Prende a calci il portone della Prefettura, minaccia morte e grida “Allah Akbar”
Marocchino clandestino e arrabbiato subito espulso

29/8/2017 – Prima si è prostrato a pregare rivolto alla Mecca, poi si è scagliato contro il portone della Prefettura prendendolo a calci  e gridando “Io amo Allah, voi siete dei diavoli e io ammazzo tutti i diavoli!”. E’ accaduto ieri alle 13,30 in via Emilia San Pietro nel centro di Reggio. Protagonista un marocchino clandestino di 36 anni, con precedenti per porto abusivo di armi e spaccio di stupefacenti, e inseguito da ben quattro decreti di espulsione, di cui tre accumulati nell’ultimo mese. L’ultima delle quali con provvedimento del questore Isabella Fusiello del 21 agosto. E’ stato subito arrestato dalla Polizia e spedito al centro di identificazione e di espulsione di Torino.

L’uomo non risulta essere un fondamentalista (anche perchè quando ha scalciato il portone della Prefettura era in preda ai fumi dell’alcol) ma a ogni buon conto gli agenti della Digos hanno subito perquisito la sua abitazione, dove a quanto pare viveva solo dea clandestino (a tempo a Reggio era classificato irreperibile) alla ricerca di armi o esplosivi. Ma l’esito è stato negativo. tuttavia è stata trovata la carta d’identità del Regno del Marocco, ancora validità, grazie alla quale le procedure di espulsione dovrebbero essere più rapide del solito.

Lucio Di Cicco

Lucio Di Cicco

La vicenda è stata illustrata ai giornalisti dai dirigenti della Digos dottor Lucio di Cicco e dell’Ufficio immigrazione della questura di Reggio Emilia, dottor Francesco Baiano, che hanno anche acquisito il video della scena girato da un cittadino con lo smartphone. Infatti sono  stati i cittadini a chiamare il 113, mentre il piantone della prefettura, che aveva visto il marocchino in preghiera attraverso la telecamera di sorveglianza, e sentendo le urla dei testimoni provenire dalla strada, si precipitava all’ingresso di via Emilia san Pietro appena in tempo per vedere il portone spalancarsi a seguito dei calci sferrati dal marocchino che, quando ha visto il poliziotto ha urlato le parole che si imparano subito in Italia: “Merda!, Vaffanculo, Io amo Allah”. E ancora: “Voi siete dei diavoli e io ammazzo tutti”. Bloccato dal piantone e da una pattuglia delle Volanti intervenuta subito sul posto, mentre veniva portato in  ambulanza al Santa Maria Nuova (un giorno di prognosi per alterazioni del comportamento in abuso etilico)  ha continuato a pronunciare frasi sconnesse, fra le quali però si capito bene “Allah Akbar”.

Francesco Baiano

Francesco Baiano

Baiano e Di Cicco hanno spiegato che l’uomo dal 2009 al 2014 è stato regolare sul territorio italiano. Ma nel 2014 per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno ha presentato delle attestazioni false (come dipendente di una ditta chiusa) e di conseguenza il permesso è stato negato, con denuncia alla magistratura da parte dell’ ufficio Immigrazione della Questura.  Quindi nel 2015 l’arresto per reati inerenti gli stupefacenti, una denuncia per porto di armi e strumenti atti a offendere e a  fine 2015 il primo provvedimento di espulsione. Infine i tre fermi dell’ultimo mese con la raffica di decreti d’espulsione.

L’uomo probabilmente ha voluto sfogare con  ungesto clamoroso motivato religiosamente, il suo risentimento nei confronti delle autorità. Ma viene da chiedere come abbia campato a Reggio in questi tre anni in cui ha vissuto da marocchino con amicizie, attestate dall’aressto, nel giro della droga.

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