Allerta per la partita Italia-Israele
Rispunta l’antisemitismo reggiano

1/9/2017 – C’è preoccupazione, molta preoccupazione, per l’imminente partita di calcio Italia-Israele al Mapei Stadium di reggio Emilia, valevole per la qualificazione alle fasi finali di Russia 2018 (Coppa del Mondo).

Non a caso all’evento è stata dedicata in prefettura una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Viceprefetto Vicario con i responsabili delle forze dell’ordine. incontro allargato ad Ausl, Comune, Comune, gestori del Mapei Stadium,  delegati della Figc e delle strutture commerciali dei Petali. Si temono manifestazioni ostili a Israele se non peggio, tanto che la partita e il Mapei sono dichiarati obiettivi “sensibili”. La guardia è alta contro il rischio attentati, visto che fondamentalisti e informatori dei palestinesi tengono “monitorata” la situazione.

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E’ vero che il terrorismo oggi è globale e può colpire ovunque, ma certamente a Reggio Emilia può trovare terreno fertile più che altrove contro Israele: da sempre in città i palestinesi possono contare ampi sostegni pubblici alla loro causa, per tacere di coperture, logistica, finanziamenti e aiuti di tipo sotterraneo. E’ vero che Reggio Emilia colloca meritoriamente le pietre d’inciampo per ricordare gli ebrei deportati e uccisi nei campi di sterminio nazisti, tuttavia non si dimentichi che l’ala delle Br reggiane era filo palestinese (una piccola bandiera dell’Anm fu posata sul feretro di Prospero Gallinari), che ancora pochi anni fa le bandiere israeliane veniva bruciate in piazza sotto lo sguardo compiaciuto o distratto delle autorità locali, e che – per citare un caso – non si è mai indagato a fondo sui legami tra terrorismo palestinese e il delitto del dottor Rombaldi, avvenuto nel giugno 1992 quando al Santa Maria Nuova un terrorista ferito era ricoverato sotto falsa identità.

All’imbarazzante tradizione anti-israeliana e antisemita di Reggio, oggi bisogna aggiungere che le comunità arabe e africane si sono portate dietro fondamentalisti, estremisti, potenziali terroristi e soprattutto terminali dei servizi d’informazioni di Stati, movimenti politici e milizie.

E’ chiaro che le forze dell’ordine garantiranno al massimo la sicurezza, certamente meglio di quanto non sappiano fare tedeschi e francesi. I reggiani possono dare il loro contributo senza cadere nella trappola della paura, andando allo stadio ad applaudire le due Nazionali.

Intanto, a  conferma di un clima politicamente già caldo, il movimento filo palestinese Bds (movimento internazionale per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni verso Israele) annuncia una serie di iniziative per il 5 settembre, giorno della partita, “per sensibilizzare i cittadini sulle violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale da parte di Israele, che colpiscono anche un diritto elementare come quello di praticare delle attività sportive”.

Il programma prevede un presidio per illustrare le condizioni degli sportivi palestinesi sabato 2 settembre (dalle 10 alle 13 in piazza Fontanesi), un incontro pubblico sul diritto allo sport in Palestina lunedi’ 4 settembre (all’osteria della Ghirba in via Roma alle 18) seguito da un’apericena con specialità palestinesi e la distribuzione di cartellini rossi allo stadio il giorno della partita, oltre ad azioni sui social media.

Iniziative apparentemente innocenti, ma bisogna chiedersi cosa accadrebbe se qualcuno annunciasse la distribuzione di bandierine israeliane allo stadio. Inoltre il comunicato dei promotori si lancia in un’affermazione grave, negando che Israele sia un “paese normale”.

 “Il governo israeliano-sostengono gli attivisti– usa il calcio come uno strumento di propaganda per accreditare Israele come un paese normale di fronte all’opinione pubblica mondiale. Ma da oltre 70 anni viola i diritti umani dei palestinesi e la legalità internazionale, imponendo un regime di colonizzazione, occupazione militare e apartheid che non risparmia nemmeno il mondo dello sport”.

Nello specifico “l’associazione calcistica di Israele (Ifa) comprende sette squadre con sede nelle colonie israeliane costruite in violazione del diritto internazionale su terre palestinesi”.

Le iniziative anti Israele sono organizzate da Arci, Cgil, Fiom, Uisp, Partito Comunista Italiano e Rifondazione Comunista di Reggio Emilia, Assopacepalestina Bologna, Democrazia e Lavoro, Fp Cgil Bologna, Donne in Nero-Bologna, Modena e Ravenna e Pax Christi regionale.

Non bisogna dimenticare, peraltro,  che da decenni Israele è sotto la minaccia di Stati e popoli che ne vogliono la cancellazione dalla faccia della terra.

 

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