Emergenza rifiuti a Roma: due reggiani riportano la legalità

1/10/2017 – Le condizioni in cui versa Roma sono drammaticamente sintetizzate in un dato: è l’unica tra le capitali dei 28 paesi Ue ad aver visto peggiorare gli indicatori della salute dei propri cittadini. Dall’aspettativa di vita alla mortalità infantile, sino all’incidenza dei tumori. Lo ha denunciato proprio ieri il direttore dell’Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi, a un convegno col ministro Lorenzin, che a sua volta ha rincarato la dose: «Roma è una città che ha sofferto molto in questi anni, ha avuto un grande declino prima di tutto sociale e di legalità. Abbiamo avuto Mafia Capitale, una cosa pesantissima – ha detto il ministro – E poi un declino vero delle fasce della popolazione più deboli: tanta povertà, tanti bambini poveri, tanti anziani poveri, tante donne sole».
Queste denunce offrono la misura del disastro che i «ragazzini» dei 5 Stelle, in testa la sindaca Raggi (alla quale ne capitano di tutti i colori) si sono caricati sulle spalle.
Perchè tutto si potrà dire, non certo che lo sprofondamento della Capitale sia colpa loro. In questo quadro a tinte fosche si può apprezzare in tutta la sua rilevanza l’accordo storico sul ciclo dei rifiuti, stipulato tra Ama – la municipalizzata della capitale – e il commissario prefettizio degli impianti di smaltimento del boss della “monnezza” Cerroni. Prima tutto avveniva al di fuori di una cornice di legalità, invece oggi «dopo anni di favori e strette di mano, senza contratti regolari e nè bandi, la legalità è stata ripristinata».
Ed è un «miracolo» che porta la firma di due reggiani: Pinuccia Montanari, assessore all’ambiente e rifiuti di Roma, e Lorenzo Bagnacani, chiamato da alcuni mesi alla presidenza di Ama Roma: Bagnacani ha firmato materialmente il contratto-ponte con il commissario della società Caluri.
Un risultato al quale i due reggiani hanno lavorato a testa bassa, e senza battere la grancassa.

Lorenzo Bagnacani

Lorenzo Bagnacani

La medaglia a loro l’ha appuntata metaforicamente Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità corruzione: «La firma del contratto-ponte di 18 mesi fra AMA e il commissario prefettizio per l’utilizzo degli impianti di Trattamento Meccanico Biologico di Malagrotta è un momento importante per il ripristino della legalità. Non solo perché finora a Roma non esisteva alcun accordo scritto che regolasse lo smaltimento rifiuti, ma soprattutto perché al termine del periodo previsto il servizio verrà finalmente assegnato, in maniera trasparente, tramite una gara pubblica. Esprimo dunque – ha detto Cantone – tutta la mia personale soddisfazione per il risultato raggiunto».
Gli ha fatto eco il prefetto della capitale: «Tale accordo, riconduce in una cornice di regolarità contrattuale un rapporto ‘di fatto’ protrattosi negli anni, assicurando la continuità del servizio pubblico in vista dell’espletamento della procedura di gara europea».
Spiega l’assessore Pinuccia Montanari: «Abbiamo liberato AMA Spa, la società pubblica che si occupa dei rifiuti, dal ricatto decennale nel quale si trovava: lavorando insieme ad ANAC e Prefettura, abbiamo fatto finalmente firmare un contratto al commissario prefettizio di Colari. Si tratta della società di Manlio Cerroni, il “re della monnezza”, proprietario della ex discarica di Malagrotta e di due degli impianti che ancora trattano la spazzatura della città, interdetta per mafia e quindi gestita da un commissario.

Pinuccia montanarin

Pinuccia Montanari a Roma inaugura un’area giochi

Prima di noi – sottolinea – nessuno l’aveva mai fatto, si è andato avanti per anni a suon di strette di mano, tanto che Cerroni amava dire di fare “il bello ed il cattivo tempo” nel Lazio. Però non lo ha fatto con noi, ed è stato lui stesso a dirlo chiaramente: «A Roma ho sostenuto tutti i partiti, ma non i 5 stelle».
Montanari si toglie un grosso sassolino dalla scarpa: «Nessun bando, nessuna gara, serviva il Movimento 5 Stelle per farla. Non abbiamo ceduto alle pressioni e il contratto firmato tra Lorenzo Bagnacani, per conto di AMA, e il commissario prefettizio di Colari scade ad aprile del 2019, il tempo necessario per bandire una gara pubblica».
E uno dei primi passi verso la rivoluzione di Roma Rifiuti Zero: «Abbiamo già individuato i luoghi dove realizzare i necessari impianti di compostaggio e riciclo e nelle prossime settimane verranno presentati i progetti per l’estensione della raccolta differenziata domiciliare in nuove zone di Roma». Riusciranno Bagnacani e Montanari a centrare la missione impossibile?

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