette ai lavori’ per capire cosa significasse, dal loro punto di vista, l’espressione ‘Varco attivo’ posto all’inizia della Ztl. Le risposte sono state le seguenti: ‘Se passi prendi la multa’, la telecamera è in funzione’, ‘Il controllo è attivo quindi non si deve passare’.

Nella mozione, il consigliere Bassi propone l’utilizzo di una diversa terminologia, ‘Accesso solo autorizzati – Accesso libero’. Al di là del fatto che le indicazioni sono già previste nella segnaletica verticale, questa segnalazione aggiuntiva sarebbe ancor più equivoca di quella esistente. Infatti ‘Accesso libero’ significa che tutti possono transitare dal varco, mentre invece dai varchi possono transitare solo gli autorizzati. Il conducente di un autoveicolo che transita da un varco dove compare la scritta ‘Accesso libero’ potrebbe infatti interpretare il messaggio in maniera erronea, come se il transito sia consentito liberamente in tutta la Ztl.

In conclusione, quindi, i messaggi ‘Varco attivo’ e ‘Varco non attivo’ sono relativi al sistema elettronico e non influiscono sui divieti indicati nella segnaletica verticale esistente che rimangono pertanto confermati.

Aggiungo un’ultima considerazione sull’opportunità di abbinare i pannelli indicanti ‘Varco attivo’ e ‘Varco non attivo’ ai sistemi di controllo elettronico dei varchi.

Anche se non esiste alcun obbligo di installare pannelli luminosi aggiuntivi al sistema di controllo elettronico dei varchi, per evitare che ognuno interpreti le indicazione a suo piacimento, incorrendo in sanzioni e sollevando pretestuose polemiche, riteniamo possa essere rivalutata la effettiva necessità di installarli, soprattutto nei varchi dove il divieto di transito persiste 24 ore su 24.

La segnaletica verticale già installata in prossimità degli accessi alla Ztl e i cartelli che segnalano eventuali limitazioni orarie o la presenza di controllo elettronico degli accessi sono sufficientemente chiare per dare ad ognuno le indicazioni corrette”.

L’assessore Tutino, evidentemente non si è accorto che la parola “varco”  si riferisce a qualcosa da passare e non a un sistema elettronico. Varco attivo nella lingua di Dante significa che la porta è aperta, non che la telecamera è in funzione. Il contrasto tra questa dizione e “i cartelli che che segnalano eventuali limitazioni” è sotto gli occhi di tutti e ingenera solo confusione.

 Il fatto che ormai la gente abbia compreso a naso, perchè in fondo gli italiani sanno sempre adattarsi, non giustifica l’ottusità dei burocrati che non solo ignorano la lingua, ma se ne vantano pure. E comunque non manleva l’amministrazione dalle proprie responsabilità in caso di legittima contestazione. Sarebbe interessante, infine,  conoscere il nome del genio che ha inventato questa dizione per scandagliarne i processi mentali al fine di far progredire la conoscenza in materia di psicanalisi.

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