Vasco e i 240.000 nella storia del rock
Il concerto più grande del mondo

Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

1/7/2017 – La storia della musica ha fatto tappa a Modena. Al Modena Park, dove Vasco Rossi ha festeggiato 40 anni di amore con il palco, con il pubblico, con le emozioni. Davanti a una marea umana di 240 mila persone, che ne hanno fatto così il concerto dei record, quello con più spettatori paganti al mondo. Nessuno mai come lui. Modena. Perché tutto è cominciato qui. Con il primo concorso canoro vinto a 10 anni, con il primissimo concerto, che lui non ricorda neanche più. E allora proprio da qui si riparte, per chiudere un cerchio, per fare il punto di una carriera unica, ma anche per andare avanti, perché il Komandante alla sua combriccola lo ha già detto più volte: a fermarsi non ci pensa proprio. Quaranta canzoni per quaranta anni.

Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Una galoppata lunga tre ore e mezzo, maestosa e imponente. Come il palco largo 130 metri. E come i 1500 metri quadri di schermi in movimento che permettono anche ai più lontani di godere di uno spettacolo che più che sugli effetti speciali punta tutto su Vasco, sulle sue canzoni, su una storia da celebrare non solo come successo di un artista, ma anche come rito collettivo.

Il via alle 21 in punto, anche per le esigenze televisive di Rai1 che ha dedicato all’evento uno speciale condotto da Paolo Bonolis (pesantemente criticato sui social per non aver lasciato più spazio al live), con Colpa d’Alfredo, preceduta, con le ultime luci del giorno ad illuminare il palco, da un saluto al sole (virtuale, che nasce e muore sugli enormi schermi) sulle note di Così parlò Zarathustra di Strauss tratta da Odissea 2001 nello spazio di Stanley Kubrick. Il Blasco sfoggia una giacca di pelle gialla e una forma fisica ritrovata. “Benvenuti alla festa epocale di Modena park. Benvenuti al concerto che non avrà mai fine. Benvenuti nella leggenda, nel record mondiale”, è il saluto di Vasco ai suoi invitati che lo attendevano da ore, da giorni, alcuni da settimane. Senza farsi scoraggiare dal clima o dalle imponenti misure di sicurezza (che hanno retto senza grossi problemi all’impatto con i 220 mila, ma si dice 240 mila.

Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La prima parte dello show è tutta dedicata agli anni Ottanta. E così ecco Alibi e Blasco Rossi, che diventa una carrellata di live e foto della combriccola da 40 anni ad oggi, tutta d’un fiato in poco meno di 5 minuti. Un tunnel del tempo da percorrere all’indietro. E’ la storia che riavvolge il nastro e riparte dall’inizio. Vasco non è più lo stesso, ed è giusto così, ma le sue canzoni sono ancora qui, colonna sonora di almeno due generazioni, o forse tre. E’ una festa unica e allora il padrone di casa si permette anche il lusso di inserire in scaletta anche brani mai inseriti, come Il tempo crea eroi. Ma alla festa ha invitato anche gli amici di sempre, come Gaetano Curreri che si mette al piano e dopo aver accennato Jenny, Silvia, il singolo del 1977 da cui parte la lunga storia di Vasco, e La nostra relazione, suona Anima Fragile. Dopo gli Ottanta è la volta dei Novanta: Gli spari sopra, Stupendo, Vivere.

Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

A far da ponte ci pensa Liberi Liberi, che raramente il Komandante mette in scaletta. Gli altri ospiti sono i chitarristi Maurizio Solieri e Andrea Braido, il primo a rappresentare gli anni Ottanta con la Steve Rogers Band, il secondo i Novanta, quando il rock diventa la cifra stilistica più riconoscibile del Blasco. Un duello di chitarre, oltre il tempo. Su Rewind è topless-mania, con decine di ragazze che slacciano i reggiseni (molti con la scritta Fammi godere) e li lanciano sul palco, mentre su Non mi va lo sberleffo a Carlo Giovanardi.

Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

C’è anche il tempo, prima de Gli Spari sopra, di invitare il pubblico a non aver paura, a non cedere al terrorismo: “Questo è un concerto contro la paura”. Il presente si inserisce nella terza parte, preceduto da un intenso momento acustico: Siamo Soli a I Soliti, fino a Sono innocente ma, Un mondo migliore e l’ultima hit Come nelle favole. Sally, Un senso, Siamo solo noi e Vita Spericolata per i bis. E Albachiara come da tradizione per la chiusura, tra i fuochi d’artificio e il saluto al cielo, all’amico Massimo Riva, ancora e sempre presente, stasera più che mai.

La notte è stata lunga e gioiosa. Il rientro faticoso, con code lunghissime sulle strade e ore di attesa in stazione e treni con ritardi anche clamorosi sino al mattino. Ma era tutto previsto e inevitabile: anche questo è nel baule dei ricordi di una notte in cui proprio tutti, con Vasco, hanno lasciato almeno un graffio nel muro della storia del rock.

(FONTE: ansa.it/ph. Alessandro di Meo)

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9 risposte a Vasco e i 240.000 nella storia del rock
Il concerto più grande del mondo

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    02/07/2017 alle 11:38

    Bravo Vasco !

  2. Fausto Poli Rispondi

    02/07/2017 alle 20:15

    Si e’ visto che l’interiorita’, le parole, i versi, i ritornelli, i testi di Vasco Rossi e del Suo staff, sono opere d’arte.

    Nella intervista di ieri l’ho notato molto avanti come cultura, e come modo di esprimersi. L’ho trovato piu’ in pace con se stesso.

    Il passaggio del libro dove Bonolis legge: “possono insultare Vasco Rossi ma non me”, e’ veramente da incorniciare.

    Di Vasco Rossi riconosco come sa’ scavare nell’animo, nel Suo intimo, magari come dice Lui con la Sua parte femminile. L’ho trovato molto riflessivo. Oggi non avrebbe certo scritto “Voglio una vita spericolata”.

    Indubbiamente questi artisti e non “fenomeni da baraccone, o canatastorie”,
    come artisti furono il compianto Lucio Dalla e Gaetano Curreri e mille altri, rimangono con le loro canzoni nel nostro cuore, ma soprattutto in testa, nella memoria.

    Io il concerto alla tv ce l’ho in testa, e ci stara’ per un po’.

    Credo che la musica così intimistica, con canzoni come Alba Chiara, Sally e tante altre, oltre a poter fare da apripista per formidabili lenti, sono da racchiudere in un settore delle canzoni di Vasco Rossi. Oggi non c’e’ piu’ la combricola del Blasco, ma c’e’ un vero artista apprezzato al mille per mille. Poi chissa’ quante canzoni saranno state tradotte in varie lingue.

    A volte un poco triste, perche’ cantare come fa lui, ci mette tutto, perfino i capelli, quelli rimasti, trasmette la Sua tristezza.

    La canzone che spacca di piu’ e’ gli spari sopra.

    Insomma, un artista ormai pronto per il museo delle cere delle celebrita’, un artista che nato in mezzo ai dischi, ha carpito le tonalita’, i sentimenti, li ha fatti suoi, e ha prodotto opere d’arte inimitabili.

    Lo rivedremo ancora, perche’ Rossi e’ “animale da palcoscenico”, senza nessuna offesa, e’ un modo di dire.

  3. Fausto Poli Rispondi

    02/07/2017 alle 20:51

    Ah, mi spiace correggerVi, ma il piu’ grande concerto e’ stato Woodstock con 400.000 persone.
    Il Vasco Park rimane il piu’ grande concerto europeo ! Non male per un disc jockey !!

    Vorrei rammentare il buon Bonolis, conduttore di razza, che da “impertinente” ha rilasciato una magistrale intervista, in piu’ ha condotto alla americana il programma che spiegava il concerto.

    Organizzato benissimo, il direttore artistico un vero gigante !!

  4. Giulio Rispondi

    02/07/2017 alle 23:28

    “Il concerto più grande del mondo” e “la storia del rock mondiale”… fanno rabbrividire queste due affermazioni, si capisce proprio che l’articolo è stato scritto da una persona che di storia della musica non sa nulla e che non ha mai messo il naso fuori dall’Italia.

  5. Pierluigi Rispondi

    03/07/2017 alle 09:18

    Come specificato nell’articolo, è stato il concerto più grande del mondo per pubblico pagante. Dovrebbe essere chiaro soprattutto per chi è stato molto all’estero.

    • Fausto Poli Rispondi

      03/07/2017 alle 11:05

      Caro Ghiggini, e’ effettivamente così. Bravo per la precisione.
      Quindi a Woodstock era un concerto pagato da qualche Ente o Amministrazione.
      Certo e’ che sono aspetti molto sottili.

      Cordiali Saluti

      Fausto Poli

  6. Fausto Poli Rispondi

    03/07/2017 alle 11:07

    Comunque, rimanendo sul tema musicale, i Moda’ stanno crescendo molto, e i loro cantante ha molti apprezzamenti.

  7. Fausto Poli Rispondi

    03/07/2017 alle 16:26

    Dell’incasso, a Rossi non restera’ molto. Anche perche’ intorno a lui ruotano tanti e tanti operatori, scrittori, gente professionale per intenderci. Poi penso che se andiamo a trovare i vari Maioli, David Zard e compagnia briscola, altro che in ville ci riceveranno.

    Il Blasco e’ in fondo uno di noi, inutile incensarlo per 6 giorni come un poeta. E’ uno che ha scritto canzoni, alcune gliele hanno scritte, poi dopo “il piacerlo” avviene che quasi tutto cio’ che canta piace, un po’ come per Zucchero. Poi a ogniuno piace cio’ che piace. Certo che con VASCO le Feste dell’Unita’, i media, e atri si son fatti le budella d’oro.

    Pero’ e’ partito tutto da un disc yockey come per Jovanotti.

    Che poi Rossi rimarra’ sempre un bravo cantautore.

    Ma quello che gira intorno al cantante, quello e’ importante, come per ogni politico, atleta, e altre categorie.

    Che Vasco e’ sballato ? E’ uno come altri, magari ora era ai dischi di Punto Radio, e’ un romantico, un sognatore, uno che ti e’ amico e basta.

    Pero’ la musica e’ quella che vince su tutto. Conta molto come te la raccontano la storia dei cantanti.

    Ad esempio per me Katy Perry e’ mitica, con un’adeguato marketing spopolerebbe pure qui in Italia. Quindi e’ poi sempre la musica che vince.

    Probabilmente cantare e’ importante e se ci guadagni diventa una professione.Certamente non ci sono combin di sorta. O piaci e arrivano a pagare il biglietto, o non sei gradito. Poi conta molto chi ti promuove, e mi pare che nei primi tempi Vasco cantava solo alle feste dell’Unita’. E allora anche lui si e’ fatto i Suoi bravi interessi.

    E’ giusto così.

    Non voglio sminuirlo, ma in fondo senza visibilita’, sei un mito solo per i tuoi parenti !!!

    Battisti era 100 volte meglio, ma questa e’ un’altra storia. Vasco riconosciamogli un’alta vena di furbizia, a cominciare dalle collaborazioni con quell’altro furbo di Red Ronnie e la sua trasmissione Pinky su Rai 1 durante Domenica in.

    Lo ricordo, Ronnie con quel microfonino, intanto la popolarita’ cresceva.

  8. Fausto Poli Rispondi

    04/07/2017 alle 21:11

    La musica e’ un fascio di parole e sonorita’, invisibile, che tocca i nostri organi vitali, cuore, cervello, deposita nella memoria e poi se ne va. Come una magia.
    Passi da un luogo musicale, e il fascio lo avverti, entra in macchina e “ti attacca”.
    La musica ti consola, ti conforta, ti fa ridere, ti fa piangere, ti fa compagnia.

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