Debito pubblico, nuovo record a 2 mila 281 miliardi di euro: quasi 40 mila euro per ogni italiano

banca d'italia18/8/2017 – Il debito pubblico italiano segna un nuovo record. A giugno il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.281,4 miliardi, in aumento di 2,2 miliardi rispetto al mese precedente. Lo rende noto la Banca d’Italia. Di fatto ogni cittadino italiano, dai neonati ai centenari, ha un debito pro capite di quasi 40 mila euro.
L’incremento di giugno ha riflesso il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (8,4 miliardi), in parte compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 6,3 miliardi, a 52,6; erano pari a 92,5 miliardi alla fine di giugno 2016). In particolare, il debito registrato dalle Amministrazioni centrali è aumentato di 4 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è calato di 1,9 miliardi. Invariato il debito degli Enti di previdenza.
Sempre a giugno, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 31,6 miliardi (-13,5 miliardi in un anno). Nei primi sei mesi del 2017 esse sono state pari a 186 miliardi (-5,8%). Il peggioramento è principalmente imputabile allo slittamento delle scadenze per il versamento di alcune imposte.

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3 risposte a Debito pubblico, nuovo record a 2 mila 281 miliardi di euro: quasi 40 mila euro per ogni italiano

  1. vivaldo Rispondi

    19/08/2017 alle 12:19

    Il debito aumenta e si spera nel Messia oppure che la tragedia scoppi quando governerà qualcun altro! Intanto nessuno presenta un piano al riguardo.

  2. Gabriele Giordani Rispondi

    19/08/2017 alle 21:40

    fino a quando non ci sarà un serio federalismo vero, e un governo di destra ( non centro destra) ,sarà sempre in aumento il debito pubblico,come sempre e stato.

  3. vivaldo Rispondi

    21/08/2017 alle 10:41

    Solo l’Europa potrebbe salvarci, se farà un’ammucchiata di tutti i debiti pubblici ed imporrà un’organizzazione dello Stato meno burocratica e con costi uniformi in tutti i paesi europei. Se ciò non avverrà è prevedibile uno sganciamento dall’euro con diversi svalutazioni interne finchè non si sarà raggiunto l’equilibrio. Ciò potrebbe essere evitato di fronte ad un programma( supposto che sia possibile ) che normalizzi il rapporto debito PIL.

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