Bambino violentato, la famiglia si affida alla Caramella Buona
E il Csm decide sul procedimento contro il giudice Ghini

30/8/2017 – La notizia è ufficiale, le parole del fratello del bambino abusato dal pedofilo pakistano reo confesso sono chiare : “Vogliamo affidarci alla Caramella Buona”.

Viene così concretizzata la promessa fatta dal presidente dell’Associazione, Roberto Mirabile,  che in occasione della manifestazione senza precedenti di giovedì scorso davanti al tribunale di Reggio Emilia, aveva abbracciato la famiglia della vittima, assicurando  tutela legale gratuita.

Roberto Mirabile parla durante la manifestazioni davanti al tribunale di Reggio

Roberto Mirabile parla durante la manifestazioni davanti al tribunale di Reggio

“Parlare con questa famiglia, in particolare col fratello del bambino – dichiara Mirabile – mi ha fatto capire quanto queste persone dignitose e rispettose dell’Italia, abbiano bisogno di una guida sicura e altamente professionale.

Nei prossimi giorni, quindi, il nostro avvocato di Roma, Monica Nassisi, con la quale affrontiamo da anni complicati procedimenti penali in tutta Italia, per abusi su bambini e donne, verrà appositamente a Reggio per il conferimento dell’incarico e una prima riunione utile a definire la strategia processuale”.

“Desidero infine sottolineare – aggiunge Mirabile – che stiamo ricevendo ancora tante testimonianze di solidarietà per la nostra coraggiosa iniziativa della manifestazione, da italiani e anche da pakistani della nostra provincia. Le polemiche intolleranti di qualcuno non ci interessano : il nostro tempo, ora, dobbiamo dedicarlo esclusivamente alla tutela del bambino che, ribadiamolo, consenziente proprio non può esserlo mai”.

Il giudice Giovanni Ghini durante l'udienza in cui ha messo in libertà il pedofilo

Il giudice Giovanni Ghini durante l’udienza in cui ha messo in libertà il pedofilo

Intanto oggi il fascicolo Ghini è approdato al plenum del consiglio superiore della magistratura su iniziativa del consigliere laico Pierantonio zanettin (area Forza Italia) che ha sollecitato l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del Giudice Giovanni Ghini, sulla base di proprie valutazione, ha rimesso in libertà il pedofilo pakistano che ha violentato il bambino disabile di 13 anni in un paese della Bassa est.

Se il Csm deciderà di aprire il procedimento per incompatibilità ambientale, il fascicolo sarà istruito dalla Prima commissione competente sulle questioni disciplinari. La decisione penale comunque spetterà al plenum, ma non arriverà prima di alcuni mesi.

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Jolanta Rispondi

    04/09/2017 alle 22:40

    Fino quando vengono protetti criminali e anche premiati con “aiuto ambientarsi”? Consenziente al raporto, ala violenza sessuale? Troppo spesso viene usata questa visida scusa per difendere criminali! Chiediamo Giustizia, perche non sappiamo piu se esiste!

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