Il business dell’arena Campovolo: quanto continuerà il silenzio sugli abusi edilizi?

di Cinzia Rubertelli *

2/8/2017 – Il progetto cui il Sindaco di Reggio Emilia ha legato l’esito del proprio deludente mandato, cioè l’Arena del Campovolo, presenta un tallone d’Achille gigantesco.

Nonostante l’Assessore all’urbanistica, forse esorbitando i propri compiti, abbia tentato in tutti i modi di sottacere il problema,  la questione degli abusi edilizi imputabili a soggetti gravanti nell’orbita del PD è che mai attuale ed irrisolta.

Da oltre un anno gli Uffici avrebbero rilevato pesanti abusi edilizi nell’area occupata dalle strutture del PD, arena compresa, eppure la Dirigente responsabile (parente del Ministro Delrio) parrebbe non aver ancora dato seguito ai propri obblighi, cioè avviare il procedimento di contestazione del reato al partito del Sindaco Vecchi.

Sarebbe successa la stessa cosa se l’abuso edilizio fosse stato rilevato ad normale cittadino?

La risposta appare scontata ancorchè  gravissima e scandalosa per la sua portata politica e di corretta gestione dei pubblici uffici, mentre in Procura giace un’inchiesta in merito di cui non si conoscono ancora gli esiti

Il Consiglio comunale, in autunno, sarà  dunque chiamato a discutere la variante necessaria alla prosecuzione di un progetto, che, se approvata  darebbe il via a lavori su aree oggetto di abusi edilizi. Se gli investitori, tra i quali Coopservice – e si dice la Fondazione Manodori – accettano questo rischio, che procedano pure.

 

Arena Campovolo, rendering del progetto Coopservice: l'ingresso principale

 

Noi non staremo certo in silenzio od immobili, e siamo lieti che finalmente si chieda una discussione pubblica su un progetto calato dall’alto, costruito e gestito nelle segrete stanze, tra l’altro parzialmente finanziato con soldi pubblici.

*Capo Gruppo Consigliare GR PR – Alleanza Civica
Condividi

2 risposte a Il business dell’arena Campovolo: quanto continuerà il silenzio sugli abusi edilizi?

  1. Paola Rispondi

    03/08/2017 alle 10:04

    Condivido tutto quanto esposto dalla Dott.sa Rubertelli.

    Aggiungo anche come sempre accade (e purtroppo non solo a Reggio) non esiste un documento che illustri i benefici per la città.

    Come del resto manca uno studio sull’impatto ambientale, cosa di non poco conto in una città che riceverà nuove colate di cemento nonostante i dati sull’iquinamento siano fuori controllo da anni.

    In più non si capisce come tanti soldi pubblici non siano investiti nelle case protette per abbassare le rette o nella sanità per ridurre se togliere i ticket (molti dovevano essere temporanei) che negli anni sono invece aumentati come estensione e costo.

    • Fausto Poli Rispondi

      03/08/2017 alle 13:54

      Condivido.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *