Pedofilo in libertà: il Csm chiede al Tribunale il provvedimento del giudice Ghini

30/8/2017 – Il Consiglio superiore della Magistratura, riunito oggi dopo la pausa feriale, ha affrontato il caso del giudice del Tribunale di Reggio Emilia Giovanni Ghini, e in via preliminare ha chiesto al presidente del Tribunale il  provvedimento giudiziario con cui il Gip Ghini ha  rimesso in libertà, con l’obbligo di firma e il divieto di avvicinarsi alla vittima, il pedofilo pakistano, reo confesso, che ha violentato un bambino di 13 anni con ritardi mentali, anche lui pakistano. Il pedofilo, in tribunale, aveva cercato di alleggerire la propria posizione affermando che il bambino era “consenziente”.

Il giudice Giovanni Ghini durante l'udienza in cui ha messo in libertà il pedofilo

Il giudice Giovanni Ghini durante l’udienza in cui ha messo in libertà il pedofilo

 

Solo dopo l’esame degli atti, dunque, il Csm deciderà se aprire una pratica nei confronti di Ghini.  A chiedere l’apertura in prima commissione per valutare eventuali profili di incompatibilità ambientale o funzionale era stato il 21 agosto il consigliere laico Pierantonio Zanettin (di area Forza Italia).
Nell’avanzare la richiesta, Zanettin sottolineava che il giudice  aveva deciso di revocare la misura cautelare degli arresti domiciliari alla luce “dello straordinario senso di autodisciplina dimostrato dall’indagato”, “disponendo solo il divieto di avvicinamento al minore e l’obbligo di firma in caserma”. Una decisione “impugnata dal pm”, ha ricordato.

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