Il pedofilo pakistano ha confessato, e il giudice lo ha rimesso in libertà

18/8/2017 – Ha confessato la violenza sessuale il pakistano richiedente asilo di 21 anni che in un comune della Bassa reggiana, abusando dell’amicizia con la famiglia, ha sodomizzato un bambino di tredici anni, disabile, pakistano come lui.
Al giovane erano risaliti i Carabinieri del nucleo investigativo, dopo  la denuncia presentata dai genitori del ragazzino, che soffre di deficit cognitivi.

La Pm Maria Rita Pantani aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che tuttavia il Gip Giovanni Ghini aveva corretto il provvedimento in arresti domiciliari, eseguiti l’altro ieri sempre dai carabinieri. Su Facebook erano ficcate le proteste di chi ritiene un pericolo il fatto che l’uomo continui a vivere vicino alla sua vittima, mentre il presidente della Caramella Buona Roberto Mirabile ha rivelato che si ha notizia di diversi casi di violenza sempre nella stessa zona della Bassa.

Il pedofilo pakistano, di spalle, durante l'udienza in Tribunale

Il pedofilo pakistano, di spalle, durante l’udienza in Tribunale

Questa mattina, nel corso dell’interrogatorio di garanzia il violentatore ha reso piena confessione, aggiungendo tuttavia che il bambino era consenziente. E alla luce proprio della confessione il Gip Ghini ha ulteriormente alleggerito le misure cautelari, rimettendo il pakistano in libertà col vincolo dell’obbligo di firma, del divieto di avvicinamento al bambino sua vittima, e mantenendo il divieto di espatrio.

In sostanza, ora c’è un pedofilo reo confesso a piede libero, mentre continuano le indagini dei carabinieri per accertare se il bambino disabile non abbia subito violenze sessuali anche in altre circostanze.

 

L’episodio confessato dal pakistano era avvenuto nel pomeriggio del 10 luglio: il bambino era a giocare in sella alla sua bici, quando l’uomo – che lo conosce bene in quanto vicino di casa – lo ha avvicinato e lo ha convinto a fare una passeggiata insieme. Arrivati in un posto appartato, gli ha intimato di calarsi i pantaloni e lo ha violentato. Poi si è raccomandato di non dire niente. Ma il bambino una volta a casa ha raccontato tutto ai genitori che hanno prima portato il figlio in ospedale a Modena, dov’è stata accertata l’avvenuta violenza sessuale, poi hanno presentato denuncia a carabinieri.

“QUANTI PEDOFILI, ASSASSINI, E STUPRATORI ABBIAMO ACCOLTO?”

di Matteo Melato*

“Quello che è successo nella bassa reggiana è qualcosa di raccapricciante e le giustificazioni addotte dal profugo pedofilo sono l’emblema della mancanza totale di cultura difatti le violenze sui minori in Pakistan sono un problema molto diffuso e gravissimo. Sostenere che un bambino, per lo più con problemi cognitivi e disabilità, possa essere consenziente ad avere rapporti sessuali con un adulto, dà il senso del degrado morale in cui questa persona possa aver vissuto fin a questo momento facendo pensare, inoltre, che non sia la prima volta che abbia avuto questi istinti o addirittura abbia agito in questi atti schifosi.

Questo denota una totale incompatibilità con la nostra cultura e una totale impossibilità di integrare soggetti come questi che andrebbero rispediti il prima possibile nel proprio Paese.

Il semplice obbligo di firma, per casi come questi, è assurda tanto quanto il fatto che debba scontare la pena in casa sua mantenuto a spese degli italiani dato che si tratta di un richiedente asilo. La domanda che occorre farsi dopo questa vicenda è doverosa. Quanti possibili assassini, pedofili, stupratori e tanto altro potremmo avere accolto con questo tipo di immigrazione incontrollata e senza regole? Di queste persone non si sa nulla e qualcuno si ostina a difenderli tutti senza se e senza ma. Occorre invece porsi dei dubbi su ognuno di questi soggetti perchè qualcuno scapperà pure da qualche guerra (pochissimi) ma molti altri possono scappare semplicemente dalla giustizia del proprio Paese. Rimane attuale che per casi di stupro e pedofilia, l’unico rimedio possibile non sia il recupero di questi soggetti ma la castrazione chimica che impedirebbe la reiterazione del reato e salverebbe tante vittime da questi atti umilianti e violenti”.

*vice segretario provinciale Lega Nord, responsabile Sicurezza e immigrazione 

 

 

 

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