Pedofilo libero: marea di indignati
protesta davanti al Tribunale

Centinaia e centinaia di persone protestano davanti al tribunale

Centinaia e centinaia di persone protestano davanti al tribunale

24/8/2017 – Una grande folla di indignati questa sera ha raccolto l’invito della Caramella Buona a protestare in silenzio e senza alcuna bandiera davanti al Tribunale di Reggio emilia contro la decisione che ha messo in libertà il pedofilo pakistano, reo confesso, stupratore di un tredicenne disabile.  Le immagini rilanciano un evento straordinario: una marea di persone “autoconvocate” e senza etichetta politica – certamente più di quattrocento – che per la prima volta contestano apertamente e civilmente una decisione non si sa sino a che punto corretta in punta di diritto, ma apparsa obbrobriosa nella sostanza.
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Presenti anche le troupe televisive delle reti nazionali che hanno documentato in presa diretta il sussulto di una intera comunità: c’erano intere famiglie,l  associazioni, ma anche alcuni rappresentanti della comunità pakistana, fortemente colpita dell’accaduto. Anche perchè la vittima è un bambino pakistano, vicino di casa del violentatore, che lo ha addirittura accusato di essere “consenziente”.
Il primo a giungere davanti al tribunale è Corrado Grasselli, portavoce della Rete dei Comitati: “Siamo per difendere in un ordinamento di uno stato civile Abele nei confronti di Caino. Abbiamo un 13 enne stuprato, un episodio gravissimo, ma nessuno pare che se ne occupi.
_ORR9940Su invito del dottor Mirabile, abbiamo ritenuto di aderire, il responsabile di questa vicenda è ancora in libertà e questo è preoccupante. In poco più di due mesi in una città come Reggio Emilia si è scesi in piazza come cittadini normali già due volte, una comunità che silenziosamente sta protestando per ritornare ad una normalità fatta di sicurezza, per poter vivere la propria città. Un invito all’amministrazione comunale: non sottovalutate la minoranza silenziosa”.
La manifestazione è iniziata quindi alle ore 21, con un breve intervento di Roberto Mirabile, Presidente e fondatore dell’associazione La Caramella Buona: “Siamo qui come semplici cittadini indignati, per dimostrare solidarietà totale dissenso verso una sentenza che è incredibilmente abominevole. Questa scelta non conto della pericolosità sociale di un pedofilo e di tutte le vittime colpite da questa disgrazia”. Mirabile aveva peraltro già ricevuto minacce nella sede della Onlus di via Monte san Michele ma, nonostante le numerose intimidazioni, non si è mai fermato nella sua attività di contrasto alla pedofilia.
La folla davanti al Tribunale mentre parla Roberto Mirabile

La folla davanti al Tribunale mentre parla Roberto Mirabile

Nel presidio anche alcune delle forze politiche locali, che hanno rispettato la richiesta di Mirabile di non esibire simboli e bandiere. “Tante persone sono qui per contestare non l’indubbia professionalità del giudice, che ha agito secondo la legge – spiega il suo punto di vista Giuseppe Manzotti di Fratelli d’Italia – ma per dissentire riguardo ai cavilli legali che permettono che un pedofilo, reo confesso, possa commettere nuovamente il reato. Occorre che vi sia una discussione parlamentare seria, che porti ad una attività legislativa in grado di tutelare in primis i minori che hanno subito abusi, ma inoltre che si rivedano i meccanismi per la perdita dello stato di richiedente asilo. È gravissimo che chi è in Italia godendo di questo status sia difficilmente perseguibile a fronte di reati così esecrabili”.
Come preannunciato, il sindaco Luca Vecchi, seppur invitato dagli organizzatori, non si è presentato, preferendo un pacato silenzio alla protesta. Nutrita anche la componente dei partecipanti da altre città: molte le adesioni da altre città dell’Emilia-Romagna.
(Pierluigi Ghiggini e Federica Prati ) 
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