Compiono un anno le Terme del Colesterolo
dove Messer maiale è salito all’Olimpo
Tutti pazzi per i panini alla porchetta: un fenomeno antropologico

di Pierluigi Ghiggini
24/8/2017 – Qualche mese fa, era ancora inverno, un signore romano de Roma si presenta al Cocco che officia dietro il banco delle sue Terme del Colesterolo. Senza tanti giri parole gli ha mostra un foglio scritto a mano da un amico. Ci sono dei consigli su dove andare a mangiare bene a Reggio Emilia, e dei due luoghi indicati uno è proprio la bottega sotto Broletto. C’è scritto in romanesco stretto: «Nun te dico gnente. Vacce. Salutame Cocco. Fatte dà ‘a cartolina, pure pe’ me».
Forse è stato quel giorno che il Cocco, al secolo Davide Cocconi, 48 anni, assieme alla moglie Fiorenza Mediani detta Fiore, fondatore delle terme più ossimoriche e geniali del mondo, ha capito che in quel posticino con qualche posto a sedere dove il maiale è re, icona e alimento oggetto di venerazione, aveva sfondato davvero, e che la fama si stava spargendo nel Paese e anche all’estero. Quel biglietto il Cocco lo conserva come una reliquia.

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Oggi, proprio oggi 24 agosto, le Terme del Colesterolo sotto Broletto compiono un anno. Ma è come se ne fossero passati dieci, tanto il successo è stato fulmineo, totale, intergenerazionale e sempre in crescita. Le Terme del Colesterolo hanno distribuito 25 mila cartoline, ogni giorno e ogni sera sono decine i ragazzi che fotografano il locale e o chiedono un selfie col cappello rosa e il maiale finto, e il Cocco si è visto persino fermare per strada e inseguire per firmare autografi. Diciamo pure che lui ancora adesso si pizzica per convincersi che questa corsa matta non con cavalli e neppure con moto rombanti, ma con grufolanti maiali di razza, è tutta vera e non è un miraggio.

Anche in aereo la cartolina della Terme del Colesterolo

Anche in aereo la cartolina della Terme del Colesterolo

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Maiali che spuntano dappertutto, a cominciare dalla porchetta chilometri zero in bella vista sotto vetrina e al logo delle Terme, anche quello rigorosamente fatto in casa dai titolari, per arrivare alle immagini che scorrono sui monitor e si riversano nei social. Da mesi ormai le Terme sono al primo posto fisso su 475 ristoranti e locali reggiani recensiti su Trip Advisor. «Ma umilmente devo dire che noi non siamo un ristorante. Noi facciamo panini, e siamo contenti così – afferma Davide Cocconi – Abbiamo la passione delle cose fatte bene, e ci sentiamo fortunati, anzi fortunatissimi, per questo successo. Anche la storia degli autografi è vera, lo giuro, ma per favore non scriverla sennò dicono che ce la tiriamo».

davide Cocconi con la moglie firenza, l'attore Mauro simonazzi, star dei serial tv in Cina e sua moglie, la modella internazionale Tao Lu

Davide Cocconi con la moglie Fiorenza, l’attore Mauro Simonazzi, star dei serial tv in Cina, e sua moglie, la modella internazionale Tao Lu

Queste Terme del post veganesimo, dove la tradizione prima negletta ora dilaga e si sposa a quell’innovazione gastronomica che nel Cocco è un talento naturale, sono il regno dei panini con la porchetta e assimilati, con pane speciale e a grigliatura svelta , anche se non mancano pizze e focacce a lievitazione lenta.
Il maestro li prepara con accostamenti inediti: un successo memorabile.

L'insegna delle terme del Colesterolo sotto Broletto

L’insegna delle terme del Colesterolo sotto Broletto

Il numero uno, neanche a dirlo, si chiama Il Cocco: porchetta e mirtillo. Poi c’è il Forza Regia, diventato un appuntamento fisso per i tifosi granata (porchetta e verdure del terroir), il Dai Candom e Al Brolet dove il maiale si sposa con cipolla caramellata e glassa di balsamico. Quindi le innovazioni di queste settimane: il “Nimaleda”, cento per cento spezzatino di maiale, salsiccia e porchetta; lo Scùrzoun, cotiche e fagioli, che a dispetto del nome ruspantissimo e corrivo è un grande panino da meditazione; il Brusacul, un nome un programma, dove la porchetta piccante si sposa a provola e peperoni; Il Catvegna, reminescenza guareschiana, in cui la porchetta marmirolese viene guarnita con pancetta affumicata stagionata, pomodorini e lardo.

Il Cocco gira uno spot

Il Cocco gira uno spot

Una volta entrati non si sa, in tutta franchezza, da che parte cominciare.
Non si era mai visto un fenomeno simile di successo popolare alla velocità del suono.
Molti ora si chiedono se sia dovuto al nome curioso, ironico e ribelle, che non asseconda le tendenze del mercato ma anzi le contrasta, oppure alla qualità dei panini. Ma è come chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina. Certo è che le Terme del Colesterolo, prima di essere un successo gastronomico e commerciale, si qualificano come fenomeno antropologico: è la vendetta del maiale Spartacus sulla nobiltà vegana e delle diete socialmente obbligatorie che sembra, anzi sembrava, regnare incontrastata.

IMG_20170822_101435La prova provata sono i clienti: tutti applaudono il maiale, ma sono soprattutto i ragazzi ad aver alzato sino all’Olimpo la porchetta del Cocco. Le Terme sono diventate un mito tra gli studenti e le ragazze, i nonni ci portano i nipoti e le mamme giovani i figli piccoli.
Affluiscono, neanche a dirlo, gruppi, scolaresche, intere squadre di calcio, gruppi musicali e visitatlori da fuori Reggio, da Milano, da Verona e dal resto del Veneto. Anche da Firenze e dalla Toscana, che è tutto dire perché là di porchetta e lampredotto se ne intendono davvero.
«Com’è nata l’idea delle Terme? Al circolo Stranieri, dove ero prima volontario poi presidente, abbiamo sperimentato tantissime iniziative anche culinarie, per cucinare divertendosi – spiega il Cocco – Un giorno è arrivata l’idea delle “serate termali” per rivisitare anche in chiave ironica, e se vuoi innovativa, la cultura tutta reggiana del maiale. Serate con canzoni in dialetto, racconti e barzellette legati alla storia reggiana, e naturalmente panini. Il successo ci dato il coraggio di aprire le prime Terme nel 2015 in via Emilia San Pietro. Ma il posto era troppo piccolo, 19 metri quadrati con la fila sempre davanti e niente tavoli. L’anno scorso ci siamo trasferiti sotto Broletto, e il 24 agosto è cominciata l’avventura».

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Le Terme, dicevamo, sono un posto intergenerazionale, ma anche interclassista: per ricchi e poveri, per vicini di casa e star dello spettacolo.
Fra gli amici, i cui selfie campeggiano sulle pareti, figurano Matteo Setti, Mike Piazza, musicisti, sportivi, i Casa Surace che spopolano su Youtube, con un posto d’onore per l’attore Mauro Simonazzi, diventato una star dei serial tv in Cina, insieme a sua moglie, l’affascinante Tao Lu, una delle modelle cinesi più quotate a livello internazionale: sua una copertina recente di Vanity Fair.
Ora il Cocco e la Fiore stanno lavorando agli sviluppi della loro idea: dai cibi da passeggio (costine, frittelle di baccalà, anche polenta con spezzatino in umido) sino un brand “Terme del Colesterolo” in piena regola.

Una specialità molto impegnativa: porchettà ripiena con costine di maiale, salsicce e cotechini

Una specialità molto impegnativa: porchetta ripiena con costine di maiale, salsicce e cotechini

Il Cocco non vuole parlarne troppo, ma si vede che non sta nella pelle: e del resto sta già girando uno spot. «Abbiamo registrato il marchio, stiamo lavorando a una linea di prodotti in vasetto tutti legati al maiale. Prodotti da portare a casa: ragù, cotiche e fagioli, ragù di costine, patè di fegato, cuore, diaframma e anche polmone. Tutti prodotti che nascono in aziende locali – Marmirolo, Montecavolo, Scandiano – e ricette realizzate con la collaborazione prestigiosa di uno chef di fama, impiegando anche tecniche di cottura molecolare. Una dimensione nuova della tradizione. Saremo pronti entro la fine dell’anno, almeno spero». Al Cocco brillano gli occhi: sarà lui, con la sua barba bianca l’icona delle etichette insieme al maiale. Da brivido. Intanto buon anniversario alle Terme del Colesterolo: tanti e tanti di questi anni.

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