I novant’anni di Mario Alinei, grande fra i grandi della linguistica, che ha scoperto l’origine del nome Rez

di Pierluigi Ghiggini 

30/9/2017 – Ha compiuto di recente i novant’anni (nella notte agostana di San Lorenzo) il professor Mario Alinei, uno dei più grandi linguisti viventi, che Franco Cardini non ha esitato a collocare fra i grandissimi  al pari di De Saussure e Dumèzil.

Professore emerito a Utrecht, in Olanda per oltre trent’anni, Alinei da tempo vive all’Impruneta, alle porte di Firenze. Studioso dalla cultura a dir poco colossale, ha immerso la glottologia nel mare magnum delle discipline che intervengono nella storia della civiltà umana, con migliaia di scritti, decine di libri e soprattutto con la fondazione della Teoria della Continuità Paleolitica, con cui ha messo sotto critica le teorie dominanti dell’invasione indoeuropea dei Kurgan – di cui Marija Gimbutas è stata l’esponente più conosciuta  – e della “dispersione indoeuropea” di Sir Colin Renfrew.

Mario Alinei

Mario Alinei

Secondo Alinei e la sua scuola, invece, la formazione delle lingue e quindi delle civiltà europee sarebbe avvenuta molto prima, addirittura quarantamila anni fa: da qui la definizione di una continuità arrivata ai nostri tempi e su cui l’influsso indoeuropeo non ha mai travolto  le radici e le civiltà arcaiche.

Alinei ha cambiato radicalmente la prospettiva attraverso cui scrutare nel passato più antico  dell’Occidente europeo. La sua teoria viene portata avanti da un gruppo di allievi di altissimo livello tra i quali spicca Francesco Benozzo –  fondatore a sua volta della etnolinguistica, poeta e musicista più volte in finale al Premio Tenco – di recente candidato al Nobel.

Qui dunque salutiamo con un fervido augurio un Maestro che ha già un posto tra gli immortali della cultura mondiale, ma anche – per restare nel nostro piccolo – lo studioso che ha permesso di scoprire l’origine del nome di Reggio Emilia ( Rèz in dialetto).

Alinei infatti ha rintracciato la parola “rez” col significato di presidio militare, posto di guardia, in una epigrafe magiara molto antica citata in “Etrusco: una forma arcaica di ungherese”, pubblicato nel 2003 da Il Mulino, libro che ha gettato le premesse di una delle sue ultime fatiche: “Gli Etruschi erano Turchi” del 2013. Nella stessa epigrafe è presente anche la parola “rezden” che probabilmente  con la rotazione delle vocali è diventata nei millenni il nostro dialettale “arzan”.

Una scoperta (l’origine di Rez come presidio militare, nell’etrusco derivato dal magiaro arcaico) che ha sciolto un enigma storico e ha confermato anche per via linguistica che a edificare la città che conosciamo furono gli Etruschi. Un debito che la Reggio moderna ha con il grande e immortale Mario Alinei.  

 

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6 risposte a I novant’anni di Mario Alinei, grande fra i grandi della linguistica, che ha scoperto l’origine del nome Rez

  1. Gianluca Bottazzi Rispondi

    01/10/2017 alle 07:00

    Peccato che il nome della città sia notoriariamente REGIVM / REGIO nelle fonti scritte ed epigrafiche e non REZ che ne è l’attuale forma dialettale.
    Giancarlo Susini, illustre storico ed epigrafista dell’Università di Bologna, ha già accostato il nome della città ai REGIATES, riferito da Plinio a un “etnico” ligure. Liguri che nel Reggiano hanno documentazione archeologica (la necropoli di Luceria, la tomba di Roncolo di Quattrocastella, altre in Appennino…visibili ai Civici Musei).
    Quindi niente Rez magiara o ungherese, niente Etruschi che parlano in turco arcaico che forse non è ungrofinnico, coi Reggiani che dunque sono Turchi…uno scenario nel quale manca solo il conte Vlad (Dracula).

    • Pierluigi Rispondi

      01/10/2017 alle 19:15

      La ringrazio per la puntualizzazione, e le invidio le sue certezze. Ma è arcinoto che le forme dialettali sono fondamentali per ricostruire le etimologie, perché sopravvissute alla romanità. Del resto i Romani stessi usavano adattare i nomi arcaici delle località (è il case del toponimo veza-vezzano, Fornovo, Pontremoli, Nova-Novà -Novegigola e tanti altri. Infatti lei cita Plinio in relazione a un aggiustamento da sostrato ligure.
      In quanto a Rez, almeno non si metta in discussione che il termine inteso come “presidio militar” è stato rintracciato in un’epigrafe magiara arcaica citata dal professor Alinei (il quale, per inciso, non sapeva nemmeno del Toponimo dialettale Rez ed rimasto piacevolmente sorpreso quando ne abbiamo discusso, perché corrispondeva a una sua vecchia ricerca sul termine “rezdora”). Spero non si neghi l’evidenza dei fatti solo perché mette in discussione una ricostruzione precedente. Nè che l’origine di Reggio sia etrusca, e tanto meno si metta in discussione l’autorevolezza di Alinei. La ricerca, gentile Bottazzi,è sempre aperta ed è almeno da oltre un secolo, almeno dalle ricerche di Gaetano Poggi, che l’interpretazione “romana” dei toponimi viene messa radicalmente in discussione.
      La ringrazio per il commento: sarebbe davvero interessante un confronto più ampio, naturalmente senza inutili spiritosaggini, visto che siamo di fronte a dei monumenti culturali.

      • Gianluca Bottazzi Rispondi

        01/10/2017 alle 22:49

        Gentile Pierluigi, il mio Maestro per la toponomastica storica si chiamava Nereo Alfieri, lo scopritore della città etrusca di Spina e formatore di tutti i topografi dell’antichità usciti dall’ Ateneo bolognese. Ricordava spesso che la toponomastica e la linguistica sono scienze infide in quanto per loro natura stratificate e raccomandava la massima prudenza in quanto, a Suo dire, il ricercatore trova QUASI SEMPRE quello che va cercando.
        L’unica spiritosaggine che qui si legge è quella di chi va diffondendo l’idea che una iscrizione magiara, e quindi dell’ultimo popolo a migrare nell’Europa dalle steppe orientali e non anteriore al IX-X secolo dopo Cristo possa aver influito sulla etimologia del toponimo REGIUM, centro cittadino fondato nel II secolo a.C.. E’ noto infatti proprio il saccheggio di Reggio da parte degli Ungari e l’uccisione dello stesso vescovo: 11 secoli dopo la fondazione della città. Controlli pure: c’è Google e forse si può fidare sulla parola perché per volontà di qualche suo concittadino, che ringrazio sentitamente, dovrei risultare ancora nel comitato scientifico del Progetto Regium Lepidi 2200 (coordinato dal prof. Maurizio Forte Duke University USA). Detto questo non credo di poterla convincere ma la saluto cordialmente.

    • Pierluigi Rispondi

      02/10/2017 alle 09:25

      Gentile Bottazzi,
      O mi sono spiegato male io (cosa possibilissima, e me ne scuso sin d’ora), o lei ha afferrato male la questione.
      Il toponimo Rez non significa che “i REggiani sono magiari”, ci mancherebbe altro .
      Mario Alinei, in un importante trattato di una decina di anni fa intitolato “L’etrusco come forma di ungherese arcaico” (e che spiega bene il perché di tale relazione, ovviamente assai più antica delle invasioni delle orde dell’800 d.c.) riporta il testo di un’epigrafe magiara in cui compare la parola “rez” intesa come presidio militare.
      Tutto qui, non vedo proprio cosa ci sia di scandaloso, considerato che Reggio, prima di romana è stata etrusca, come attestano studi e ritrovamenti. Non mi sembra il caso di fare dell’ironia, che stona in uno studioso come lei.
      Mi meraviglia piuttosto il fatto che la valutazione dei toponimi dialettali sia ancora così lontana dalla scuola glottologica italiana. Ed è un problema, perché le spiegazioni fuorvianti e false sull’origine di tanti toponimi, solo per far tornare i conti della romanità, hanno provocato danni incommensurabili.
      Se poi un linguista di caratura mondiale come il professor Alinei resta al di fuori di questi orizzonti, io non so cosa farci.
      Comunque la ringrazio di nuovo, e spero che si possa continuare a ricercare per metterci d’accordo una volta per tutte sull’origine del nome Rez-Reggio.

  2. carlo Rispondi

    01/10/2017 alle 16:05

    E rezdor, cioè il reggitore della famiglia , ha la stessa origine?

    • Pierluigi Rispondi

      01/10/2017 alle 20:57

      Di certo Alinei ha studiato l’origine di rezdor-rezdora, me ne accennò alcuni anni fa. Ma non so di più. Bisogna cercare.

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