Pedofilo libero, “processo in tempi rapidi”
Verso la revisione della decisione del giudice Ghini

20/8/2017 – ” Il procedimento non è concluso, ci si trova nella fase cautelare e l’indagato, in forza della misura cautelare e provvisoria adottata nei suoi confronti, è e sarà sottoposto ai controlli delle forze dell’ordine.
Quello che posso assicurare è che il processo, non appena sarà depositata la richiesta di rinvio a giudizio o di giudizio immediato, sarà celebrato in tempi rapidi”.

Lo ha dichiarato il presidente vicario del Tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, con un comunicato ufficiale diffuso ieri sera, aproposito del richiedente asilo pakistano che ha stuprato un bambino disabile e, dopo la confessione è stato rimesso in libertà dal giudice Giovanni Ghini.

La presidente Beretti ha sentito l’esigenza  di intervenire sull’onda dell’indignazione generale provocata dalla sentenza (che è diventata un caso politico nazionale), assicurando che il processo al violentatore, sottoposto comunque a strettasorveglianza, sarà fatto in tempi rapidi. Inoltre ha precisato che le decisioni del giudice delle indagini preliminari “possono essere sottoposte al vaglio di un giudice superiore”, lasciando intendere che si può prevedere una revisione dell’ordinanza. Ciò in relazione al ricorso al Tribunale del Riesame annunciato dal pm di Reggio Maria Rita Pantani, che ha diretto le indagini e sostiene l’accusa contro il pakistano.

La presidente Beretti si astiene dall’ esprimere un giudizio nel merito della vicenda, parla comunque di “comprensibile dibattito pubblico” e ricorda – a proposito degli insulti e le minacce all’indirizzo di Ghini postate nei social network – “che ogni decisione può essere discussa con modi civili e non esasperati che mai devono trascendere nell’insulto e nella minaccia”.

Per il pakistano di 21 anni, richiedente asilo e con il permesso provvisorio sospeso,  autore dello stupro (si indaga se la sua vittima non  abbia subito altre violenza) la pm Maria Rita Pantani aveva chiesto la misura cautelare del carcere. Ma il Gip Ghini, dopo aver raccolto la confessione del  maniaco, ha deciso di rimetterlo in liberà dai domiciliari, con l’obbligo di firma,il divieto di dimora e il divieto di non avvicinarsi alla sua vittima.

Numerose le reazioni del mondo politico, improntato a un giudizio anche duramente critico verso la sentenza Ghini. Il presidente dell’ onlus antipedofilia La Caramella Buona, Roberto Mirabile, ha indetto per giovedì sera, 24 agosto, una manifestazione silenziosa davanti al Tribunale di Reggio Emilia.

Ma veniamo al presidente vicario del Tribunale.

“Ogni provvedimento giudiziario è criticabile e ogni decisione può essere discussa con modi civili e non esasperati che mai devono trascendere nell’insulto e nella minaccia nei confronti di chi quella decisione ha preso – ha scritto Cristina Beretti – Le decisioni del giudice per le indagini preliminari nel nostro sistema possono essere sottoposte al vaglio di un giudice superiore e questo è garanzia per tutti ed è espressione di civiltà giuridica.

Nel caso specifico, la particolarità della vicenda, che coinvolge un minore, ha suscitato un comprensibile dibattito pubblico, specie sui social, con affermazioni che in alcuni casi hanno travalicato la normale e sacrosanta dialettica.
In veste di Presidente Vicario del Tribunale di Reggio Emilia – aggiunge Beretti – non posso in alcun modo scendere nel merito della vicenda né sindacare la decisione che il giudice, nella sua piena e riconosciuta autonomia, ha ritenuto di adottare.
Posso solo ricordare che il procedimento non è concluso, che ci si trova nella fase cautelare e che l’indagato, in forza della misura cautelare e provvisoria adottata nei suoi confronti, è e sarà sottoposto ai controlli delle forze dell’ordine.
Quello che posso assicurare è che il processo, non appena sarà depositata la richiesta di rinvio a giudizio o di giudizio immediato, sarà celebrato in tempi rapidi e potrà avere la sua conclusione con la pronuncia di una sentenza e l’adozione dei provvedimenti successivi previsti dall’ordinamento”.

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