La strage di Monaco 45 anni fa
E hanno il cinismo di manifestare contro Israele

5/9/2017 – Oggi, 5 settembre, ricorre il 45° anniversario della strage di Monaco di Baviera, quando un commando dell’organizzazione palestinese Settembre Nero assassinò undici atleti della squadra israeliana alle Olimpiadi del 1972: un episodio orribile, senza precedenti neanche durante nella Grecia antica (dove la pace era sacra durante il periodo delle Olimpiadi), rimasto indelebile nella memoria storica non solo degli israeliani “ma anche di quanti nel mondo credono negli ideali sportivi”.

Proprio in questo anniversario, stasera alle 20,45, si gioca la partita Italia-Israele, valevole per le qualificazioni a Russia 2019, allo stadio di Reggio Emilia.

E’ una delle ragioni per cui le misure di sicurezza sono stringenti: nessuno vuole neppure pensare che qualcuno voglia replicare Monaco. Ma la prudenza non è mai troppa, così come la follia degli uomini.

Le foto delle vittime della strage di Monaco in un giornale del 1972

Le foto delle vittime della strage di Monaco in un giornale del 1972

Certo però che in queste ore, sono in molti anche a Reggio a dare dimostrazione di una memoria corta e ipocrita: non si spiega altrimenti il patrocinio di associazioni come l’Arci e la Cgil all’iniziativa dei “cartellini rossi”, ovvero il volantinaggio questa sera davanti allo stadio – nell’anniversario della tragedia di Monaco – promosso dal movimento Bds per il boicottaggio di Israele  per “per sensibilizzare i cittadini sulle violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale da parte di Israele, che colpiscono anche un diritto elementare come quello di praticare delle attività sportive”. Non una parola di condanna naturalmente per la strage di 45 anni fa.

L’iniziativa anti-israeleiana ha ottenuto anche l’appoggio del consigliere regionale Yuri Torri il quale, in un’interrogazione in Regione, afferma che  “la federazione (israeliana) di fatto limita il diritto allo sport dei palestinesi, violando cosi’ anche il diritto internazionale”.

E aggiunge: “Noi sottolineiamo il valore inclusivo dello sport e invitiamo a penalizzare chi non lo rispetta, che è poi lo stesso spirito che ha ispirato la legge regionale sullo sport”. Una chiosa imbarazzante e cinica: per Torri evidentemente il valore inclusivo dello sport non comprende gli sportivi assassinati dai palestinesi alle Olimpiadi. Sulla stessa lunghezza d’onda la mozione presentata da sinistra Italiana in consiglio comunale per il gemellaggio di Reggio con un villaggio palestinese: escluso a priori  il gemellaggio con un kibbutz israeliano.

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C’è da augurarsi che le istituzioni reggiane prendano le distanze sia dal volantinaggio contro Israele  sia dalle altre manifestazioni antisioniste annunciate a vario titolo. Sinora non lo hanno fatto. Del resto reggio è la città dove non molti anni fa veniva bruciata in piazza, sotto gli occhi indifferenti e talvolta compiaciuti delle autorità, la bandiera con la stella di Davide.

Parimenti, c’è da augurarsi che stasera allo stadio sia osservato un minuto di silenzio per le vittime della strage di Monaco, o che almeno un applauso spontaneo si levi dal pubblico per salutare Israele.

 

 

 

 

 

LA STRAGE

All’alba del 5 settembre 1972 il commando di Settembre Nero supero’ il recinto esterno ed uccise due atleti. Presi gli altri in ostaggio, lancio’ al governo di Golda Meir un ultimatum per la liberazione incondizionata di 200 ‘fedayn’ palestinesi. Il commando ottenne poi due elicotteri con cui raggiunse, assieme agli ostaggi, il vicino scalo di Furstenfeldbruck, da dove sperava di raggiungere l’Egitto. Ma il tentativo di salvataggio in extremis da parte delle forze di sicurezza della Baviera falli’. Seguì una sparatoria in cui rimasero uccisi gli ostaggi israeliani e cinque rapitori palestinesi.

Interrotti per poche ore, i giochi olimpici di Monaco ripresero poi il loro corso. In reazione alla strage la Meir ordino’ al Mossad di uccidere i capi palestinesi che l’avevano progettata. L’ ‘Operazione Furia Divina’ si concluse sette anni dopo, quando alla guida di Israele c’era ormai Menachem Begin, con la uccisione a Beirut di Ali Hassan Salameh, un responsabile della sicurezza palestinese vicino a Yasser Arafat.

UN MEMORIALE A MONACO

Per ricordare quella pagina buia, domani, Mercoledì, il presidente israeliano  Reuven Rivlin tornera’ a Monaco per inaugurare, assieme con il suo omologo tedesco Frank Walter Steinmeier, un Centro Memoriale. Lì, alla presenza di due delle vedove degli atleti uccisi, osserveranno un minuto di raccoglimento.  La visita di Rivlin in Germania avrà un carattere solenne. Accompagnato da Steinmeier il presidente israeliano visiterà  anche il campo di sterminio di Dachau. Ma il giorno successivo Rivlin dara’ il proprio contributo al rafforzamento dei legami con la Germaina con un incontro con la cancelliera Angela Merkel, che gode di grande stima in Israele.

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Una risposta a 1

  1. Ariella adler Rispondi

    05/09/2019 alle 10:15

    …..e le Olimpiadi NON SI FERMARONO. Vergogna per tutta l’umanità. Riposino in pace! e un pensiero affettuoso alle famiglie.

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