Chiude la ex Terex di Brescello
Settantamila euro ai licenziati

29/9/2017 – L’industria reggiana e italiana perde un pezzo della sua storia: a fine anno chiude la Konecranes (ex Terex) di Lentigione di Brescello. L’azienda che ha costruito le gru per contanier su gomma più apprezzati nei porti di tutto il mondo, era stata fondata dal commendator Luciano Fatuzzi ed era finita in mani straniere con il crac del gfruppo Reggiane-Fantuzzi. Di tutto cià resterà solo un’area service e riparazioni in provincia di Reggio con 29 persone impiegate, sugli attuali 143 dipendenti.

Il 92,4% dei lavoratori ha approvato l’ipotesi di accordo col quale  è conclusa oggi la vertenza MHPS – Italia srl per la cessazione dell’attività produttiva nello stabilimento di Lentigione.

Uno sciopero a Lentigione

Uno sciopero a Lentigione

La vertenza – sottolineano FIOM UILM UGL e la RSU in una nota diffusa ieri pomeriggio- ha vissuto momenti di alta tensione con la mobilitazione dei lavoratori e con presidi. L’accordo arriva alla fine di un lungo periodo di trattative: i primi incontri già a metà febbraio, poi i passaggi successivi prima con l’apertura del tavolo di crisi presso l’Assessorato Regionale alle attività produttive e successivamente al Ministero dello sviluppo economico, senza che in tali sedi, ed anche con la mobilitazione dei lavoratori, si sia riusciti a modificare la scelta di Konecranes”.

Da fine agosto la trattativa è tornata sui tavoli provinciali con l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo provocato dalla scelta della multinazionale finlandese.

L’accordo – affermano Sergio Guaitolini e Jacopo Scialla, rispettivamente Segretari provinciali FIOM e UILM – prevede il mantenimento di un’attività di service e assistenza clienti che occuperà 29 lavoratori e sarà collocata in una sede ancora da individuare ma con il vincolo che sia in provincia di Reggio Emilia, ed entro un raggio di 30 km dall’attuale sede di Lentigione. Ulteriori 3 lavoratori potranno essere recuperati dall’area produttiva con cambio di mansione per svolgere attività di assistenza esterna.

L’attività produttiva cesserà a fine anno; permarrà un’attività di completamento e spedizione delle macchine prodotte che si esaurirà entro il 30 giugno 2018 e che potrà interessare un minimo di 19 lavoratori oltre a quelli del servizio service e assistenza.

Per i 113 lavoratori dell’area produttiva in esubero verrà riconosciuto un incentivo pari a 70.000 € lordi per tutti coloro che resteranno sino alla fine dell’attività produttiva (22 dicembre 2017).

Per i lavoratori che opteranno volontariamente per un’uscita anticipata a partire dalla comunicazione della procedura di licenziamento (che sarà comunicata entro il 3 ottobre) l’importo dell’incentivo sarà di 55.000 €.

Una ulteriore quota di 10.000€ sarà riconosciuta ai lavoratori con più di 55 anni  che nei 24 mesi di NASPI non raggiungessero il requisito per l’accesso alla pensione.

A tutti i lavoratori sarà inoltre riconosciuta l’indennità sostitutiva del periodo di preavviso.

Sono previsti inoltre percorsi di riqualificazione e reinserimento occupazionale con adesione dell’azienda ai bandi previsti in tal senso a livello regionale”.

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