Madre ricattata per il bimbo da regolarizzare: denunciati marito e cognati pakistani

23/9/2017 – Se vuoi ottenere i documenti per regolarizzare tuo figlio devi pagare 4.000 euro. Questa è l’ultima di una lunga serie di richieste estorsive che il marito e due cognati da oltre un mese rivolgevano a una donna di origine pakistana che nel tempo, per timore di ritorsioni, ha versato nelle tasche dei congiunti, diventati i suoi aguzzini, una somma complessiva di oltre 10 mila euro. La forza di una madre  che voleva vedere regolarizzato il figlio è stata però più forte della paura.

Così la vittima, che ha 25 anni,  oltre a rifiutarsi di versare l’ultima esosa richiesta euro si è rivolta ai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza che hanno avviato le indagini, trovando tutti i riscontri che confermavano il calvario della donna da oltre un anno.

Con l’accusa di estorsione in concorso i carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza hanno denunciato alla Procura reggiana il marito di 28 anni, suo  fratello di 40  e la sorella di 33 anni, tutti di nazionalità pakistana.

Quando la donna nel 2014 si è sposata, aveva creduto di realizzare il suo sogno d’amore.

Ma l’uomo, che aveva voluto le nozze solo per ottenere il permesso di soggiorno, è andato via di casa via di casa e si è trasferito in Germania. Sola e incinta la donna, da quel momento, subiva richieste estorsive dal marito e dai suoi cognati, che l’avrebbero minacciata di morte. Soldi che servivano per “mantenere” il coniuge in Germania. Nel tempo, come documentato dai carabinieri dall’esame dell’estratto conto della vittima, la donna si è vista costretta a versare un importo complessivo di oltre 10.000 euro costituito da versamenti mensili, a favore del coniuge in Germania, di importi oscillanti tra i 400 e i 700 euro. Temendo le ritorsioni prospettate dal marito e dai cognati la donna non ha mai denunciato il suo dramma. Quando però a fine agosto i cognati che le hanno chiesto 4.000 euro perché il marito firmasse i documenti necessari per la regolarizzazione del figlio, la madre ah rotto gli indugi e si è rivolta ai carabinieri.

I tre sono stati denunciati alla Procura di Reggio Emilia perm concorso in estorsione continuata.

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