Scontro sugli asili: un temporale estivo per la paura di perdere il potere

di Dario Caselli 

5/9/2017 – Ci voleva quel piacione televisivo di Crepet, invitato alla festa dell’Unità di Reggio Emilia (da noi si fanno ancora), per scatenare una bufera nella sinistra.

Crepet, passandosi la mano fra i capelli, ha dichiarato che gli asili più belli del mondo sono ormai un marchio commerciale, ma non esprimono più alcuna innovazione, cosa peraltro vera. La sua interlocutrice l’on renzianissima Vanna Iori, non è stata pronta a ribattere, può capitare anche ai migliori intellettuali di avere un vuoto di idee. Apriti cielo, i dioscuri di Mdp, insomma i bersaniani, Sassi e Tutino, due cooperatori membri della giunta, hanno accusato il Pd di non difendere gli asili e di aver perso la sua connotazione di sinistra, bella scoperta! Il vuoto di idee, la leggerezza della politica, il caldo, hanno alimentato il dibattito, come il vento alimenta il fuoco, fino alla minaccia degli scissionisti di rompere l’alleanza col Pd. In questo turbine di parole vuote, il sindaco Vecchi ha voluto mettere un punto fermo alla polemica, esclamando: “Fuori la politica dalla mia giunta”, almeno così riportava la Gazzetta di Reggio. Di fatto, se buttano fuori da una giunta priva di idee e di atti concreti, anche la politica, non resta che un accrocchio di potere, dominato dagli uomini del ministro Delrio. Insomma, per una volta Vecchi, confuso dalle chiacchiere come Pompeo a Farsalo, ha detto la verità. Ora però bisogna porsi alcune domande: Crepet ha detto la verità? Sì, gli asili comunali coprono un quarto del fabbisogno, mentre il resto è appannaggio di asili statali e cattolici, gli standard qualitativi non sono molto diversi, mentre alla collettività ogni bambino delle comunali costa migliaia di euro, contro le centinaia di euro delle cattoliche. Insomma, gli asili comunali ci costano una trentina di milioni di euro, in gran parte per mantenere una struttura burocratica, da paese socialista, a capo della quale è finito, col sistema delle porte girevoli tra politica, aziende pubbliche e pubblica amministrazione, Nando Rinaldi, ex Presidente del Consiglio Comunale, poi direttore di Istoreco, centro studi sulla Resistenza. Per carità, nessuno dubita delle sue competenze e del suo curriculum, ma non si può non rilevare che certe carriere capitano spesso ai politici del Pd, sicuramente per la loro maggior qualità rispetto a quelle degli esponenti degli altri partiti. Il che ci conferma la superiorità politica, morale e culturale della sinistra. Altra domanda: perché Sassi e Tutino hanno aperto la polemica? Un po’ per dimostrare la loro esistenza in vita, molto per paura. La paura che il quadro nazionale li porti nella prossima tornata elettorale ad abbandonare la giunta, a cui sono iscritti fin dalla tenera età. Così come i cani di piccola taglia abbaiano forte più per paura, che per minacciare. Un classico temporale estivo, in cui c’entrano poco gli asili, molto il potere e moltissimo la paura di perderlo.

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