Benvenuti al Sud: Coop Sicilia, controllata di Alleanza 3.0 ha accumulato 102 milioni di perdite

di Pierluigi Ghiggini 

22/8/2017 – Alleanza 3.0, il gigante delle coop consumatori nato dalla fusione tra Nord Est Reggio Emilia, Estense Modena e Adriatica di Bologna, corre in soccorso delle consorelle che accumulano perdite come  Coop Tirreno e Coop Sicilia (quest’ultima è una partecipazione storica di Nord Est sin dai tempi della gestione Pedroni) oppure già crollate come Coop Carnica: un fallimento particolarmente doloroso, segnato fra l’altro dal suicidio di un consigliere di amministrazione nel 2015.

Un iper di Coop Carnica

Un iper di Coop Carnica

Alleanza 3.0 ha rattoppato il disastro  della catena commerciale friulana messa in liquidazione dal Tribunale di Trieste, con una donazione in due tranche di 13.5 milioni di euro, come partecipazione all’iniziativa di solidarietà cooperativa per il recupero del 50% dei crediti in conto prestito sociale vantati dai 3 mila 236 soci di CoopCa.

Un’iniziativa per alcuni aspetti simile  a quella attuata dal sistema Lega a Reggio Emilia prima in soccorso dei soci Cmr Reggiolo, poi di Orion con l’acquisto dei crediti dei soci (che comunque attengono ancora l’erogazione di un 10% rimasto in sospeso) e che potrebbe essere replicata con una colletta nazionale, come chiede da tempo Federconsumatori, per i soci delle fallite Coopsette e Unieco.

Nel caso di Coop Carnica l’intervento di Alleanza 3.0 è diretto: la prima donazione da realizzare entro il 31 ottobre è  di 6 milioni di euro, corrispondente a oltre il 40% dell’intera cifra, in modo da permettere il pagamento cash in un’unica soluzione del 50%, senza atto notarile, ai 1.827 esposti con crediti inferiori o pari ai 2 mila 500 euro.  Per gli altri il rimborso della prima tranche sarà pari a circa il 43%
del 50% dell’importo vantato verso CoopCa, con firma  dell’atto notarile che renderà poi possibile l’erogazione dell’importo tramite bonifico bancario entro 10 giorni.

COOP TIRRENO

Alleanza 3.0 è intervenuta pesantemente anche per Unicoop Tirreno  che negli ultimi sei anni ha perso la bellezza di 140 milioni di euro.

L’anno scorso la cooperativa di Piombino è stata salvata da un’iniezione di liquidità proprio da Alleanza 3.0 che ha riportato il patrimonio in linea di galleggiamento, facendo rientrare il bilancio dentro il  rapporto 1-3 fra Prestito sociale e patrimonio, fissato da Bankitalia, oltre il quale scatto l’obbligo di fideiussione ai prestatori.  Prima del soccorso rosso, tale rapporto era precipitato a 1-6.

Nondimeno la situazione di Unicoop Tirreno rimane “precaria” – come sottolinea un’analisi del Sole 24 Ore –  tanto che anche quest’anno il bilancio riferito ai conti 2016 chiuderà con una perdita di 38,7 milioni di euro, secondo le cifre diffuse da Piombino (ma sul sito internet non è pubblicato ancora il bilancio 2016).

L’azienda è impegnata in una ristrutturazione strong, di cui è effetto il recente accordo aziendale su Cig, solidarietà e dimissioni incentivate per 421 addetti su un totale di 4 mila 500.

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Il 2016 si è chiuso con vendite totali vicine al miliardo (975,6 milioni di euro) in diminuzione del 3,4% rispetto all’esercizio 2015. La nuova perdita di quasi 40 milioni dovrebbe comportare una nuova iniezione di capitali freschi, sempre sotto forma di strumenti partecipativi sottoscritti dalle grandi coop consumo più sane. Perdita – ha spiegato Coop Tirreno – comunque motivata da  “un fondo gestione rischi molto consistente – spiega la cooperativa di consumo – e si sono compresi nel bilancio 2016 gli oneri di ristrutturazione previsti nel prossimo triennio”. I dati dei primi mesi del 2017, aggiunge Unicoop Tirreno, “sono in linea con un preventivo che prevede il dimezzamento della perdita della gestione caratteristica (che, secondo il piano, deve tornare a produrre reddito entro tre anni), una sostanziale tenuta delle vendite e una consistente riduzione dei costi gestionali”.

COOP SICILIA

Altri grossi grattacapi per Alleanza 3.0 – presieduta da Adriano Turrini, con amministratori delegati Massimo Ferrari e il reggiano Paolo Cattabiani – arrivano da Coop Sicilia, controllata al 100% dalla megacoop emiliana.

Con una perdita 2016 di 18,6 milioni, Coop Sicilia è riuscita ade aprire una voragine di 100 milioni di euro in cinque anni: 18,3 milioni nel 2012, 13,4 nel 2013, 29,5 nel 2014, 23 nel 2015 e 18,6 l’anno scorso: il totale fa 102 milioni. Un fardello caricato nel bilancio consolidato di Alleanza 3.0.

coop sicilia

Da qui la terapia d’urto decisa dai vertici emiliani: chiusura dei punti vendita di San Giovanni La Punta e Zafferana Etnea, degli uffici all’interno del polo commerciale Le Zagare, e licenziamenti a  Bronte, alle Ginestre di Tremestieri Etneo, al Katanè di Gravina di Catania e alle Zagare di San Giovanni La Punta.  Altre chiusure previste a Casteldaccia e Palermo Volontari (Palermo) e Ragusa, oltre alla mobilità per i lavoratori di La Torre-Borgonuovo e Forum di Palermo Roccella, e Milazzo. In totale 273 esuberi, di cui la metà nell’area metropolitana di Catania.

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    27/08/2017 alle 09:34

    Viva la coop !

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