La sopraffina arte di cavarsela: così brilla la stella di Delrio

di Dario Caselli

31/8/2017 – Serviva uno rotondo e opportunista per negoziare con un’anguilla politica come Alfano e, sebbene non lo ami troppo, il caudillo Renzi lo ha trovato nel ministro Delrio.

Un cattolico dai principi forti, ma insieme anche elastico, gli unti del Signore hanno più margine morale di noi poveri cristi. Solo un unto del Signore può trattare con l’anguilla Alfano, senza sentirsi accusato di essere a caccia di ascari e trasformisti come un novello Agostino Depretis.

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio

Poi diciamolo, anche Alfano è un cattolico, non adulto come quelli di rito prodiano, ma si è allontanato dal grande Satana del centro- destra ed è servito a far governare per ben cinque anni la sinistra, è un Giuda che invece di impiccarsi ad un albero, si è inchiodato al governo.

Tutto serve ai politici che lo fanno per dovere, per spirito di servizio e non spinti dalla brama del potere, della gloria e di tutti i benefit che il potere comporta, infatti soffrono, diventano magri ed emaciati, mentre i politici alla Renzi ingrassano e poi come Berlusconi devono andare da Chenot per tornare in forma.

Se li guardate sono tutti così, compresi i padrini finanziari, come Bazoli: magri, coi volti scavati e alcuni, come Guzzetti, con le barbe da profeti. Asceti del potere, immortali, non transeunte come i loro avversari o gli amici, si fa per dire, di partito.

Qualcuno dirà che Prodi non era così, lo fregavano la struttura fisica e il faccione, ma era anche lui della razza eletta. Ora, che Alfano non rappresenti il meglio della cultura politica siciliana è un dettaglio, per chi si è tenuto Crocetta. Poi quando ero molto più giovane, a Palermo regnava Orlando e a Catania Bianco, ebbene sono ancora lì, altro che Gattopardo, qui bisogna rileggersi i Vicerè!

Questa è la sinistra siciliana, con l’aggiunta di Totò Cardinale, seggio alla figlia e al genero di Gullotti, ora transitato in Forza Italia. Ancora non sappiamo dove andrà Totò Cuffaro, sappiamo solo che, poichè oltre ad Alfano, Delrio porterà a sinistra anche Casini, non è impossibile che l’amico Totò lo segua.

L’operazione riuscirà come la sciagurata riforma delle Province, su cui Cavour costruì l’unità d’Italia e Delrio l’ha affondata con gli Ato. Questa è piccola politica, errori comprensibili, accettabili, in chi ha una missione alta, a noi incomprensibile, ma di sicuro giovamento per tutti.

Abbiamo sincera ammirazione per il ministro dei Trasporti e per la sua capacità di fermare un pendolo come Alfano, di lavare con Perlana un usato insicuro, come Casini, di “fottere” dolcemente i comunisti alla Bersani, senza dimenticarsi di fermare i grillini. Loro sono il vero pericolo, non una destra collusa e comprabile. Certo sono incapaci di governare il disastro, che ovunque ereditano, ma nel loro agire da sbronzi, rischiano di compromettere il potere immobile che da sempre sfascia il Paese e di cui il “giovane” Delrio è una delle promesse per il futuro, ovviamente, passata la tempesta del ducetto di Rignano.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    31/08/2017 alle 19:30

    Ottimo, articolo da incorniciare !

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