La liquidazione di Rei, parla Stefano Landi
“Si doveva intervenire prima”

Intervista di Vanina Cocchi*

31/8/2017 – «Oggi bisogna concentrarsi, far funzionare i laboratori, sono sicuro che non sarà un problema perché sono molto avanzati, specie in un paio di casi. E grazie al buon funzionamento dei laboratori si potrà sostenere anche il trasferimento tecnologico».
Dopo la messa il liquidazione di Reggio Emilia Innovazione, il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi guarda avanti, senza tuttavia negare le criticità che hanno accompagnato la vita di Rei.
Presidente Landi, la messa in liquidazione di Reggio Emilia Innovazione ha suscitato un vespaio di polemiche. Il presidente di Unindustria si è detto stupito da tanto clamore. E lei?
Era un passaggio obbligato e messo a punto dal nuovo presidente Guido Prati per poter mantenere l’attività, a mio avviso molto importante, di Rei. Negli ultimi due anni, purtroppo per motivi che non conosco nel dettaglio, la situazione economica e finanziaria era molto peggiorata ed era necessario, per salvare questa attività, adottare delle misure importanti. Che peraltro permettono di liquidare Rei in bonis rispettando tutti gli oneri nei confronti dei creditori.
Nasce la fondazione…
Che lavorerà sul trasferimento tecnologico e, parallelamente, si è costituita la ReiLab srl in cui sono finite tutte le attività che vanno a mercato.

Stefano Landi

Stefano Landi

Vale a dire?
Rei ha delle attrezzature, una competenza specifica per attività di test di laboratori di cui le aziende, pagando, possono usufruire. Ebbene questa competenza è stata trasferita a una nuova società che acquisirà i laboratori della vecchia Rei. Un passaggio reso possibile anche grazie a un intervento importante di Unindustria Reggio. I privati, in questo caso Unindustria, hanno sostenuto e sosterranno in modo deciso l’attività dei laboratori.
Sarà una società in mano ai privati?
Controllata da privati. Il peso e la governance della nuova srl è in capo ai privati. E si occuperà della gestione dei laboratori. L’attività di trasferimento tecnologico resterà alla fondazione a cui parteciperanno privati e soggetti pubblici che hanno interesse a sostenere questa attività.
Presidente Landi perché si è arrivati a questo punto? L’assessore Marchi sostiene che in passato Rei è stata gestita in maniera inadeguata. Secondo lei?
Quando si arriva a una situazione così difficile, probabilmente tante componenti hanno contribuito in modo negativo…
Tipo?
Credo, per esempio, che in questi anni sia stata depotenziata l’attività dei laboratori a favore del trasferimento tecnologico. E cio’ ha portato a uno squilibrio finanziario. I laboratori, con la loro attività, sono produttori di utile. L’attività di trasferimento tecnologico fa molto fatica a stare in piedi da sola. Avevamo due anime: una che andava a mercato e poteva guadagnare soldi, detto in parole povere, e l’altra sul trasferimento tecnologico che aveva bisogno di soldi. Forse la prima è stata un po’ trascurata. I motivi non li conosco ma è quello che vedo.
Che altro?
Sono stati anni particolari. C’è stato l’Expo su cui Rei è stata chiamata a intervenire magari in attività non proprio core. C’è stata l’apertura ufficiale del Tecnopolo, è stata impegnata in altre attività… Forse hanno preso in carico un po’ troppe cose.
Il passo che avete fatto ora, non si poteva fare prima, considerati i conti della società?
Col senno del poi si poteva intervenire prima. Il ruolo della Camera di Commercio in Rei è sempre stato molto chiaro e coerente. Noi in questi ultimi anni abbiamo cofinanziato Rei sulla base di una progettazione che ci veniva presentata e rendicontata.
Vale a dire?
Rei ci presentava un progetto per cento, mettiamo, la Camera di Commercio lo valutava e se lo riteneva d’interesse per le imprese del territorio lo finanziava per il 50%. Il resto doveva essere Rei a trovarselo sul mercato. La Camera di Commercio non ha partecipato all’ultimo aumento di capitale. Naturalmente l’impegno resterà su queste basi, sulla possibilità di cofinanziare attività di ricerca e sviluppo a favore delle piccole imprese.
La riforma delle Camere di Commercio quanto inciderà…
Le competenze sono state ridefinite, quindi l’attività di sostegno al trasferimento tecnologico è stata un po’ ridimensionata. Lo dico perché nel prossimo futuro dovremmo tener conto delle nostre competenze e delle aree d’intervento riviste in base alla riforma.
Nella nuova fondazione voi ci sarete?
Ci saremo. Nella misura in cui tutti gli altri enti del territorio parteciperanno. In sostanza vogliamo stare in compagnia di tutti quelli che hanno l’onere di dare sostegno al mondo imprenditoriale.
Vede riflessi negativi sul Tecnopolo?
Non vedo condizioni particolarmente critiche sul Tecnopolo per questa situazione di Rei. Credo che grazie al lavoro del nuovo presidente e del nuovo direttore, alla nuova ristrutturazione e riorganizzazione, Rei si potrà mettere in buone condizioni per dare sostegno al Tecnopolo piuttosto che essere una palla al piede.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA) 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    31/08/2017 alle 19:24

    Ho appreso queste notizie da fonti giornalistiche.
    Quindi non opero nell’ambito e non so effettivamente come sono andate le cose. Mi dispiace che in altre Citta’ Emiliane, come Parma o Ferrara, tutto funzioni e non si creano scandali come fu per l’ente fiere di Reggio Emilia.

    E’ tutto così strano che le strutture che potrebbero mettere le ali al mondo imprenditoriale Reggiano (Vedi struttura fieristica e polo di incubazione tecnologica) sono sempre continuamente bistrattate.

    Ricordo, che la Fiera del fresco di Forli’ (verdura…..) ha avviato una joint venture con 33 Paesi per portare la fiera stessa coi prodotti italiani in giro, si puo’ dire, per il Mondo.

    Certamente Reggio Emilia ha un tessuto manufatturiero di primaria importanza a livello mondiale. Che le Aziende reggiane debbano sempre andare in altre Citta’ per proporsi in Fiera, non e’ certo edificante.

    A Reggio Emilia non esistono piu’ fiere blasonate.

    Il tecnopolo ? Sarebbe stata una scommessa per le Start up.

    Ricordo che a breve, a Bologna la dotta, sara’ inaugurato un centro dove alloggeranno parecchie societa’. Per dare loro ulteriore visibilita’, in maniera permanente. Una bella idea, o semplicemente un modello di business ripreso da altri Paesi.

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