“Non morì per il sushi, ma per broncopolmonite”: scagionata società reggiana

1/9/2017 –  “Non è stato il sushi a uccidere Oushi Khadija. Bensì una broncopolmonite acuta. Lo ha stabilito in modo inequivocabile il Consulente d’ufficio, nominato a suo tempo dalla Procura della Repubblica di Forlì, Dott.ssa Donatella Fedeli, dopo accurati accertamenti autoptici e istopatologici”. L’ha reso noto l’avv. Giulio Cesare Bonazzi difensore di Gao Xiaowa titolare del Ristorante Sushiko di Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), che fa capo a una catena reggiana
Nell’aprile 2017, ha ricordato il legale, stampa e tv avevano riportato che la giovane marocchina era deceduta per avere consumato pesce crudo, “con parole a volte pesantissime (“sushi killer”)”. “Inutile dire degli ingenti danni che la titolare di quest’ultimo ha subito. Danni di cui qualcuno dovrà rispondere.
Non ultimo il marito della giovane marocchina il quale, al Pronto Soccorso, aveva dichiarato che la sera del 16 aprile, lui e la moglie avevano mangiato esclusivamente pesce fritto. Che nei giorni successivi, su cattivo consiglio di qualcuno, è diventato ‘sushi'”.

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