Crepet fa a pezzi Reggio Children
E si apre la guerra nella sinistra

Mdp chiede la verifica politica: verso la crisi?

di Pierluigi Ghiggini

28/8/2017Paolo Crepet,  icona della sinistra psichiatrica e intellettuale, ha fatto una figura barbina a FestaReggio e finalmente qualcuno, sempre a sinistra, ha trovato il coraggio di cantargliele con i controfiocchi.  Crepet, nel pieno dell’incontro  su “Il coraggio di educare nel tempo del web” ha dichiarato che Reggio Children è vecchia e ha fatto il suo tempo e soprattutto “vive di copyright”.

Insomma, il Reggio Approach di Loris Malaguzzi ridotto a puro merchandising: come se non vi fosse una storia a dimostrare il ruolo giocato dai cento linguaggi , ormai a livello mondiale, nel rinnovamento della pedagogia. Reggio Children, piaccia o no, è arrivata dove neppure i Cemea francesi, nati nel 1938 sotto il governo popolare, erano riusciti ad arrivare.

Così Paolo Crepet è finito nel tritacarne di Mdp, composto notoriamente di piddini ed ex comunisti non pentiti, e insieme a lui la deputata Vanna Iori, che sul palco di FestaReggio dialogava con lo psichiatra “da talk show” ma non ha trovato il coraggio di replicare sul momento. Eppure la Iori, grazie alle sue competenze in materia, fa parte della Bicamerale infanzia e adolescenza.
Dunque Articolo 1-Medp oggi ha diramato una lenzuolata in stile bersaniano, firmata con l’autorità del coordinamento provinciale del partito, facendo letteralmente a pezzi Crepet e il suo ultimo libro “Baciami senza rete” e chiedendo una verifica politica al Pd come lavacro per la cocente offesa risuonata alla festa del Campovolo.

L.Reggio Children

“Leggendolo saltano agli occhi la superficialità e la banalità con cui temi profondi vengono liquidati dall’autore – scrive Mdp –  Come il passaggio in cui lo psichiatra scrive di essersi domandato spesso “perché in Italia a nessuno sia mai venuto in mente di chiedere a uno dei nostri più celebri architetti – con l’unica eccezione positiva dell’asilo Sant’Elia di Como – di progettare una scuola”. Già questa frase è indicativa della scarsa conoscenza in materia, di cui esistono innumerevoli casi di studio. Visto che è Reggio Children a essere tirata in ballo, citiamo per esempio la pubblicazione “Bambini, spazi, relazioni. Metaprogetto di ambiente per l’infanzia” (1998), ricordando che nelle scuole comunali dell’infanzia non vi è alcuno spazio che non sia stato appositamente pensato e progettato da architetti e pedagogisti, insieme”.

E’ dagli anni Sessanta che i grandi architetti realizzato strutture pedagogiche e con grande successo in tutta Italia (il centro internazionale Malaguzzi è stato progettato da Zini, del resto) anche se per fare una buona scuola non sono strettamente necessari grandi architetti, bensì spazi a dimensione di bambino, semplici e da riempire di creatività. E’ il caso del Diana, che è un caso di studio a livello planetario da almeno 25 anni.

Scuola Diana

Attività alla scuola Diana

Ma torniamo a Mdp e alla sua difesa di Reggio Children. La catilinaria anti-Crepet è di quelle che lasciano il segno: “Ciò che Crepet ignora nel suo inaccettabile stigma è l’azione di permanente ricerca pedagogica attuata nei nidi e nelle scuole d’infanzia a gestione comunale, in un contesto interessato da mutamenti che tutti sappiamo essere complessi ma che saggiamente vengono affrontati in una comunità di conoscenza diffusa – scrive il partito neobersaniano –  Con una rete di relazioni e consulenze di grande spessore, dove non sono la telegenia o il clamore mediatico i riferimenti culturali, ma proprio quell’educare alla relazione nella ricerca dell’autenticità del linguaggio e nella comprensione della realtà.

Reggio Children non è solo il soggetto attraverso il quale, dall’Australia agli Stati Uniti, abbiamo esportato la visione e la qualità della vita che caratterizzano questa città – aggiunge –  È anche il punto di partenza di un lavoro che coinvolge ogni giorno centinaia di educatori e ausiliari, insieme a migliaia di bambini che, con le loro famiglie, hanno avuto modo di toccare con mano ciò che Crepet evidentemente non apprezza. Sono proprio le ragioni per cui lo psichiatra ritiene superato quel modello educativo che ne rappresentano il punto di forza”.

L’affondo non è solo personale e culturale, ma politico. Perché Mdp, ancora in maggioranza a Reggio (ma per quanto?) chiede proprio una “verifica politica” sul punto specifico, vale a dire se questa Reggio Children sia ancora ancora centrale per la giunta Vecchi. Problema non da poco, perché è nota la manovra a largo raggio per trasformarne la natura stessa. Senza contare che se la fondazione Reggio Children ha delle difficoltà, lo è anche perché è stata caricata dei mutui accesi dal comune per completare il centro Malaguzzi della ex Locatelli.

Conclude Mdp: “Siamo i primi a ritenere che la dialettica e lo spirito critico siano indispensabili per mantenere vitale e adeguato ai tempi un sistema come Reggio Children, ma siamo estremamente preoccupati per la leggerezza con cui un attacco così grave sia stato sferrato all’istituzione educativa reggiana, che peraltro in tempi recenti aveva già subito un tentativo di arrembaggio da parte di entità economiche fortemente incompatibili con il messaggio educativo. Ci sorprende quindi come mai quest’affermazione non sia stata immediatamente sanzionata da parte di chi aveva ogni strumento per farlo, e chiediamo una verifica politica immediata su questo tema, che rappresenta per la nostra comunità un elemento fondante e caratterizzante, che non deve essere svalutato in nome di un immediato riscontro mediatico narcisista”.

Il Partito Democratico “dovrebbe essere depositario di una storia, che va difesa e proiettata nel futuro senza nostalgie ma con la consapevolezza che questa terra è diventata ciò che è ora anche grazie al progetto pedagogico delle nostre scuole. Mai vorremmo che lo slogan di Festareggio “Notti italiane” si rivelasse un funesto presagio.

SE MDP RUGGISCE, L’ASSESSORA MIAGOLA: PERCHE’

Presa tra due fuochi, fra la stroncatura di Crepet e l’alzata di scudi di Mdp in difesa di Reggio Children – e fuochi sia ben chiaro tutti di marca genuinamente di sinistra – l’amministrazione Vecchi ha deciso sì di replicare ma con toni morbidi e gentili, come se la sortita di Crepet fosse in fondo la scivolata d’ala di uno vecchio zio un po’ rimbambito.

Paolo Crepet

Paolo Crepet

Così l’assessore Raffaella Curioni, cui per delega tocca la difesa d’ufficio, ha replicato che sul fronte educativo l’Italia sarebbe diversa se assomigliasse un po’ di più a Reggio Emilia. “Qui- aggiunge Curioni – abbiamo investito da decenni sui diritti dei bambini, e i risultati si vedono. La partecipazione ai nidi e’ di oltre il 40%, alle scuole dell’infanzia di oltre il 90%. Complessivamente siamo in media 20 punti sopra la media nazionale e ci attestiamo, a volte superandoli, sui migliori livelli europei”. Ma “non vogliamo con cio’ dirci ‘i migliori’. Desideriamo solo garbatamente sottolineare che Reggio Children è un pensiero educativo, un’esperienza pedagogica e prima ancora un’idea di persona- il bambino titolare di diritti e piena personalità – conosciuta, studiata, attuata e apprezzata nel mondo, sia dagli ‘addetti ai lavori’ sia da milioni di persone che, pur appartenendo a culture e civiltà diverse, ne intuiscono la portata e l’efficacia”. Del resto, prosegue Curioni, “non sarà un caso se la legge nazionale a sostegno della prima infanzia, attesa da decenni, sia finalmente decollata in questi mesi raccogliendo e facendo tesoro del messaggio di questa città”.

Chi si aspettava un ruggito nella piazza social e mediatica, si deve accontentare di un educatissimo miagolio. Solo buona creanza, o debolezza politica? O forse che qualcuno non abbia fatto discretamente da suggeritore a Paolo Crepet per aprire in città il fronte della “riforma” di Reggio Children?
E perché Vanna Iori, molto competente in materia, non ha reagito subito polemizzando con Crepet davanti al pubblico della Festa? Per queste ragioni Mdp ha buon gioco per chiedere una verifica politica, dalla quale potrebbe scaturire anche una crisi.

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    30/08/2017 alle 08:14

    Più che polemica non perdiamo l’occasione per organizzare un corso di laurea , con Unimore o altro, in formazione primaria a marchio Reggio Children e valenza internazionale , cioè in lingua inglese. Non perdiamo il brand che è ancora forte a livello internazionale e facciamo di Reggio l’ MIT della formazione primaria.Ovviamnente predisponiamo un progetto complessivo, che comprenda anche college e servizi adeguati per studenti e docenti.Su questo progetto Reggio investa pesantemente.
    Carlo Baldi

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