Hotel Dimora D’Abramo, qualcosa non va
I deputati 5 Stelle trovano problemi nell’albergo dei richiedenti asilo

1/8/2017 – I parlamentari 5 Stelle Maria Edera Spadoni e Giuseppe Brescia hanno compiuto ieri alcune ispezioni a sorpresa per verificare la gestione dei richiedenti asilo da parte della cooperativa Dimora D’Abramo  a Reggio Emilia. Come si legge nel report diffuso da parlamentari, e che pubblichiamo integralmente qui sotto, sono state riscontrate alcune irregolarità all’hotel Italia, ad esempio la non corrispondenza tra il numero dei migranti ospitati e quello indicato dalla Prefettura. Il presidente della Dimora d’Abramo Codeluppi ha replicato con una nota, diffusa dall’ufficio stampa di Confcooperative, dai toni come minimo seccati, trattando i due parlamentari a pesci in faccia. Le loro affermazioni – afferma Codeluppi – rischiano di ingenerare “allarmismo inutile, fuorviante e ingiustificato”. 

Maria Edera Spadoni

Maria Edera Spadoni

IL REPORT DIFFUSO DAI PARLAMENTARI SPADONI E BRESCIA 

“Una rete territoriale che gestisce ben 1600 migranti in provincia di Reggio Emilia.

Un business da più di 20 milioni di euro all’anno. Per questo motivo i deputati M5S Giuseppe Brescia e la reggiana Maria Edera Spadoni hanno deciso nella mattinata di lunedì 31 luglio di eseguire una visita ispettiva presso uno dei centri gestiti dalla cooperativa Dimora D’Abramo, l’hotel Italia a Reggio Emilia.
uattro letti dell'alberto Italia

Una delle camere con cinque letti dell’albergo Italia

“Arrivati nella struttura abbiamo avuto la possibilità  di visionare immediatamente gli spazi, accompagnati dall’unico operatore presente. – dichiarano Brescia e Spadoni – E’ subito saltato all’occhio che qualcosa non tornava per il numero di ospiti presenti. Infatti, abbiamo verificato che in alcune stanze, in teoria adibite per 3 persone, erano presenti due letti a castello e in una stanza in particolare erano presenti 4 richiedenti asilo a fronte dei tre previsti. – proseguono – Controllando il registro presenze abbiamo constatato che mancava il foglio firme e il numero dei migranti in elenco non corrispondeva a quello indicato alla prefettura. In poche parole: data la mancanza di un sistema oggettivo di controllo, l’operatore che ogni giorno deve comunicare il numero di presenze reali all’ente gestore potrebbe indicare un numero errato. Particolare di non poco conto visto che, in base a quel numero, l’ente gestore riceve dalla prefettura il corrispettivo pro die pro capite”.
Nel solo 2017 in Italia si spenderanno 4,6 miliardi di soldi pubblici per la gestione del fenomeno migratorio. Buona parte di questi soldi è destinata proprio alle cooperative (circa 2,5 miliardi). “Riteniamo che i sistemi di rilevazione delle presenze debbano essere rigorosi. Purtroppo così non è, e ad ammetterlo è  stata la stessa prefettura” – dichiarano i deputati pentastellati.
Uno dei bagni

Uno dei bagni

Ad esercitare controlli sistematici è infatti la prefettura. Una volta ogni tre mesi si svolgono delle ispezioni che, però, non essendo a sorpresa ma previo avviso agli enti gestori, ovviamente non danno la possibilità  di constatare le reali condizioni delle strutture.
Giuseppe Brescia, vicepresidente della commissione d’inchiesta migranti, dichiara: “Queste sono criticità  che ho riscontrato su tutto il territorio nazionale, come la mancanza di un documento che attesti la situazione sanitaria dei migranti che, quindi, vengono sottoposti ripetutamente agli esami di controllo con sprechi consistenti per il servizio sanitario nazionale. Se si mettesse a sistema una gestione più efficiente, potremmo ridurre la spesa annuale di circa 1 miliardo di euro per il solo servizio sanitario relativo ai migranti che ospitiamo sul nostro territorio”
“La Dimora di Abramo si è recentemente aggiudicata un bando per l’accoglienza di 1148 migranti per un ricavo complessivo di oltre un milione e 200 mila euro al mese. E’ di fondamentale importanza che i controlli siano più approfonditi, anche per verificare la qualità del servizio reso. A tal proposito, provvederò ad una richiesta di accesso agli atti per conoscere le competenze di tutto il personale impiegato e l’agibilità  alle strutture”,  conclude la deputata Spadoni”.
LA REPLICA DELLA DIMORA D’ABRAMO 
“Le affermazioni degli onorevoli Spadoni e Brescia, seppure orientate a principi condivisibili, rischiano di generare allarmismo inutile, fuorviante e ingiustificato: se conoscono altre situazioni in cui ritengano insufficienti i controlli sulle presenze dei richiedenti asilo le citino esplicitamente, ma non partendo da Reggio Emilia, dove è dimostrato e dimostrabile che i controlli dei diversi soggetti in campo (pubblici e privati) funzionano bene”. 
Non si fa attendere la risposta della Dimora d’Abramo alle affermazioni dei due parlamentari pentastellati dopo la visita a sorpresa all’hotel Italia. 
“Una visita – afferma il presidente Luigi Codeluppi – di cui abbiamo apprezzato la serietà  e il rigore, ma non le conclusioni”. “Affermare che “manca un sistema di controllo oggettivo delle presenze” – prosegue Codeluppi – non rispecchia affatto la realtà reggiana e rivela una conoscenza forse insufficiente della realtà  che qui affrontano quotidianamente istituzioni e strutture d’accoglienza”. 
dimora 2
“Gli alberghi come quello oggetto di visita – spiega il presidente della Dimora d’Abramo – sono utilizzati per la prima accoglienza, che si concretizza con preavvisi di poche ore rispetto agli arrivi; i cambiamenti, anche quotidiani, sono dunque legati agli stessi arrivi effettivi ed alla programmazione di allestimento di appartamenti sul territorio, per mantenere l’obiettivo progettuale di accoglienza diffusa nelle diverse aree della provincia”.
“Nella fattispecie – prosegue Codeluppi – anche ieri erano in atto trasferimenti che comportavano l’uscita dall’albergo per l’accesso in appartamenti”.
“Il controllo delle presenze – sottolinea Codeluppi – E’ costante sia da parte del gestore dell’albergo che degli  operatori incaricati (con verifiche da parte della Questura), coadiuvati dal referente operativo (che era presente nel corso della visita insieme all’operatore di riferimento dell’ hotel), dalla segreteria organizzativa (che definisce gli spostamenti tra le diverse strutture), dall’ufficio amministrativo della Dimora d’Abramo, cui spetta anche appurare e comunicare, come richiesto dal contratto, se ci sono eventuali ricoveri ospedalieri (che prevedono una decurtazione della diaria), così come è stato confermato nel corso della visita”.
Non si tiene conto, inoltre, di altre forme di controllo indirette che abbiamo puntualmente rappresentato durante la visita, e che  derivano dalle diverse attività  organizzate nell’accoglienza: corsi di apprendimento della lingua, appuntamenti per l’iter legislativo e amministrativo e per le cure sanitarie, la regolamentazione dell’ accesso alle mense, nonchè , le firme per la consegna dei pocket money e del materiali ad uso personale”
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