Il pedofilo in libertà: anche la Garante per l’infanzia censura la decisione del giudice Ghini

22/8/2017 – Dopo i sindaci reggiani e la politica – tutta, trasversalmente – schierata contro la decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini di concedere la libertà al reo confesso di una violenza sessuale nei confronti di un minore disabile, nel dibattito interviene anche la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Clede Maria Garavini .
Secondo Garavini per aumentare la tutela dei minori, serve “rafforzare l’integrazione delle azioni svolte dai vari soggetti per proteggere adeguatamente le vittime”.
Una posizione, quella della garante, in linea con il documento “Prima i bambini”, firmato nei giorni scorsi da molti sindaci della provincia di Reggio Emilia che riteneva inaccettabile che “un pedofilo reo confesso abbia liberta’ di circolare sul territorio in termini di sicurezza non solo della vittima, ma degli altri bambini”. Garavini, condividendo per intero il documento firmato dai primi cittadini, sottolinea come “ancora una volta dobbiamo registrare atti di violenza compiuti a danno di un minore in un territorio della nostra regione dove e’ diffusa la riflessione sui diritti di bambini e adolescenti e dove e’ attiva la rete delle istituzioni e dei servizi sociali, educativi e sanitari”.

L'udienza in Tribunale: il giudice Ghini in maglietta rossa. Di spalle il pedofilo pakistano

L’udienza in Tribunale: il giudice Ghini in maglietta rossa. Di spalle il pedofilo pakistano

La comunita’, evidenzia la garante, “e’ prontamente intervenuta per censurare con decisione l’accaduto e per sottolineare la priorita’ assoluta della protezione dei minori, ne e’ testimonianza il documento predisposto dai sindaci reggiani”. Tuttavia “l’impegno di tutti noi deve proseguire e ulteriormente migliorare, sia rispetto alla tutela dei bambini e degli adolescenti che nella cura e nel recupero degli autori”. In particolare, conclude Garavini, “devono rafforzarsi il coordinamento e l’integrazione delle azioni svolte dai diversi soggetti ed istituzioni, per evitare che le vittime non siano adeguatamente protette ed aiutate e non ricevano tutto cio’ di cui hanno bisogno”.
Il caso reggiano, dopo le indagini dei carabinieri condotte in una paese della Bassa reggiana, è diventato di portata nazionale. Chiarimenti sulla decisione del giudice sono chiesti a livello ministeriale; ci sono due interrogazioni parlamentari, presentate dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia; al Consiglio superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici, è stato chiesto di valutare l’incompatibilità ambientale o funzionale del giudice reggiano alla luce del suo provvedimento.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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Una risposta a 1

  1. Umberto Gianferrari Rispondi

    23/08/2017 alle 05:07

    Ma allora ???? I Legali di Peggio genuflessi ???😂😂😂

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