A San Polo il Minculpop rosso vieta le fotografie del ventennio fascista

di Federica Prati*

2/10/2017 – S’infiamma la polemica per la Mostra fotografica “Val d’Enza fra le due guerre”, esposizione ricca di rare e inedite fotografie d’epoca, a cura di Zanettini e Curti.
Ospitata dal Comune di Traversetolo a Parma, l’esibizione era stata precedentemente rifiutata dall’amministrazione comunale del limitrofo paese di San Polo d’Enza e dall’ Anpi locale, che con un netto “no” si erano opposte alla successione di immagini che trattano principalmente del ventennio fascista.
La mostra, esposta per una settimana tra il 16 e il 24 settembre, ha scaldato gli animi sul social network Facebook, dove fra i commenti si è creato un duro scontro fra i favorevoli alla riproduzione delle fotografie e i contrari.

Il volantino della mostra fotografica sulla Val d'Enza tra le 2 guerre, esposta a Traversetolo ma non a San Polo

Il volantino della mostra fotografica sulla Val d’Enza tra le 2 guerre, esposta a Traversetolo ma non a San Polo

Le voci della destra e della sinistra locale si sono succedute in un dibattito senza precedenti, che tuttavia mostra chiaramente che gli schieramenti, anche a distanza di settant’anni dalla caduta del Fascismo, ci sono ancora.
Il post online si apre con un commento positivo di Luca Tadolini, Presidente del Centro Studi Italia, che promuove lo studio storico, politico e sociale della destra: «Complimenti anche al Comune di Traversetolo che ha consentito questa interessante iniziativa».
Parte il botta e risposta, con un primo commento di forte dissenso: «La mostra, peraltro organizzata malissimo, è un goffo tentativo di propaganda fascista, si è cercato attraverso l’innocenza delle foto d’epoca di dare alla vita sociale dei paesi coinvolti quell’aura che la resistenza e la repubblica poi hanno scalfito, fotografie senza nessuna didascalia che sembrano narrare di un periodo felice della vita politica e sociale, decontestualizzate, nessun riferimento al fascismo in quanto dittatura. Non sono stupito che un comune di destra come Traversetolo contribuisca a modo suo a ricordarci che esistono amministratori con simpatie fasciste».

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La risposta di Tadolini, storico locale e autore fra l’altro della Storia della Rsi a Reggio Emilia, non si è fatta attendere: «Lei sta dando un esempio di faziosità e rancore che nel 2017 sarebbe ora sparissero dalla nostra vita civile per lasciar posto alla libertà di rappresentare e descrivere la nostra storia senza il timbro dei padroncini politici e dei custodi della memoria. La mostra ha foto bellissime e rare. Tante famiglie hanno collaborato con propri contributi. Mi chiedo poi cosa c’entra l’Anpi -associazione di partigiani del 1943-1945- riguardo una mostra che della guerra non parla. Quindi il Comune di San Polo avrebbe rifiutato la mostra? Questa è una notizia che certamente non gli fa merito: se vera. Per il resto, bisogna avere una grande dose di faziosità e di rancore politico per parlare di “addolcimenti” della storia visto che la provincia è tappezzata di strade intitolate a regimi dittatoriali e totalitari crollati con il Muro di Berlino!».
l dibattito, quasi come chiamata in causa, interviene quindi Pamela Lorenzani, consigliere comunale del Pd a San Polo dal 7 giugno 2013: «Nulla vi impedisce di ricordare i vostri famigliari con le loro storie, il loro passato e le loro responsabilità. Ma senza pretendere l’appoggio incondizionato delle istituzioni, da quella statale fino alle istituzioni minori perchè la Costituzione italiana, lo Stato italiano e le istituzioni dello Stato hanno fatto una scelta ed è quella dell’antifascismo.

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Ho visto la mostra e l’ho trovata mediocre dal punto di vista espositivo e storiografico. Didascalie celebrative a supporto delle immagini relative a Traversetolo: del resto in quel caso si trattava della celebrazione di alcuni cittadini fascisti».
La consigliera, nel direttivo Anpi di San Polo e nominata nell’aprile 2016 membro di Istoreco in sostituzione di Marco Arduini, si oppone fermamente alla mostra. Tadolini, ribadendo l’importanza di riportare la storia in tutti i suoi dettagli, zittisce Lorenzani: «Riguardo lo stalinismo, a Reggio Emilia non è mai stata svolta nessuna iniziativa sui crimini stalinisti (vada pure a Istoreco ad informarsi). Al contrario non è mai stata svolta alcuna analisi critica sul fatto che il PCI durante il Fascismo e durante la Resistenza era stalinista (il Triangolo della Morte è una tipica realizzazione di guerra stalinista). Non raccontiamoci storie: in questa occasione non si è voluto consentire di esporre a San Polo le foto degli archivi famigliari locali del periodo fra le due guerre, quindi durante il Fascismo, per il veto di ambienti politicizzati, addirittura legati alle formazioni partigiane comuniste di 70 anni fa. Una vergogna. Avete aspettato che la mostra chiudesse e poi avete criticato. Non si fa così».

(*DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA) 

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4 risposte a A San Polo il Minculpop rosso vieta le fotografie del ventennio fascista

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    02/10/2017 alle 23:06

    Ho appreso con stupore che la faziosità della sinistra cattocomunista è sempre attiva, ancora una volta, polemizza nei confronti degli autori (che non hanno avuto il nulla-osta dell’Anpi!) di una pregevole iniziativa storica: la Mostra fotografica della Val d’Enza, svoltasi recentemente a Traversetolo, con successo di partecipazione.
    Presente all’inaugurazione della Mostra, sabato 16 settembre u.s., ho potuto ammirare ed apprezzare le rappresentazioni storiche, fotografiche e i documenti inediti dell’epoca.
    Un sincero apprezzamento all’Amministrazione Comunale di Traversetolo (PR) per aver ospitato la Mostra, nello splendido locale della Biblioteca Comunale, e per la concessione del patrocinio.
    Al contrario va censurato il comportamento dell’Amministrazione Comunale “democratica” di San Polo d’Enza che, con partigianeria, non ha consentito di ospitare la Mostra.
    Con l’occasione esprimo agli autori della Mostra, Umberto Curti e Alberto Zanettini (e loro collaboratori), i miei complimenti per essere riusciti a portare a compimento una rappresentazione storica meritevole.

  2. Umberto Gianferrari Rispondi

    03/10/2017 alle 06:55

    Mi ricorda un po’, ciò che accadde tempo fa, con la mostra delle Fiamme Verdi (partigiani cattolici) per ospitare la quale, sembra che a Castelnovo né Monti, non vi fosse spazio……Nè in Comune, né in Parrocchia…..Per fortuna a Vetto, grazie a Don Carlo, spazio si trovò…..Per informazioni, arch.Livierato, curatrice della mostra !

  3. Renza Rispondi

    04/10/2017 alle 20:17

    Si lo lascio. IO sono figlia di un partigiano e credo nella resistenza…… con questo gli antefatti alla resistenza e a alla guerra civile tra italiani , dolorosissima, sono questi. Che timore devono incutere quelle foto. NESSUNO. Noi siamo anche attraverso il nostro passato personale e sociale.

  4. Renza Rispondi

    04/10/2017 alle 20:56

    Sono figlia di un partigiano e ne sono orgogliosa!!!!!Abbiamo la demicrazia per fortuna , ma perché mi chiedo negare, fare ostruzionismo a un periodo storico. Alla gente che ha vissuto cosi secondo la società di allora. Le foto sono belle, rimandano uno spaccato di vita di persone che vivevano cosi. SI poteva semplicemente collegare quel periodo a quello successivo p, perché negare. Tutti gli italiani hanno pagato un prezzo. LAS IO FUORI I CRIMINALI CHE QUELLI NON ERANO DA NESSUNA PARTE. CHE OGNUNO SI RISPECCHI COME CREDE E LO PUO FARE PERCHÉ PERCHÉ NON SIAMO IN DITTATURA

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